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Jean-Louis Trintignant: 10 film per ricordare l’iconico attore francese scomparso a 91 anni

Blogo ricorda l’iconico attore francese Jean-Louis Trintignant scomparso a 91 anni con una top 10 dei suoi film più famosi.

E’ scomparso a 91 anni Jean-Louis Trintignant, l’attore vincitore del Cesar e protagonista di classici come Amour e Il Conformista. L’iconico attore, noto anche per ruoli in Tre Colori – Rosso di Kieślowski e Un uomo,  una donna di Lelouch, è morto venerdì nella sua casa nel sud della Francia. A confermare la morte la moglie e l’agente Marianne Hoepfner all’Agence France Presse.

In una lunga e variegata carriera, Jean-Louis Trintignant è apparso in più di 130 film e ha interpretato numerosi ruoli teatrali. È stato tre volte vincitore del Cesar come miglior attore per “Tre Colori – Rosso”, Fiesta e “Amour”. La notorietà internazionale è arrivata nel 1966 recitando al fianco di Anouk Aimée in “Un uomo,  una donna” di Claude Lelouch, che ha vinto due Oscar, per la migliore sceneggiatura e il miglior film in lingua straniera. L’ultimo suo ruolo lo ha visto riprendere il personaggio insieme a Anouk Aimée in I migliori anni della nostra vita ancora diretto da Lelouch.

Ho girato 130 film, almeno cento sono di troppo.

Noto per essere una persona schiva rispetto al successo, Trintignant  sarà ricordato come uno dei più grandi attori francesi di sempre. La sua vita privata è stata segnata dalla tragedia, con la perdita di due figlie: Marie uccisa  a  41 anni dal compagno Bertrand Cantat nel 2003 e Pauline morta neonata per una tragica fatalità.

Non mi piace girare con i registi cosiddetti «difficili». Un tempo avrei dovuto girare con Zulawski, un film che poi non si fece, in ogni caso non lavorai con lui [con Jacques Deray in Voglia d’amare], Mastroianni mi disse che era un rompipalle. Quindi gli ho fatto credere di avere il cancro. Ma sbagliai a comportarmi così, mi sono perso troppi grandi registi. Fellini, in particolare, per il suo Casanova, mi chiese due anni per le riprese. Io all’epoca, film, ne giravo quattro all’anno…

1. E Dio creò la donna (1955)

Uscita dall’orfanotrofio, la giovane e avvenente Juliette (Brigitte Bardot) viene affidata a una famiglia di Saint-Tropez, ma si dimostra svogliata sul lavoro, mentre la sua esuberanza non trova sfogo nella vita di famiglia. E’ corteggiata dall’attempato e ricco Carradine (Cürd Jurgens), è attratta da Antoine Tardieu (Christian Marquand), ma poi sposa suo fratello (cugino, nell’edizione italiana) Michel (Jean-Louis Trintignant), pur non essendone innamorata, per evitare il ritorno al riformatorio (decisione che aveva preso la famiglia affidataria, per la frizzante civetteria e il comportamento amorale di Juliette). Un giorno Michel si assenta per lavoro, e Juliette non resiste al suo desiderio e ha un rapporto sessuale con Antoine. Ma poi, dopo aver dato sfogo alla sua esuberanza in un ballo scatenato, si rende conto di amare solo Michel.

  • Il film noto anche come Piace a troppi ha lanciato a a livello internazionale Brigitte Bardot come sex symbol. Con lei diventano popolari anche il protagonista maschile Jean-Louis Trintignant, che avrà una relazione con Bardot, e il regista Roger Vadim, che sposato l’attrice nel 1952 e da cui divorzierà nel 1957.
  • Il film venne stato condannato dalla Legione Nazionale della Decenza della Chiesa cattolica pochi mesi dopo il boicottaggio di Baby Doll – La bambola viva (1956), causando un grande clamore negli Stati Uniti per il suo contenuto sessuale.

