Home Festival di Venezia Venezia 64: Agata giorno 2

Venezia 64: Agata giorno 2

Tra i film visti ieri: “Glory for the filmaker!” (Fuori Concorso) di Takeshi Kitano, secondo capitolo di una trilogia sul suo “suicidio artistico” (il primo è Takeshis’ non ancora distribuito in Italia e che era stato ospite dell’edizione del Festival di due anni fa). Il regista in questo film realizza il suo personale “cubismo cinematografico”:

31 Agosto 2007 20:26

Tra i film visti ieri: “Glory for the filmaker!” (Fuori Concorso) di Takeshi Kitano, secondo capitolo di una trilogia sul suo “suicidio artistico” (il primo è Takeshis’ non ancora distribuito in Italia e che era stato ospite dell’edizione del Festival di due anni fa).

Il regista in questo film realizza il suo personale “cubismo cinematografico”: una mescolanza di generi cinematografici. Partendo dall’idea di realizzare ad ogni costo un blockbuster, Kitano esplora e fa il verso a tutti i generi più in voga: racconta mini storie aventi come protagonista sempre se stesso . Realizza un horror, storie d’amore, film di fantascienza, film con guerrieri ninja. Prende in giro anche se stesso e i suoi film precedenti. Invenzione particolarmente riuscita è il suo “alter ego”: un pupazzo in cui si trasforma nei momenti difficili.

Kitano è famoso in patria più come comico che come regista. In questo film cita alcune sue gag. Mentre però la prima parte scorre gradevole, con dei picchi esilaranti (è soprattutto Kitano nel ruolo di se stesso che diverte: splendido il suo volto sempre uguale, qualsiasi cosa gli capiti) la seconda è invece priva di episodi divertenti, anzi risulta addirittura noioso poiché le gag risultano spesso ridicole.
Voto: 5


Il film scandalo di Ang lee: “Lust, caution”. Ambientato nella Shanghai del 1942 occupata dal Giappone è la storia di Wang Hui Ling (l’esordiente Tang Wei), che  diviene attivista della resistenza cinese più per amore che per convinzione. Insieme ad un gruppo di attori di teatro decidono di assassinare un potente collaborazionista del governo giapponese Mr. Yee (Tony Leung, premiato nel 2000 a Cannes come miglior attore per la sua splendida interpretazione in In the mood for love pellicola di Won Kar Wai .) La ragazza ne diviene l’amante ma riesce a penetrare davvero l’animo dell’uomo solo dopo un tempo infinito in cui il rapporto dei due si consuma e si evolve tragicamente.

Vietato ai minori negli Stati Uniti, difficilmente questo film riuscirà a sfuggire le maglie della censura cinese (e chissà quella italiana?) Le scene di sesso sono spinte, violente e molto lunghe, al limite del reale.
Ho trovato “Lust, caution” molto elegante e forte. Lo spionaggio visto attraverso gli occhi di una Mata Hari cinese, di una donna che usa il corpo per carpire informazioni al nemico. Gli attori protagonisti Tang Wei e Tony Leung sono in parte. Freddi e composti nelle scene in cui appaiono con altri personaggi diventano carnali e passionali nell’intimità. Le scandalose scene di sesso non sono affatto gratuite ma sono funzionali all’evolversi del loro rapporto. Dapprima basato su un ruolo padrone–schiava, al limite della tortura, si evolve verso la grande passione. La scenografia e i costumi ricostruiscono perfettamente l’epoca del film.
Voto 7 e mezzo

“Dall’altra parte della luna” è il rockumentary di Davide Marengo (Notturno Bus) e Dario Baldi dedicato ai Negramaro. Il film è presente nella sezione orizzonti, perché girato in digitale. Dall’altra parte della luna è stato girato per gran parte a San Francisco: i Negramaro hanno prodotto nello storico Plant Studio il loro ultimo album “La Finestra”.

Le interviste realizzate nello studio e le altre realizzate anche nel salento si alternano alle esibizioni live. Così si ascoltano tutti i membri della band che confessano il loro primo approccio alla musica, il rapporto con il successo e il modo di affrontarlo.

Il film non va comunque al di là di un comune documentario per fans. Al di là del racconto della storia de Negramaro non ci sono né invenzioni visive né invenzioni narrative ( vengono dette cose abbastanza banali) e sinceramente non lo trovo “una via di mezzo tra il video clip e il film”, come invece era stato presentato alla conferenza stampa di Luglio.
Voto 5

Festival di Venezia