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Gigi Proietti: da Mandrake al Maresciallo Rocca, una carriera tra cinema, teatro e tv

Ripercorriamo la carriera dell’istrione Gigi Proietti, tra cinema e teatro, dalla tv al doppiaggio, dal Maresciallo Rocca al Mandrake di Febbre da cavallo.

Il 2 novembre 2020 ci lasciava l’istrionico Gigi Proietti, un attore che ha fatto della sua romanità un punto di riferimento per tanti nuovi giovani comici che ne hanno seguito le orme, grazie anche al Laboratorio di esercitazioni sceniche, una scuola di recitazione fondata nel 1979 e attiva fino al 1997. Il laboratorio teatrale ha contribuito a formare una generazione di comici e attori brillanti che sono ognuno parte di quell’eredità che pur non avendo  generato un vero e proprio erede di Proietti, ha visto l’attore formare talenti come Enrico Brignano, Gabriele Cirilli, Flavio Insinna, Rodolfo Laganà, Edoardo Leo, Pino Quartullo, Elena Sofia Ricci, Giorgio Tirabassi e Massimo Wertmüller.

Proietti ha prestato il suo talento eclettico in teatro e in tv, al cinema e come doppiatore regalando alla commedia all’italiana, nel corso di una lunga e prolifica carriera, ruoli memorabili come quelli in costume con il suo Meo Patacca nell’omonima commedia musicale del 1972 e il Mario Cavaradossi nella Tosca di Luigi Magni al fianco di Monica Vitti, a cui si aggiungono irresistibili caratterizzazioni comiche come l’Orfeo di Scardamazzi in Languidi baci… perfide carezze e il l’irresistibile Mandrake nel cult Febbre da cavallo. Proietti passava con invidiabile nonchalance da interpretazioni comiche a ruoli drammatici con qualche virata nel grottesco, vedi La proprietà non è più un furto di Elio Petri, L’eredità Ferramonti diretto da Mauro Bolognini e presentato a Cannes, ma soprattutto in Le farò da padre di Alberto Lattuada in cui Proietti interpreta un avvocato senza scrupoli che arriva a sedurre prima la facoltosa madre, e poi la figlia mentalmente ritardata per portare a termine un lucroso affare immobiliare.

A teatro Gigi Proietti interpreta Ademar in Alleluja brava gente (1970) al fianco Renato Rascel e Domenico Modugno; Nel 1976 sbanca con A me gli occhi, please, un one-man-show che lo vede anche regista e che Proietti riporterà in nuove versioni nel 1993, 1996 e nel 2000. Nel 1985 dirige un allestimento del Cyrano de Bergerac con Ennio Coltorti nel ruolo di Cyrano; nel 1988 dirige e interpreta Liolà nell’omonima opera di Luigi Pirandello e nel 1989 interpreta Enea, Tiberino, Fauno Luperco, Orazio, Bruto e i sette re di Roma diretto da Pietro Garinei. Seguiranno altri one-man-show: Prove per un recital (1996), Io, Toto e gli altri (2002) e Serata d’Onore (2004) tutti scritti e diretti da Proietti che tra il 1983 e il 2010 dirigerà anche allestimenti di grandi opere liriche tra cui la Tosca di Giacomo Puccini, il Falstaff di Giuseppe Verdi, Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart e la Carmen di Georges Bizet.

In tv Gigi Proietti oltre che conduttore di diverse trasmissioni (Fantastico 4, Fatti e fattacci) è ricordato soprattutto per il ruolo dell’amato Maresciallo Rocca e poi dell’Avvocato Porta, personaggio creato dagli stessi autori di “Rocca” che però non raggiungerà la popolarità dell’inarrivabile comandante della stazione dei Carabinieri di Viterbo. Ma il piccolo schermo ha visto Proietti anche nei panni di Sandokan, prima di Kabir Bedi, nella miniserie tv Le tigri di Mompracem; ha vestito i anche i panni di Don Chisciotte nella miniserie tv per ragazzi La fantastica storia di Don Chisciotte della Mancia e nel 1981 ha impersonato l’istrionico attore teatrale Fregoli nell’omonima miniserie tv.