2. Il sorpasso (1962)

Bruno (Vittorio Gassman), quarantenne vigoroso, arrogante e dissacratore, amante della guida sportiva e delle belle donne, incontra per caso Roberto (Jean-Louis Trintignant), un timido studente universitario, e lo trascina con se’ durante un lungo Ferragosto. L’aggressività, il volgare e dirompente saper vivere di Bruno respingono e insieme affascinano lo studente. Bruno vive di espedienti, e’ separato dalla moglie, sua figlia e’ una ragazza che si appresta a sposare un anziano industriale. Le vicende dei due uomini dai diversi modi di vivere si intrecciano in una calda estate, legati dal filo della mania automobilistica di Bruno. E dietro una curva la morte aspetterà il giovane Roberto.

  • Inizialmente il soggetto era stato scritto per Alberto Sordi nel ruolo di Bruno Cortona e doveva avere come titolo Il giretto.
  • Considerato il capolavoro del regista Dino Risi il film ha vinto 1 David di Donatello e 1 Nastro d’argento al Miglior attore protagonista Vittorio Gassman.

3. Un uomo, una donna (1966)

I vedovi Anne e Jean-Louis (Jean-Louis Trintignant &Anouk Aimée) si incontrano per caso durante una visita al collegio dove studiano i loro figli. Cominciano a frequentarsi. Lei è ancora fresca del ricordo del marito, un uomo eccezionale. Jean-Louis ne sente la presenza, se ne crea quasi un complesso. In uno dei suoi viaggi in treno verso casa, Anne viene raggiunta in stazione da Jean-Louis che compie lo stesso percorso in auto, sfidando il treno in velocità. Nell’’arrivare in stazione, Anne si stupisce nel vederlo…

  • Il film diretto da Claude Lelouch ha vinto un oscar e un Golden Globe al miglior film straniero e il Grand Prix per il miglior film al 19º Festival di Cannes (ex aequo con “Signore & signori”).
  • Il film è il primo capitolo di una trilogia di Lelouch con la stessa coppia di attori proseguita nel 1985 con Un uomo, una donna oggi e conclusasi nel 2019 con I migliori anni della nostra vita.

4. Z – L’orgia del potere (1969)

In un paese in odore di regime militare, un deputato dell’opposizione muore (Yves Montant) in circostanze quantomeno strane. Tutto viene architettato dai gestori del potere perché l’accaduto venga archiviato come un tragico incidente. Ma un giudice solerte e incorruttibile (Jean-Louis Trintignant) vuole vederci chiaro e va avanti per la sua strada sfidando il muro di omertà e il clima di generale intimidazione che gli si ergono contro.

  • Il film è un adattamento dell’omonimo romanzo dello scrittore Vasilīs Vasilikos, pubblicato nel 1966, basatosi a sua volta sul caso dell’assassinio di Grigoris Lambrakis, noto politico di sinistra ed attivista per la pace greco, ucciso nel 1963 da degli estremisti di destra con la complicità delle forze dell’ordine e militari nazionali, cosa che all’epoca causò un enorme scandalo e portò alla caduta del governo di centro-destra di Kōnstantinos Karamanlīs (di cui Lambrakis fu uno strenuo detrattore).
  • Il film ha vinto 2 premi Oscar al Miglior film straniero (Algeria) e al Miglior montaggio a Françoise Bonnot; 1 Golden Globe al Miglior film straniero, un BAFTA alla Miglior colonna sonora a Mikīs Theodōrakīs e il Premio della giuria del Festival di Canness assegnato al regista Costa-Gavras.

5. Il conformista (1970)

Roma, 1938. Marcello Clerici (Jean-Louis Trintignant), spia fascista e docente di filosofia, e promesso a Giulia (Stefania Sandrelli), ragazza gioviale e solare e di media borghesia, l’esatto opposto di lui. Prima di sposarsi, pero, Marcello deve confessarsi e qui rivela di aver subito da ragazzo gli abusi sessuali dell’autista di famiglia che poi ha ucciso per errore. Così, abbandonato il cattolicesimo, con il padre fanatico, violento ed ora infermo – probabilmente menomato da uno stadio tardivo di sifilide – ed una madre oppiomane, si avvicina alla polizia segreta fascista, la quale gli affida una delicata missione: uccidere il professore Luca Quadri (Enzo Tarascio), suo vecchio insegnante di filosofia e noto dissidente politico rifugiatosi in Francia.

