Grimcutty: recensione del film horror con meme killer disponibile su Disney Plus

Leggi la recensione di “Grimcutty”, il film horror sovrannaturale con terrificante meme killer disponibile su Disney Plus dal 10 ottobre.

Ha debuttato su Disney Plus Grimcutty, film horror sovrannaturale di John Ross, già regista della serie tv horror The Birch, che ci racconta di un’isteria collettiva che cala come una scure sulle famiglie di un tranquillo quartiere di periferia. Oltre a rendere i genitori più ansiosi dei veri e propri tecnofobici, le energie negative sprigionate da paura e paranoia permettono ad una creazione di internet, in questo caso un grottesco meme di nome Grimcutty, di prendere vita scatenando terrore e caos.

Cominciamo col dire che dietro a questo divertissement a tutto tondo ci sono tematiche di una certa rilevanza come l’autolesionismo e il suicidio tra gli adolescenti e la polemica legata alle cosiddette “challenge”, sfide online che vanno dall’imbarazzante all’infantile con varie sfumature, che includono anche qualche brutto incidente, ma oggi se non ti fai notare online per alcuni equivale a non esistere. Tematiche così delicate vengono però lasciate giustamente sullo sfondo per  puntare tutto sul “mostro” del film, partorito dalla paranoia di genitori iperprotettivi che però appare almeno in parte giustificata, visto quello che circola sul web di questi tempi, incluso il mondo dell’ASMR che va oltre ogni ragionevole comprensione, e che all’interno del film per il sottoscritto ha rappresentato null’altro che un elemento di disturbo.

 

“Grimcutty” presenta una creatura che funziona grazie al suo essere eccessivamente grottesca e completamente avulsa da un contesto realistico, qualcosa che somiglia ad un gigantesco e inquietante pupazzo che quando entra in scena fa il suo dovere anche grazie alla scelta di utilizzare un mix di effetti pratici e CGI per realizzare la creatura partorita dal web. La trama di “Grimcutty” porta avanti anche l’interessante tesi che la paranoia spesso crea pericoli immaginari che il web potrebbe rendere sin troppo reali, una tesi che risulta molto attuale in special modo in un momento di fake news, stregoni della scienza e vere e proprie psicosi alimentate dai social, qualcuno ricorda l’inquietante “gioco” noto come “Blue Whale” che a suo tempo fece così tanto discutere e allarmare?

“Grimcutty” incorporea in sé tutte le caratteristiche positive e negative di un horror a basso costo degli anni ottanta, che il sottoscritto da buon “boomer” continua ad apprezzare rispetto a tante imbarazzanti “ciofeche” di ultima generazione. Citiamo nell’ordine: il risibile Bedevil – Non installarla, il pessimo Countdown sull’app che rivela esattamente quanto ti resta da vivere, l’inguardabile Obbligo o verità di Blumhouse, per concludere con l’ancora più pessimo film di Slender Man, che a ben guardare è un diretto concorrente di Grimcutty viste le sue origini internettiane ascrivibili al genere noto come creepypasta. Di fronte a questa sequela di horror per adolescenti a dir poco insulsi, bisogna ammettere che “Grimcutty” con tutti i suoi evidenti difetti, le lacune a livello narrativo a cui si sono aggiunte una serie di opinabili recensioni / stroncature, dal nostro punto di vista il film guadagna invece qualche punto.  Insomma “Grimcutty” si lascia guardare e se non avete troppe pretese e amate un tocco di vintage, l’imminente Halloween potrebbe essere l’occasione giusta per dargli un’occhiata e magari apprezzare così un godibile tuffo in un passato fatto di una moltitudine di horror a basso costo, in parte davvero brutti e in parte poi ampiamente rivalutati, magari proprio dagli stessi che all’epoca li avevano bellamente snobbati.

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