Ritorno al futuro: Michael J. Fox e Christopher Lloyd presentano il nuovo merchandise ufficiale

Ritorno al futuro: Michael J. Fox e Christopher Lloyd firmano il nuovo merchandise ufficiale dell’iconica trilogia anni ’80 di Robert Zemeckis.

Ritorno al futuro nel 2025 compirà 40 anni portati alla grande, la trilogia di Robert Zemeckis infatti non solo sembra immune a questa mania da remake e reboot, ma gli effetti speciali del film sono invecchiati benissimo, ma non c’è da stupirsi visto che dietro ai film c’era come produttore nientemeno che Steven Spielberg all’apice della attività. Solo quell’anno, parliamo del 1985, Spielberg reduce dal successo di Gremlins produrrà anche Fandango con Kevin Costner, I Goonies (anche autore del soggetto), Piramide di paura (Young Sherlock Holmes) e Il colore viola (anche regista).

Michael J. Fox e Christopher Lloyd meglio noti come Marty McFly e Emmett L. “Doc” Brown hanno rivelato tramite un apposito sito web (BackTotheFutureShop) il lancio di una nuova linea di abbigliamento dedicata a “Ritorno al futuro”, linea che il duo ha firmato e disegnato appositamente per i fan del franchise.

Fox parlando della nuova linea ha dichiarato: “Questa collaborazione è per i fan. Abbiamo continuato a sentire che volevano più opzioni per celebrare la loro devozione a Ritorno al futuro e abbiamo pensato che questi articoli fossero perfetti. Godetevelo. Massiccio.”

La nuova linea è disponibile solo per un periodo di tempo molto limitato e il sito spedisce in tutto il mondo.

Per i fan più curiosi, che amano scoprire tutto ciò che riguarda il “dietro le quinte” della produzione della trilogia, grazie al sito Collider apprendiamo che nella sceneggiatura originale del film “Ritorno al futuro” del 1985, lo sceneggiatore Bob Gale per il ritorno di Marty McFly (Michael J. Fox) viaggiasse nel tempo guidando in un sito di test nucleari in Nevada e, sfruttando la potenza di un’esplosione nucleare durante il test di una bomba (avete presente Indiana Jones nel frigo?). L’idea finì per essere abbandonata dopo che Gale e il regista Robert Zemeckis si resero conto che solo per girare quella singola scena il budget sarebbe lievitato di oltre 1 milione di dollari. La scena era in realtà tutta concepita come storyboard e alla fine una tempesta di fulmini e la torre dell’orologio hanno reso la scena finanziariamente molto meno onerosa.

L’idea che la DeLorean fosse a propulsione nucleare, significava letteralmente l’aver bisogno di sfruttare l’energia nucleare per rimandare la macchina del tempo nel futuro. Bob [Zemeckis] e io avevamo visto il documentario The Atomic Café, un film intitolato Atomicofollia (The Atomic Kid) a cui rendiamo omaggio sul cartellone del cinema cittadino nel 1955 – uno dei film più perversi mai realizzati….Eravamo ossessionati dall’idea di “Ehi, non sarebbe bello se potessimo ricreare una di queste città per i test e farla saltare in aria?” Sai pensavamo cose del tipo: “sei uno scrittore e quindi puoi scrivere qualsiasi cosa ti passi per la testa nella sceneggiatura”. Quindi abbiamo scritto questa sequenza elaborata e nella versione originale, la macchina del tempo era incorporata in un refrigeratore che era una camera temporale. Ed era lì che Marty sarebbe stato quando ci sarebbe stata l’esplosione nucleare…Quando è arrivato il momento di tagliare il budget – e questo è stato prima che scegliessimo Eric Stoltz – lo studio ha detto: ‘Ehi ragazzi, potete fare il film, ma tagliate 1 milione di dollari’. Bob e io abbiamo guardato a lungo la sceneggiatura ci siamo chiesti: ‘Cosa tagliamo? Come facciamo a risparmiare 1 milione di dollari?’ E la cosa più costosa sarebbe stato costruire questa città e girare sul posto. E abbiamo detto bene, se riusciamo a tagliare questa parte – se possiamo tagliare costruire una città e girare sul posto e fare invece qualcosa in una location che abbiamo già, vale a dire un set all’interno dello studio, che ci farebbe risparmiare facilmente 1 milione di dollari. Per un fine settimana abbiamo passato del tempo a passeggiare su questo set andando avanti e indietro nei nostri uffici, e abbiamo inventato l’intera sequenza della torre dell’orologio. Se pensi un attimo a Indiana Jones 4, ti renderai conto che Steven Spielberg è stato ispirato dal finale originale di Ritorno al futuro.

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