  • Il film diretto da Bernardo Bertolucci è tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia che è raccontato da un punto di vista onnisciente (terza persona). Per l’adattamento cinematografico, Bernardo Bertolucci ha scelto di raccontare la storia più dal punto di vista del protagonista, i cui ricordi e sentimenti sono volutamente fuorvianti e inaffidabili. L’approccio non lineare di Bertolucci alla sequenza temporale del film non fa che aumentare la sensazione di flusso di coscienza del film.
  • Jean-Louis Trintignant lo considerava il suo miglior film, prima di recitare in Amour di Michael Haneke nel 2012.
  • Il film ha vinto un David di Donatello al Miglior film (ex aequo con “Il giardino dei Finzi Contini” e “Waterloo”)

6. Finalmente Domenica! (1983)

Julien Vercel (Jean-Louis Trintignant), uno stimato professionista francese viene accusato dell’omicidio dell’amante della moglie. L’uomo si proclama innocente, sfugge alla polizia e decide di investigare per conto suo, aiutato dalla sua affascinante segretaria Barbara (Fanny Ardant) nonostante egli, in uno scatto d’ira, l’abbia licenziata. E la verità non tarderà ad essere scoperta…

  • Ultimo film del regista Francois Truffaut e un omaggio ad Alfred Hitchcock. Truffaut era un esperto di Hitchcock e un grande ammiratore del suo lavoro per tutta la sua carriera.
  • Tratto dal romanzo di Charles Williams, il film è stato girato in bianco e nero per una scelta precisa del regista.
  • Patrick Dewaere era la prima scelta per interpretare “Julien Vercel”, prima del suicidio dell’attore, che venne sostituito da Trintignant.

7. L’estate prossima (1985)

Edouard (Philippe Noiret) è il patriarca di una famiglia numerosa: la sua seconda moglie, Jeanne (Claudia Cardinale), ha appena avuto un bambino e finalmente ne ha abbastanza dei suoi donnaioli. La figlia maggiore, Dina (Fanny Ardant), vive con Paul (Jean-Louis Trintignant), un drammaturgo: il loro è un rapporto appassionato, perseguitato dalle insoddisfazioni della vita quotidiana. Un’altra figlia Sidonie (Marie Trintignant) diventa adulta e innamorata di Jude (Jérôme Anger), entrambi sono musicisti, tranne per il fatto che lei ha una fobia di esibirsi in pubblico. Dopo che Jeanne ha cacciato Edouard, quest’ultimo ad un certo punto si ammala e la sua malattia innescherà una serie di eventi che porteranno ad una nuova armonia in famiglia.

  • Il film è diretto da Nadine Trintignant, regista e sceneggiatrice che è stata sposata con Jean-Louis Trintignant dal 1960 al 1976; la coppia ha avuto tre figli, l’attrice Marie Trintignant (uccisa dal compagno, il cantante Bertrand Cantat, nel 2003) che recita nel film nel ruolo di Sidonie; Pauline (vittima a pochi mesi dalla nascita della sindrome della morte improvvisa del lattante nel 1969) e l’attore Vincent (nato nel 1973). Nadine è sorella dell’attore e regista Christian Marquand e dell’attore e produttore Serge Marquand.

8. Tre colori – Film rosso (1994)

Mentre il fidanzato è lontano, una modella (Irene Jacob) ha una relazione con un giudice (Jean-Louis Trintignant) che ha la mania di ascoltare le conversazioni telefoniche dei vicini.

  • Il film è il secondo capitolo della trilogia che il regista polacco Krzysztof Kieslowski ha dedicato ai tre colori della bandiera francese e al motto della rivoluzione francese, “Liberté, Égalité, Fraternité”.
  • Considerato un capolavoro della storia del cinema, il film ha segnato anche l’ultimo lavoro di Kieslowski prima della sua scomparsa avvenuta a Varsavia il 13 marzo 1996.

