Stasera in tv: Se Son Rose su Canale 5

Canale 5 stasera propone “Se son rose”, commedia del 2018 scritta, diretta e interpretata da Leonardo Pieraccioni.

Cast e personaggi

Leonardo Pieraccioni: Leonardo Giustini
Elena Cucci: Ginora
Michela Andreozzi: Angelica
Caterina Murino: Benedetta
Claudia Pandolfi: Fabiola
Gabriella Pession: Elettra
Antonia Truppo: Fioretta
Mariasole Pollio: Yolanda
Nunzia Schiano: Signora Coscia
Sergio Pierattini: Monsignore
Gianluca Guidi: Fabio
Vincenzo Salemme: signor Formisano
Alessandro Paci: usciere università
Martina Pieraccioni: Yolanda da piccola
Carlo Conti: spettatore della partita di tennis
Stefano Martinelli: inserviente
Jonis Bascir: Samir

La trama

Cosa succederebbe se qualcuno mandasse di nascosto alle ex dal tuo cellulare: “Sono cambiato. Riproviamoci!”? È quello che accade a Leonardo Giustini (Leonardo Pieraccioni) giornalista che si occupa di tecnologia e innovazione per il web. Sua figlia, stanca di vedere il padre campione di un’inarrestabile rincorsa al disimpegno, decide di mandare il fatale messaggino. E come zombie usciti dalle tombe dell’amore, alcune delle ex incredibilmente rispondono all’accorato appello e quella che era nata come l’innocua provocazione di un’adolescente si trasforma in una macchina del tempo. Per Leonardo, barricato nel fortino delle sue pigre certezze tra divano, involtini primavera e computer, sarà un emozionante e divertente viaggio nel passato e nel presente.

Curiosità

  • “Se Son Rose” è il tredicesimo film dell’attore e regista toscano Leonardo Pieraccioni.
  • Il film girato interamente in Toscana è scritto da Leonardo Pieraccioni insieme a Filippo Bologna e prodotto da Levante per Medusa Film.
  • A fronte di un budget di 5 milioni, “Se Son Rose” ha incassato 4,3 milioni di euro in sette settimane di programmazione.
  • Le musiche originali di “Se Son Rose” sono del compositore Gianluca Sibaldi (Bagnomaria) assiduo collaboratore di Leonardo Pieraccioni. Sinibaldi ha musicato anche Finalmente la felicità, Una moglie bellissima, Ti amo in tutte le lingue del mondo, Il paradiso all’improvviso, Io & Marilyn, Un fantastico via vai e Il professor Cenerentolo.

Intervista a Leonardo Pieraccioni

Leonardo Pieraccioni racconta come è nata l’idea del film.

Presto detto: una figlia quindicenne vede che il padre ha tirato i remi in barca per quanto riguarda i sentimenti e gli chiede, come fanno le figlie di quell’età in piena tempesta ormonale, il perché e il per come le sue ex, tra le quali anche sua mamma, non gli fossero andate bene. E il padre le risponde, tanto per tagliare corto, che lui ora è cambiato e che se tornasse indietro… A quel punto la figlia prende il suo telefono e dopo aver rintracciato le sue dieci ex manda a tutte lo stesso messaggio: “Sono cambiato, riproviamoci!”. Di queste dieci quattro rispondono al messaggio. Ritrovare questi quattro personaggi equivale a ritrovare e rivivere i motivi per cui ci si lascia, motivi fondamentali che si ripetono da millenni, e cioè: la noia, la litigiosità, i grandi cambiamenti, la gelosia e tradimento.

Pieraccioni racconta le sue somiglianze con il personaggio del film.

Nella prima pagina della sceneggiatura, scritta insieme a Filippo Bologna, campeggia una frase: “Una storia quasi vera”. C’è un errore o almeno una debolezza: quel “quasi”. E’ una storia “quasi” completamente autobiografica! A cinquant’anni mi sono regalato un “punto della situazione”. Dopo aver frequentato le commedie sentimentali, dove arrivava una bellezza eccezionale, con i due che si rinchiudevano dentro una casa e un finale alla “E vissero felici e contenti”, ho aggiunto un punto interrogativo: “Saranno davvero felici e contenti..?” E adesso, dopo i cinquanta, dopo una figlia meravigliosa e dopo molte storie finite a “ramengo”, ho raccontato una cosa che conosco perfettamente: quelli che dopo tre anni, non riescono a fare la maratona del matrimonio, perché partono con le infradito e non con le scarpe da ginnastica. Una storia su quelli che alla partenza dicono “Funzionerà tutto..!” e che dopo nemmeno tre anni “Sbrang”, gli si spezzano anche le infradito e rimangono scalzi. Sul tema c’è un famoso libro che io sostengo: “L’amore dura tre anni” di Frédéric Beigbeder . E adesso, che ho superato i 50, l’amore non mi dura più tre anni, ma solo tre mesi, a volte neanche tre ore (ride).

Pieraccioni racconta come è stato lavorare con un cast tutto femminile.

Dovrei dire: “Un cast meraviglioso, mi ci sono trovato benissimo.” Invece no: io non mi ci sono trovato bene per niente! Una banda di matte, con vere e proprie patologie! Tanto che volevo dirlo alle loro famiglie. Forse l’unica che si salva è la giovane Pollio, che ancora non si è capito che patologia abbia. Tutte le altre mi sa che sono proprio matte. Però, direttamente proporzionale alla loro pazzia, sono tutte di una bravura eccezionale. Grazie a loro, essendo un film autobiografico, non ho fatto fatica a ricostruire determinate mie vere ex fidanzate, ma questo forse è meglio non dirlo, non vorrei mi chiedessero i diritti Siae.

Come reagirebbe Pieraccioni se ricevesse un messaggio come quello che ricevono nel film le ex di Leonardo Giustini?

Buttandomici subito, perché tutto sommato questo film è stato catartico per capire che le mie ex io le ho amate tutte, anche con i loro meravigliosi difetti, e che erano donne migliori di quello che io potessi pensare mentre ci stavo insieme, mentre ero io l’elemento zoppicante della coppia. E adesso me le riprenderei tutte, anche se magari per periodi limitati. Ma sono sicuro del fatto che loro a me non manderebbero quel messaggio e che non mi vorrebbero rivedere perché temo di non aver lasciato dei grandissimi ricordi.

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