Gli anni novanta vedono Gigi Proietti tornare al cinema con il ruolo del Cardinale Mazarino nel film d’avventura francese Eloise, la figlia di D’Artagnan, poi con il sequel Febbre da cavallo – La mandrakata, diretto dal figlio di Steno, Carlo Vanzina. Il ritorno di Proietti nei panni di Mandrake frutterà all’attore un Nastro d’argento come miglior attore protagonista. Nel 2012 viene scelto per sostituire Gianni Musy nel doppiaggio del personaggio di Gandalf (interpretato da Ian McKellen) nella trilogia di Lo Hobbit, ma i crediti come doppiatore di Proietti includono anche Robert De Niro (Casinò), Sylvester Stallone (Rocky, F.I.S.T.), Paul Newman (Buffalo Bill e gli indiani), Marlon Brando (Riflessi in un occhio d’oro), Richard Burton (Chi ha paura di Virginia Woolf?), Sean Connery (Dragonheart) e Kevin Costner (Attraverso i miei occhi).

Gli ultimi ruoli di Gigi Proietti per il grande schermo l’hanno visto nei panni di Mangiafuoco nel Pinocchio di Matteo Garrone e di uno stralunato Babbo Natale nella commedia Io sono Babbo Natale di Edoardo Falcone, pellicola uscita dopo la morte dell’attore.

Filmografia

Se permettete parliamo di donne, regia di Ettore Scola (1964) – non accreditato
Le piacevoli notti, regia di Armando Crispino e Luciano Lucignani (1966)
La ragazza del bersagliere, regia di Alessandro Blasetti (1967)
Lo scatenato, regia di Franco Indovina (1967)
L’urlo, regia di Tinto Brass (1968)
La matriarca, regia di Pasquale Festa Campanile (1968)
Una ragazza piuttosto complicata, regia di Damiano Damiani (1969)
La virtù sdraiata (The Appointment), regia di Sidney Lumet (1969)
Brancaleone alle crociate, regia di Mario Monicelli (1970)
Dropout, regia di Tinto Brass (1970)
Bubù, regia di Mauro Bolognini (1971)
La mortadella, regia di Mario Monicelli (1971)
Gli ordini sono ordini, regia di Franco Giraldi (1972)
Meo Patacca, regia di Marcello Ciorciolini (1972)
La Tosca, regia di Luigi Magni (1973)
La proprietà non è più un furto, regia di Elio Petri (1973)
Le farò da padre, regia di Alberto Lattuada (1974)
Conviene far bene l’amore, regia di Pasquale Festa Campanile (1975)
Bordella, regia di Pupi Avati (1976)
Chi dice donna dice donna, regia di Tonino Cervi, episodi Papà e maman e Ma non ci sposano (1976)
L’eredità Ferramonti, regia di Mauro Bolognini (1976)
Febbre da cavallo, regia di Steno (1976)
Languidi baci… perfide carezze, regia di Alfredo Angeli (1976)
Casotto, regia di Sergio Citti (1977)
Un matrimonio (A Wedding), regia di Robert Altman (1978)
Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d’Europa (Who Is Killing the Great Chefs of Europe?), regia di Ted Kotcheff (1978)
Due pezzi di pane, regia di Sergio Citti (1979)
Non ti conosco più amore, regia di Sergio Corbucci (1980)
Di padre in figlio, regia di Alessandro e Vittorio Gassman (1982)
“FF.SS.” – Cioè: “…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?”, regia di Renzo Arbore (1983)
Mi faccia causa, regia di Steno (1985)
Mille bolle blu, regia di Leone Pompucci (1993) – voce
Eloise, la figlia di D’Artagnan (La fille de d’Artagnan), regia di Bertrand Tavernier (1994)
Panni sporchi, regia di Mario Monicelli (1999)
Chi ha paura?, regia di Guido Manuli (2000) – voce, non accreditato
Febbre da cavallo – La mandrakata, regia di Carlo Vanzina (2002)
Le barzellette, regia di Carlo Vanzina (2004)
Un’estate al mare, regia di Carlo Vanzina (2008)
Un’estate ai Caraibi, regia di Carlo Vanzina (2009)
La vita è una cosa meravigliosa, regia di Carlo Vanzina (2010)
Tutti al mare, regia di Matteo Cerami (2011)
Box Office 3D – Il film dei film, regia di Ezio Greggio, episodio di Erry Sfotter e l’età della pensione (2011)
Stelle, cortometraggio, regia di Yann Renzi (2012) – voce
Indovina chi viene a Natale?, regia di Fausto Brizzi (2013)
Ma tu di che segno 6?, regia di Neri Parenti (2014)
Il premio, regia di Alessandro Gassmann (2017)
Pinocchio, regia di Matteo Garrone (2019)
Io sono Babbo Natale, regia di Edoardo Falcone (2021) – postumo