Home Martin Scorsese Quel giorno tu sarai: trailer italiano e tutte le anticipazioni sul film prodotto da Martin Scorsese

Quel giorno tu sarai: trailer italiano e tutte le anticipazioni sul film prodotto da Martin Scorsese

Tutto quello che c’è da sapere su “Quel giorno tu sarai”, il dramma ungherese prodotto da Martin Scorsese nei cinema dal 27 gennaio 2022.

pubblicato 14 Gennaio 2022 aggiornato 9 Ottobre 2023 12:11

Dopo lo straordinario successo di Pieces of a Woman, premiato a Venezia e candidato all’Oscar, il regista Kornél Mundruczó e la sceneggiatrice Kata Wéber tornano nei cinema italiani il 27 gennaio 2022, in occasione del Giorno della Memoria, con Quel giorno tu sarai (Evolution) a raccontare una vicenda di straordinaria intensità, sempre con Martin Scorsese nella veste di produttore esecutivo. “Ogni nuovo film di Mundruczó e Wéber”, ha dichiarato Scorsese, “arriva come un salutare shock per gli spettatori e per chi fa cinema: si tratta di due autori che non smettono mai di avventurarsi in territori inesplorati. Con Quel giorno tu sarai riescono a drammatizzare il movimento stesso del tempo, il modo in cui ricordiamo e il modo in cui dimentichiamo”.

Trama e cast

La trama ufficiale: Il film, applaudito fuori concorso a Cannes 2021, ha per protagonista una famiglia che attraverso tre generazioni si confronta con l’eredità della Shoah, dalla nascita miracolosa di Éva in un campo di concentramento fino alla vita quotidiana del nipote Jonas e di sua madre nella Berlino di oggi. Ispirandosi a eventi realmente accaduti, Mundruczó e Wéber realizzano una riflessione potente sulla memoria e l’identità, anche grazie a un cast formidabile e a una messinscena che lascia a bocca aperta per i suoi incredibili piani sequenza.

Quel giorno tu sarai è interpretato da Lili Monori, Annamária Láng, Goya Rego, Padmé Hamdemir, Harald Kolaas, Erik Major, László Katona, Bálint Kuttner, Dániel Pásztor, Bence Szécsi.

Quel giorno tu sarai – trailer e video

Trailer italiano ufficiale pubblicato il 12 gennaio 2022

Note di regia

Kornél Mundruczó: Kata e io discutiamo spesso di identità e di come sia un concetto molto flessibile e manipolabile. Di come alcuni eventi, sia terribili che gioiosi, possano attraversare le generazioni e definire la vita di coloro che in realtà non ne hanno avuto esperienza diretta. Questo film include molti elementi legati a fatti realmente accaduti che hanno profondamente influenzato le nostre vite, soprattutto per quanto riguarda la famiglia di Kata. Abbiamo usato diversi strumenti espressivi per amplificare questi sentimenti e questi ricordi in modi nuovi e speriamo che chi debba confrontarsi con il peso e l’incertezza delle proprie storie possa riconoscersi nel nostro film.

Kata Wéber: Molti degli eventi del film sono ispirati alla storia di mia madre e della mia famiglia, compreso l’episodio di Berlino, che rielabora le nostre esperienze e quelle di alcuni amici una volta trasferiti nella capitale tedesca. Il fatto che mia madre abbia davvero cinque certificati di nascita e siano tutti falsi mi ha sempre causato molti interrogativi e il nostro trasloco in Germania ha comportato domande ulteriori, trattandosi di temi considerati ancora delicati nella società tedesca.

Mundruczó: Riguardo invece al primo episodio, che ha un carattere quasi surreale, abbiamo preso spunto da un romanzo di Imre Kertész in cui si racconta di come la Croce Rossa Polacca si occupasse di pulire i campi dopo la liberazione da parte dell’esercito russo e del fatto che durante il loro lavoro venissero trovati molti bambini. Ci sembrava un perfetto punto di partenza: volevamo filmare questo miracolo, il ritrovamento di una piccola sopravvissuta, che diventasse il cuore del film. Un tema che ci interessava esplorare in profondità dopo Pieces of a Woman era il modo in cui questo tipo di eventi traumatici persista attraverso le generazioni.

