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Dune: un video reimmagina il nuovo film di Denis Villeneuve come una serie tv anni 80

Un utente di YouTube ha reimmaginato il nuovo Dune di Denis Villeneuve come una serie tv di fantascienza degli anni 80, guarda il video.

Il nuovo Dune di Denis Villeneuve ha letteralmente spopolato, a quasi 40 anni dalla suggestiva ma deludente versione per il grande schermo di David Linch, il regista Denis Villenueve dopo aver affrontato un capolavoro del calibro di Blade Runner con l’ambizioso e riuscito sequel Blade Runner 2049, mette mano ad un altro capolavoro, stavolta letterario, il “Dune” di Frank Herbert, saga che ha influenzato la moderna fantascienza nella sua interezza. Villenueve porta sul grande schermo un adattamento sontuoso, suggestivo e rispettoso del materiale originale che oltre d aver incassato 400 milioni di dollari a livello globale, nonostante un’uscita contemporanea in streaming, ha ricevuto la bellezza di 10 candidature all’Oscar, tra cui miglior film e fatto incetta nelle categorie tecniche con sei statuette vinte per fotografia, colonna sonora, montaggio, sonoro, scenografia ed effetti speciali.

Il nuovo “Dune” di Denis Villeneuve è l’ideale compromesso tra le visioni di Lynch e l’ambizioso e visionario Dune di Jodorowsky mai realizzato, ma il solo pensare a quello che Jodorowsky aveva concepito con collaboratori del calibro di Moebius e HR Giger, astronavi disegnate dall’illustratore inglese Chris Foss. Orson Welles nei panni del barone Harkonnen, l’imperatore di Salvador Dalì e Pink Floyd e Magma per la colonna sonora, è li a ricordarci che forse è meglio che miti e leggende restino tali e irraggiungibili, continuando a nutrire la fantasia e l’immaginario collettivo attraverso suggestioni e più o meno recondite fonti d’ispirazione.

In attesa di goderci la seconda parte del Dune di Villeneuve in arrivo nel 2023, un utente di YouTube ha fatto una bizzarra operazione, rischiosa ma molto intrigante e secondo noi, visto il il risultato, sorprendentemente riuscita. L’utente “elmaxwell” ha preso immagini del nuovo “Dune” e le ha montate insieme in uno stile che rievoca la sigle delle serie tv di anni 80 meglio note all’epoca come “telefilm”. Oltre a rendere le immagini vintage a livello cromatico e un montaggio che primi piani con i titoli che presentano il cast, c’è anche una azzeccatissima sigla realizzata con musica elettronica che utilizza il brano “Separate Ways (Worlds Apart)” dei Journey, si conclude con un “esordiente” Josh Brolin”, un “Christian Bale nei panni di The Pet” e un  “diretto da Frank Herbert”, con un omaggio all’autore del romanzo originale.

Dune: Part Two, che dovrebbe uscire il 20 ottobre 2023 e oltre a riportare i personaggi sopravvissuti del film originale tra cui la Chani di Zendaya che avrà molto più spazio, insieme ad alcuni nuovi membri del cast che devono ancora essere annunciati e/o confermati, vedi la voce insistente di un ruolo nel sequel non confermato per la Florence Pugh di Black Widow.

In una recente intervista con The A.V. Club il regista David Lynch ha discusso di una potenziale nuova versione del suo “Dune”, parlando della versione del 1984 il regista si è detto “avvilito e nauseato” dal montaggio finale, che per lui è stata “un’orribile tristezza e un fallimento”. Se gli venisse presentata l’opportunità, Lynch dice che sarebbe interessato a rivisitare Dune tramite un “director’s cut” o un’altro tipo di riedizione, anche se ha ammesso che è certo che “non accadrà”.

Dune: la gente ha detto: “Non vorresti tornare indietro e rimettere mano a Dune?” Ed ero così avvilito e disgustato da questo, sai? Voglio dire che ho amato tutti quelli con cui ho lavorato; erano così fantastici. Ho amato tutti gli attori; Ho amato la troupe; Adoravo lavorare in Messico; Ho amato tutto tranne il fatto che non ho potuto avere il controllo sul montaggio finale. E ho anche amato Dino [De Laurentiis], che non mi dava quello che volevo [ride]. E Raffaella, la produttrice, che era sua figlia, l’ho amata. Ma la cosa è stata un’orribile tristezza e un fallimento per me, e se potessi tornare indietro ho pensato, beh, forse ci tornerei sopra.

Tracce dell’immaginario di “Dune” e della sua mitologia oltre che in “Star Wars” sono disseminati in moltissime altre opere e a partire dal tentativo di adattamento di Jodorowsky sono stati posti i semi per alcuni dei più popolari cult del moderno cinema fantascientifico. l’Alien di Ridley Scott ad esempio è legato all’arte biomeccanoide dell’artista H.R. Giger, ma l’artista prima di creare l’iconico Xenomorfo era nel team dell’adattamento di Jodorowski, così come Dan O’Bannon che era stato reclutato per la parte visuale del progetto entrò poi con entusiasmo a far parte del team di “Alien” dopo aver visto cosa aveva creato Giger per il progetto di Jodorowski. Anche Moebius, altro collaboratore del team di Jodorowski, contribuirà in seguito, insieme a O’Bannon, a realizzare la futuristica ambientazione di un’altra pellicola seminale di Ridley Scott, il cult “Blade Runner”. Ulteriore esempio è la sequenza iniziale del più recente Contact di Robert Zemeckis, che pare fosse ispirata dalla scena iniziale del “Dune” di Jodorowsky che mostrava il pianeta Arrakis, progetto di cui Zemeckis sembra avesse potuto consultare la sceneggiatura e guardare i primi storyboard che lo colpirono molto, influenzandolo profondamente.