Gérard Depardieu di nuovo indagato per stupro

Una giovane attrice ottiene la riapertura delle indagini per stupro nei confronti dell’attore francese, che si proclama innocente

Nelle ultime ore l’Agence France Presse ha diffuso la notizia che Gérard Depardieu dal 16 dicembre scorso risulta indagato “per stupri e aggressioni sessuali” da una giovane attrice che ha ottenuto la riapertura delle indagini. Si ignora ancora chi sia la donna che lo accusa. L’attore transalpino continua a proclamarsi innocente.

La prima denuncia risalente all’agosto 2018 venne archiviata dalla procura di Parigi nella primavera dell’anno successivo. A quel tempo la giovane attrice aveva presentato ricorso costituendosi parte civile, riuscendo ad ottenere la nomina di un giudice istruttore e l’apertura di una nuova inchiesta.

I guai per Gérard Depardieu cominciano il 27 agosto 2018, quando un’attrice e ballerina di 22 anni si reca presso la gendarmeria di Lambesc, nella Francia meridionale, dicendo di essere stata stuprata in due tempi — il 7 e poi il 13 agosto — da Gérard Depardieu all’interno di una camera del suo palazzo nel cuore della capitale francese. La donna era  a casa dell’attore transalpino in quanto l’attore, amico del padre, aveva accettato di darle qualche ripetizione in occasione di una pièce teatrale dedicata alla cantante scomparsa Barbara, alla quale Depardieu era legatissimo.

A quel punto due procure aprono il caso, ma l’uomo non subisce mai un provvedimento di custodia cautelare. Si confrontano le versioni dei due ma non se ne viene a capo. Alla fine si opta per l’archiviazione del caso, che avviene in pieno periodo #MeToo.

L’accostamento del popolare attore d’Oltralpe, che aveva ottenuto un passaporto russo da Putin, alle molestie aveva già innescato uno scandalo, diversi anni fa, togliendogli un Oscar  come migliore attore per «Cyrano che sulla carta sembrava già conquistato. Addirittura qualche anno fa in un’intervista al Time Magazine Depardieu avrebbe detto di aver partecipato a uno stupro quando aveva 9 anni. L’intervistato rispose affermativamente, spiegando che a quei tempi fosse normale. Successivamente, avvenne la marcia indietro, addebitando l’equivoco a un errore di traduzione e la modifica di “partecipato” in “assistito“.

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