Wéber: Era anche importante per me ricordare che c’è una generazione che stiamo perdendo, una generazione che è stata testimone di quegli eventi. È la nostra ultima occasione per parlare con queste persone del loro passato.

Mundruczó: Il primo episodio è girato in unico piano sequenza fino a quando i protagonisti escono all’esterno. Volevamo catturare l’essenza di questo trauma. Per il secondo episodio è stata la stessa Lili Monori, che interpreta Éva anziana, a chiedere che fosse girata in una sola inquadratura. Lili è un’icona e un genio, una delle più grandi attrici ungheresi, con cui ho avuto modo di lavorare negli ultimi dieci anni, soprattutto in teatro. Si tratta di un piano sequenza reale di 36 minuti, a cui è stata cucita solo la parte finale, quando l’appartamento viene inondato. Amo molto questo modo di lavorare con la cinepresa, con lunghe riprese fluttuanti, perché non puoi anticipare esattamente cosa sta per succedere: riesci a ottenere un senso di libertà all’interno di una forte concentrazione e, in termini di regia, si aggiunge un clima di intimità e di tenerezza. Siamo stati fortunati a collaborare per questo film con un direttore della fotografia come Yorick Le Saux, una vera e propria star nel suo campo.

Chi sono Kornél Mundruczó e Kata Wéber?

Dopo aver frequentato la Színház- és Filmművészeti Egyetem di Budapest (la maggiore università di cinema e teatro) Kornél Mundruczó si laurea come attore nel 1998 e come regista nel 2003, dirigendo già in quegli anni il suo primo lungometraggio, Nincsen nekem vágyam semmi. Nel 2002 il suo secondo film, Pleasent Days (Szép napok) vince il Pardo d’argento al Festival di Locarno, lanciando la sua carriera internazionale. Nel 2005 concorre a Cannes nella sezione Un Certain Regard con Johanna, quindi partecipa al concorso principale con Delta (2008, Premio Fipresci), Tender Son: The Frankenstein Project (2010) e Una luna chiamata Europa (Jupiter’s Moon, 2017). Nel 2014 vince Un Certain Regard con White God – Sinfonia per Hagen, che viene scelto per rappresentare l’Ungheria come miglior film straniero ai premi Oscar 2015 e che segna l’inizio della collaborazione con Kata Wéber, la sceneggiatrice da molti considerata di fatto coautrice alla pari dei suoi film. Parallelamente alla sua carriera cinematografica, Mundruczó lavora regolarmente a teatro e nel 2009 fonda, con la produttrice Dóra Büki, una compagnia indipendente, Proton Theatre. Nel 2020 dirige il suo primo film in lingua inglese, Pieces of a Woman, in concorso alla 77ª Mostra del cinema di Venezia: il film, scritto sempre da Weber, sancisce definitivamente il successo della coppia, anche grazie alla candidatura all’Oscar e alla Coppa Volpi a Venezia per la protagonista Vanessa Kirby. Quel giorno tu sarai è l’ultimo film di Mundruczó e Wéber, presentato in anteprima a Cannes nella sezione Cannes Première.

La colonna sonora

  • Le musiche originali di “Quel giorno tu sarai” sono del compositore russo Dascha Dauenhauer (Blood Red Sky, Berlin Alexanderplatz, Lovemobil, Jibril).

TRACK LISTINGS:

1. Credits 3:48
2. Part One: Hair 1:00
3. Part One: Lacrimosa 1:16
4. Part One: Trauma 3:33
5. Part One: Survivor 2:04
6. Part Two: Lena’s Hope 2:02
7. Part Three: Young Love 1:12
8. Part Three: Scooter 1:39
9. Part Three: Endless Love 2:21

La colonna sonora di “Quel giorno tu sarai” è disponibile su Amazon.

Foto e poster

 

Martin Scorsese