Guria di Levan Koguashvili trionfa agli Asia Pacific Screen Awards
Il film georgiano di Levan Koguashvili ha vinto il Miglior Film ai 19º Asia Pacific Screen Awards il 30 ottobre a Gold Coast, Australia.
Guria, il film georgiano diretto da Levan Koguashvili, ha vinto il premio come Miglior Film ai 19º Asia Pacific Screen Awards, la cerimonia svoltasi il 30 ottobre 2026 presso The Star Gold Coast, in Australia. Un riconoscimento che porta la Georgia al centro di uno dei più importanti palcoscenici cinematografici dell’area Asia-Pacifico, davanti a una selezione di 36 film candidati provenienti da 32 paesi e regioni del mondo.
Il premio più importante della serata va alla Georgia
Tra tutti i riconoscimenti assegnati durante la cerimonia, il Miglior Film è tradizionalmente il più atteso e quello con il maggiore impatto sulla carriera degli autori. Guria si è imposto in una competizione internazionale che per definizione abbraccia un territorio vastissimo — dall’Asia centrale al Pacifico meridionale — rendendo la vittoria ancora più significativa per una cinematografia, quella georgiana, che negli ultimi anni ha guadagnato visibilità crescente nei circuiti festivalieri internazionali.
Insieme a Levan Koguashvili, il riconoscimento è andato anche ai produttori del film: Olena Yershova, lo stesso Koguashvili in veste produttiva, e Boris Frumin. La presenza di tre produttori accreditati suggerisce una struttura di coproduzione che, nel contesto del cinema indipendente europeo e caucasico, è spesso l’unica via percorribile per realizzare progetti ambiziosi.
Gli altri premi della 19ª edizione
La serata al The Star Gold Coast non ha premiato soltanto Guria. Il Premio per la Miglior Regia è andato al thailandese Sompot Chidgasornpongse, riconoscimento distinto e autonomo rispetto al Miglior Film — una precisazione importante, dato che i due premi riguardano opere diverse e autori diversi.
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Il Jury Grand Prize è stato invece assegnato alla regista afgana Shahrbanoo Sadat, filmmaker la cui carriera si intreccia da anni con le difficoltà di produrre cinema in condizioni politiche estreme. Il riconoscimento da parte della giuria degli Asia Pacific Screen Awards a Sadat ha un peso che va oltre il cinematografico: è anche un gesto di attenzione verso voci che rischiano di essere sistematicamente messe a tacere.
Nel complesso, la 19ª edizione ha confermato la vocazione degli Asia Pacific Screen Awards a valorizzare cinematografie spesso marginali nei circuiti occidentali, con una selezione che questa volta ha coinvolto 32 paesi e regioni — un dato che rende la competizione geograficamente più ampia di molti festival europei di primo piano.
Cosa sono gli Asia Pacific Screen Awards e perché contano
Gli Asia Pacific Screen Awards nascono con l’obiettivo di celebrare l’eccellenza cinematografica in una delle aree più popolose e culturalmente diversificate del pianeta. La regione Asia-Pacifico produce ogni anno un numero di film che supera di gran lunga la produzione hollywoodiana, eppure rimane sistematicamente sottorappresentata nei grandi premi occidentali come gli Oscar o i BAFTA.
La cerimonia si tiene annualmente in Australia, a Gold Coast, e negli anni ha costruito una reputazione solida come punto di riferimento per distributori, festival e operatori del settore interessati a scoprire il cinema di questa area geografica. Vincere il Miglior Film agli APSA non garantisce automaticamente una distribuzione internazionale, ma aumenta in modo misurabile la visibilità di un’opera nei mercati europei e nordamericani.
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Per Guria e per Koguashvili, questo tipo di riconoscimento arriva in un momento in cui il cinema georgiano sta attraversando una fase di particolare fertilità creativa, con autori che lavorano spesso tra Tbilisi e le capitali europee della produzione indipendente.
Levan Koguashvili e la cinematografia georgiana
Levan Koguashvili è un regista che ha costruito la propria carriera con una filmografia rigorosa, attenta alle dinamiche sociali e alle tensioni della vita contemporanea nel Caucaso. Con Guria, porta al pubblico internazionale una storia legata alla regione della Guria, area geografica della Georgia occidentale, attraverso uno sguardo che — stando alla sua presenza in un palcoscenico così competitivo — ha evidentemente convinto una giuria abituata a confrontarsi con cinema di altissimo livello proveniente da tutto il continente asiatico e dal Pacifico.
Il fatto che Koguashvili figuri anche tra i produttori del film è indicativo di un approccio autoriale totale, in cui il controllo creativo e quello produttivo si sovrappongono. È una scelta comune tra i cineasti indipendenti che operano in contesti con risorse limitate, ma che porta con sé anche una responsabilità più diretta sul risultato finale.
La vittoria agli Asia Pacific Screen Awards 2026 posiziona ora Guria come uno dei titoli più interessanti da tenere d’occhio nei prossimi mesi, sia per eventuali distribuzioni internazionali che per ulteriori candidature in altri circuiti di premi. Per il cinema georgiano, è un segnale che il lavoro di costruzione della propria identità cinematografica nel panorama globale sta producendo risultati concreti.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.