9. Amour (2012)

Georges e Anne (Jean-Louis Trintignant & Emmanuelle Riva) sono una coppia di ottantenni insegnanti di musica che passano il tempo volentieri a leggere e ad assistere concerti. La loro vita da pensionati viene condotta in serenità, con alcuni incontri di vecchi allievi o dell’unica loro figlia Eve (Isabelle Huppert), anch’essa una musicista, che vive in Scandinavia. Il loro rapporto viene messo alla prova dopo che la moglie Anne viene colpita da un ictus. Da qui in poi la donna dipende totalmente dal marito e tre volte alla settimana da un’infermiera. Lui affronta la vita di lei con serenitá vedendone l’aggravarsi sempre di piú, fino alla fine della vita di Anne.

  • Jean-Louis Trintignant considerava questo il suo film preferito in assoluto.
  • Diretto dal regista austriaco Mchael Haneke il film vinto l’Oscar, il Golden Globe e il BAFTA al miglior film straniero e la Palma d’oro al Festival di Cannes.
  • Il film dura 127 minuti e contiene solo 236 tagli totali (incluso l’intertitolo).
  • Il film era precedentemente intitolato “These Two” e poi “The Music Stops” prima che un giorno a pranzo, la star del film Jean-Louis Trintignant suggerì al regista Michael Haneke che poiché il soggetto del film era l’amore, perché non chiamarlo semplicemente Amour. Michael Haneke pensava che il titolo avesse un senso e funzionasse magnificamente, quindi il film si chiamò Amour.
  • Jean-Louis Trintignant, che si era ritirato ufficiosamente dalla recitazione cinematografica per concentrarsi sul lavoro teatrale, ha accettato di interpretare il protagonista maschile (un ruolo che è stato scritto appositamente per lui) per l’ammirazione che provava per Michael Haneke.

10. I migliori anni della nostra vita (2019)

Jean-Louis Duroc (Jean-Louis Trintignant), un tempo campione a livello internazionale di auto da corsa, si trova ora in una casa di riposo. La sua memoria talvolta vacilla ma su un punto rimane stabile: il ricordo della storia d’amore vissuta con Anne Gauthier (Anouk Aimée) 50 anni prima. Il figlio Antoine (Antoine Sire) ne è consapevole e decide di andarla a cercare. Se Anne accetterà di recarsi a trovarlo questo forse potrà fare del bene a suo padre. Anne accetta.

  • Il film chiude la trilogia di Claude Lelouch con la stessa coppia di attori iniziata nel 1966 con “Un uomo, una donna” e proseguita nel 1985 con “Un uomo, una donna oggi”.
  • Il film segna l’ultima interpretazione di Jean-Louis Trintignant.

 

