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Christopher Nolan vuole tornare a girare in India dopo Tenet

Christopher Nolan torna a parlare della propria esperienza sul set di Tenet, magnificando le riprese a Mumbai, che l’hanno convinto a tornarci in futuro

Christopher Nolan torna a parlare dopo Tenet, e questa volta non è per strigliare qualcuno o mettersi di traverso contro qualcun altro. Sebbene in via ipotetica, il regista traccia già un possibile scenario rispetto al proprio futuro, magari già a partire dal prossimo film. Intervistato infatti da un’agenzia indiana, Nolan ha chiarito di essersi trovato talmente bene a girare una parte del suo ultimo film a Mumbai da volerci tornare.

Dopo aver magnificato l’amore per il cinema che si avverte in questa città, esaltando l’esperienza che ne ha ricavato, il nostro ha chiarito così la propria posizione: «non faccio mai piani così a lungo termine ma la mia esperienza in India è stata fantastica, e voglio senz’altro tornare a lavorare in India con attori indiani». Questo ovviamente non significa che abbia già un’idea di quale possa essere il suo prossimo progetto; o quantomeno, non significa che sia pronto a sbilanciarsi a riguardo. E continua: «incontrare cineasti di Mumbai ed espormi ai suoni e gli scorci di questa città è stato molto stimolante per me. Mi ha immediatamente messo nella condizione di immaginare come poterci tornare e girare qualcosa nuovamente».

Non si tratta tuttavia del primo approccio a questo Paese da parte di Nolan, il quale nella primavera del 2018 vi si era recato nell’ambito di una campagna in difesa della pellicola per le produzioni a Bollywood. In quell’occasione, come ci ricorda Indiewire, ebbe modo di manifestare il suo apprezzamento per Il lamento sul sentiero (1955) di Satyajit Ray, giudicato dal regista anglo-americano uno dei più grandi film di tutti i tempi.

Quanto a Tenet, per ovvie ragioni le cose non sono andate come sperato e preventivato, con la pandemia ad aver a tal punto scombinato i piani, che la Warner Bros. ha registrato una perdita di oltre 100 milioni di dollari, qualcosa di mai accaduto con Nolan, il quale ha sempre almeno triplicato il budget investito. Chissà che questa sua apertura al mercato indiano non rappresenti un modo per emanciparsi, almeno parzialmente, da un sistema che il regista critica aspramente da tempo, con particolare riferimento alla diatriba inerente ai servizi di streaming. Time will tell, come dicono da quelle parti.

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