Lo schiaccianoci e il flauto magico, recensione: humour e un tocco di modernità per un classico che resta tale

Il classico di Hoffmann e Dumas torna al cinema con Lo schiaccianoci e il flauto magico, un divertente film animato al cinema con Notorious dal 3 novembre.

Archiviato Halloween l’attenzione ora è rivolta alle festività natalizie e anche se manca ancora un po’ alla fase “adobbi e regalie”, nei cinema debutta dal 3 novembre con Notorious Pictures un gradevole antipasto natalizio per tutta la famiglia, il film d’animazione Lo schiaccianoci e il flauto magico. Si tratta di un nuovissimo adattamento del classico racconto Schiaccianoci e il re dei topi di E.T.A. Hoffmann, autore che incarnò lo spirito romantico tedesco e influenzò tra gli altri il famoso autore di fiabe Hans Christian Andersen. L’opera di Hoffmann, datata 1815, narrava di una dimensione altra in cui rifugiarsi rispetto ad una realtà che appare sbagliata e inadeguata ai sognatori, un racconto dai toni cupi e spiazzante rispetto all’archetipo della fiaba. Il racconto di Hoffmann venne successivamente rivisitato da Alexandre Dumas padre, si proprio quello de I tre moschettieri, che ne smusserà gli aspetti più inquietanti, trasformando l’opera di Hoffmann in una fiaba narrata in stile “C’era una volta…” e munita di quel tipico afflato avventuroso che renderà Storia di uno schiaccianoci (Histoire d’un casse-noisette, 1845) quasi più nota dell’originale, per poi essere adattata nel famoso balletto Lo schiaccianoci del 1892 con musiche del compositore Tchaikovsky.


In “Lo schiaccianoci e il flauto magico” Marie, 17 anni, ha perso il padre e dopo il lutto sua madre, afflitta dai debiti, si è trovata costretta a rivolgersi ad un viscido usuraio di nome Mr. Rattler. Ora lo strozzino avanza pretese e per non buttare fuori madre e figlia dalla loro casa, pretende di sposare Marie. Con questo peso sul cuore, la Vigilia di Natale Marie si ritrova disperata nella sua stanza con un pegno lasciatole dal suo sordido pretendente, uno schiaccianoci a forma di soldatino e un cocente desiderio di tornare bambina, a quando i problemi della vita reale non la rendevano triste. Detto fatto la magia si avvera, ma invece che bambina, Marie si ritrova delle dimensioni dei suoi giocattoli che nel frattempo hanno preso vita, incluso l’odiato Schiaccianoci che in realtà si rivela essere George, un baldo e giovane principe il cui regno è stato usurpato dai topi. Marie che ha bisogno del principe per rompere l’incantesimo e tornare alla sua vita, decide di aiutarlo a liberare il suo regno dai malvagi roditori, e per portare a termine l’ardua missione i due saranno supportati dal pavido struzzo Becco Rosso e dall’impavido caprone Ricciolo. Riusciranno Marie e i suoi amici a liberare il regno di George dalla perfide grinfie della Regina Rodenthia, e a tornare indietro in tempo la mattina di Natale per assistere al sorgere del sole che porrà termine all’incantesimo?

“Lo schiaccianoci e il flauto magico” è una co-produzione Russia-Ungheria che può contare su un design dei personaggi semplice e funzionale, ma in grado di catturare da subito l’attenzione dei più piccoli. Ma questo potrebbe non basterebbe per un film che punta ad un target di famiglie, quindi per i più grandicelli non mancano un pizzico di “dark” rispetto alla look dei topi celati sotto sembianze umane e al regno usurpato che stanno lentamente corrompendo con la loro malvagità. Funzionale all’azione e narrazione di stampo avventuroso anche un umorismo formato gag in grado di alleggerire le parti più concitate della pellicola: vedi la scena della cripta infestata piuttosto che quella della cucina del castello, dove lo struzzo Becco Rosso rischia letteralmente la testa.

Un motivo in più per guardare il film risiede nel doppiaggio italiano, la voce della protagonista Marie è quella della popolare tik-toker Charlotte M., ma anche in un’animazione che pur non raggiungendo particolari vette resta all’interno di un iter qualitativo in crescendo, che le produzioni europee stanno cercando di adottare per essere un minimo competitivi con tutto quello che arriva dagli Stati Uniti. “Lo schiaccianoci e il flauto magico” a fine visione riesce a mantenere ciò che promette: avventura, azione, divertimento e una fiaba a dir poco immarcescibile riproposta in una confezione più che dignitosa ed estremamente godibile nel suo ammiccante formato famiglia.

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