Filmografia

S.O.S. Lutezia (Si tous les gars du monde…), regia di Christian-Jaque (1956)
La legge della strada (La Loi des rues), regia di Ralph Habib (1956)
Piace a troppi (Et Dieu… créa la femme), regia di Roger Vadim (1956)
Club di ragazze (Club de femmes), regia di Ralph Habib (1956)
Le relazioni pericolose (Les Liaisons dangereuses), regia di Roger Vadim (1959)
Estate violenta, regia di Valerio Zurlini (1959)
Parfois le dimanche, regia di Adonis Kyrou e Raoul Sangla – cortometraggio (1959)
La Millième Fenêtre, regia di Robert Ménégoz (1960)
La battaglia di Austerlitz (Austerlitz), regia di Abel Gance (1960)
Le Cœur battant, regia di Jacques Doniol-Valcroze (1960)
Piena luce sull’assassino (Pleins feux sur l’assassin), regia di Georges Franju (1961)
Antinea, l’amante della città sepolta, regia di Giuseppe Masini e Edgar G. Ulmer (1961)
Il pozzo delle tre verità (Le Puits aux trois vérités), regia di François Villiers (1961)
Il gioco della verità (Le Jeu de la vérité), regia di Robert Hossein (1961)
Horace – La terribile notte (Horace 62), regia di André Versini (1962)
La lussuria (La Luxure), regia di Jacques Demy, episodio de I sette peccati capitali (Les Sept Péchés capitaux) (1962)
Gli amanti dell’isola (Le Combat dans l’île), regia di Alain Cavalier (1962)
Il sorpasso, regia di Dino Risi (1962)
Un jour à Paris, regia di Serge Korber – cortometraggio (1962)
Il successo, regia di Mauro Morassi (1963)
Il castello in Svezia (Château en Suède), regia di Roger Vadim (1963)
La dolce pelle di Yvonne (Les Pas perdus), regia di Jacques Robin (1964)
Les Siffleurs, regia di Eino Ruutsalo (1964)
Mata-Hari, agente segreto H21 (Mata Hari, agent H21), regia di Jean-Louis Richard (1964)
L’Enfer, regia di Henri-Georges Clouzot (1964)
La donna che viveva sola, regia di Gianni Puccini, episodio di Io uccido, tu uccidi (1965)
La Bonne Occase, regia di Michel Drach (1965)
Angelica alla corte del re (Merveilleuse Angélique), regia di Bernard Borderie (1965)
Vagone letto per assassini (Compartiment tueurs), regia di Costa-Gavras (1965)
Fragilité, ton nom est femme, regia di Nadine Trintignant – cortometraggio (1965)
Un giovane, una giovane (Un garçon, une fille. Le dix-septième ciel), regia di Serge Korber (1966)
La lunga marcia (La Longue Marche), regia di Alexandre Astruc (1966)
Un uomo, una donna (Un homme et une femme), regia di Claude Lelouch (1966)
Un gettone per il patibolo (Safari diamants), regia di Michel Drach (1966)
Parigi brucia? (Paris brûle-t-il ?), regia di René Clément (1966)
Trans-Europ-Express, regia di Alain Robbe-Grillet (1966)
Col cuore in gola, regia di Tinto Brass (1967)
Mon amour, mon amour, regia di Nadine Trintignant (1967)
Un uomo da abbattere (Un homme à abattre), regia di Philippe Condroyer (1967)
La morte ha fatto l’uovo, regia di Giulio Questi (1968)
Le cerbiatte (Les Biches), regia di Claude Chabrol (1968)
L’uomo che mente (L’Homme qui ment), regia di Alain Robbe-Grillet (1968)
Il grande silenzio, regia di Sergio Corbucci (1968)
La matriarca, regia di Pasquale Festa Campanile (1968)
Z – L’orgia del potere (Z), regia di Costa-Gavras (1969)
Metti, una sera a cena, regia di Giuseppe Patroni Griffi (1969)
Il ladro di crimini (Le Voleur de crimes), regia di Nadine Trintignant (1969)
La mia notte con Maud (Ma nuit chez Maud), regia di Éric Rohmer (1969)
La battaglia di Thala (L’Opium et le Bâton), regia di Ahmed Rachedi (1969)
L’Américain, regia di Marcel Bozzuffi (1969)
Così dolce… così perversa, regia di Umberto Lenzi (1969)
Remparts d’argile, regia di Jean-Louis Bertucelli (1970)
Il conformista, regia di Bernardo Bertolucci (1970)
Las secretas intenciones, regia di Antonio Eceiza (1970)
La canaglia (Le Voyou), regia di Claude Lelouch (1970)
Senza movente (Sans mobile apparent), regia di Philippe Labro (1971)
La corsa della lepre attraverso i campi (La course du lievre a travers les champs), regia di René Clément (1972)
L’attentato (L’Attentat), regia di Yves Boisset (1972)
Funerale a Los Angeles (Un homme est mort), regia di Jacques Deray (1972)
Una giornata spesa bene (Une journée bien remplie ou Neuf meurtres insolites dans une même journée par un seul homme dont ce n’est pas le métier) (1973)
L’uomo in basso a destra nella fotografia (Défense de savoir), regia di Nadine Trintignant (1973)
Noi due senza domani (Le Train), regia di Pierre Granier-Deferre (1973)
I violini del ballo (Les Violons du bal), regia di Michel Drach (1974)
Spostamenti progressivi del piacere (Glissements progressifs du plaisir), regia di Alain Robbe-Grillet (1974)
Il montone infuriato (Le Mouton enragé), regia di Michel Deville (1974)
Coppie infedeli (L’Escapade), regia di Michel Soutter (1974)
Il segreto (Le Secret), regia di Robert Enrico (1974)
Giochi di fuoco (Le Jeu avec le feu), regia di Alain Robbe-Grillet (1975)
Appuntamento con l’assassino (L’Agression), regia di Gérard Pirès (1975)
Flic Story, regia di Jacques Deray (1975)
Codice 215: Valparaiso non risponde (Il pleut sur Santiago), regia di Helvio Soto (1975)
La donna della domenica, regia di Luigi Comencini (1975)
Caccia al montone (L’Ordinateur des pompes funèbres), regia di Gérard Pirès (1976)
Un giorno e una notte (Le Voyage de noces), regia di Nadine Trintignant (1976)
Il deserto dei tartari, regia di Valerio Zurlini (1976)
Viaggio di paura (Les Passagers), regia di Serge Leroy (1977)
Repérages, regia di Michel Soutter (1977)
I soldi degli altri (L’Argent des autres), regia di Christian Chalonge (1978)
Il maestro di nuoto (Le Maître-nageur) (1979)
La notte in bianco (Melancoly Baby), regia di Clarisse Gabus (1979)
La terrazza, regia di Ettore Scola (1980)
La banchiera (La Banquière), regia di Francis Girod (1980)
Vi amo (Je vous aime), regia di Claude Berri (1980)
Un assassin qui passe, regia di Michel Vianey (1981)
Passione d’amore, regia di Ettore Scola (1981)
Malevil, regia di Christian de Chalonge (1981)
Rebus per un delitto (Une affaire d’hommes), regia di Nicolas Ribowski (1981)
Acque profonde (Eaux profondes), regia di Michel Deville (1981)
Il grande perdono (Le Grand Pardon), regia di Alexandre Arcady (1982)
Killer boulevard (Boulevard des assassins), regia di Boramy Tioulong (1982)
Il mondo nuovo (La Nuit de Varennes), regia di Ettore Scola (1982)
Colpire al cuore, regia di Gianni Amelio (1983)
Finalmente domenica! (Vivement dimanche!), regia di François Truffaut (1983)
La crime, regia di Philippe Labro (1983)
Sotto tiro (Under Fire), regia di Roger Spottiswoode (1983)
Scandalo a palazzo (Le Bon Plaisir), regia di Francis Girod (1984)
Donne di nessuno (Femmes de personne), regia di Christopher Frank (1984)
Viva la vita (Viva la vie!), regia di Claude Lelouch (1984)
L’estate prossima (L’Été prochain), regia di Jean-Louis Trintignant (1985)
Tornare per rivivere (Partir, revenir), regia di Claude Lelouch (1985)
Rendez-vous, regia di André Téchiné (1985)
Sortüz egy fekete bivalyért, regia di László Szabó (1985)
L’Homme aux yeux d’argent, regia di Pierre Granier-Deferre (1985)
Un uomo, una donna oggi (Un homme et une femme : 20 ans déjà), regia di Claude Lelouch (1986)
15 août, regia di Nicole Garcia – cortometraggio (1986)
La donna della mia vita (Le Femme de ma vie), regia di Régis Wargnier (1986)
Le moustachu, regia di Dominique Chaussois (1987)
La valle fantasma (La Vallée fantôme), regia di Alain Tanner (1987)
Bunker Palace Hôtel, regia di Enki Bilal (1989)
Merci la vie – Grazie alla vita (Merci la vie), regia di Bertrand Blier (1991)
L’Instinct de l’ange, regia di Richard Dembo (1993)
L’Œil écarlate, regia di Dominique Roulet (1993)
Tre colori – Film rosso (Trois couleurs: Rouge), regia di Krzysztof Kieślowski (1994)
Regarde les hommes tomber, regia di Jacques Audiard (1994)
Fiesta, regia di Pierre Boutron (1995)
C’est jamais loin, regia di Alain Centonze (1996)
Un héros très discret, regia di Jacques Audiard (1996)
Tykho Moon, regia di Enki Bilal (1996)
Un homme est tombé dans la rue, regia di Dominique Roulet (1996)
Ceux qui m’aiment prendront le train, regia di Patrice Chéreau (1998)
Janis & John (Janis et John), regia di Samuel Benchetrit (2003)
Amour, regia di Michael Haneke (2012)
Happy End, regia di Michael Haneke (2017)
I migliori anni della nostra vita (Les Plus Belles Années d’une vie), regia di Claude Lelouch (2019)

Fonte: Variety