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Verso la notte: trailer e tutte le anticipazioni sul film d’esordio di Vincenzo Lauria

Tutto quello che c’è da sapere su “Verso la note”, il lungometraggio d’esordio del regista lucano Vincenzo Lauria al cinema dal 9 dicembre.

Verso la notte, lungometraggio d’esordio del regista lucano Vincenzo Lauria, premio del pubblico al Taormina Film Fest, debutta nelle sale italiane dal 9 dicembre 2021 con Cineclub Internazionale Distribuzione.

Trama e cast

La trama ufficiale: Maryam, una ragazza iraniana, sta realizzando un documentario su Anna, una donna che vive per le strade di Roma. La giovane regista è rimasta profondamente colpita da questa donna che si esprime attraverso visioni e presagi, con un’eleganza nei modi che stride con la sua condizione di senzatetto. Nel frattempo Maryam conosce Hesam, anche lui iraniano: i due iniziano a lavorare insieme, finendo per innamorarsi. Maryam ed Hesam sono due anime che si sono finalmente ritrovate, riconosciute e consegnate l’una all’altra. Ma il senso di appartenersi diventa, dopo non molto tempo, un confine scomodo.

Il cast di “Verso la notte” include Duné Medros, Paola Toscano, Alireza Garshasbi, Mohammad Hassan Zadeh, Keivan Abivar, Giorgio Magliulo, Gaetano Massaro, Jonathan Hedley, Luca Pellegrini e Mario Barletta.

verso la notte – trailer e video

Primo trailer ufficiale pubblicato l’11 novembre 2021

Curiosità

  • Scritto e diretto dal regista e sceneggiatore lucano Vincenzo Lauria, qui al suo esordio nel lungometraggio, il film è stato presentato fuori concorso alla 66° edizione del Taormina Film Fest, dove ha vinto il Premio del pubblico di MYmovies.
  • Il team che ha supportato il regista Vincenzo Lauria dietro le quinte ha incluso il direttore della fotografia Gianluca Sanseverino (‘A Faccia), il montatore Keivan Abivar, le scenografe Cecilia Ceccarelli (Le Onde Tenui del Mare Amico) & Ida Beyti e la costumista Erminia Melato.
  • Le musiche originali del film sono del compositore Giuseppe Bonafine (Le Onde Tenui del Mare Amico).
  • Il commento di Paolo Minuto fondatore di Cineclub Internazionale: “FASTIDIO. Sentimento di moderata gelosia che coglie il soggetto amoroso quando vede che l’interesse dell’essere amato è catturato e distolto da persone, oggetti o azioni che ai suoi occhi agiscono come altrettanti rivali secondari.” (da Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, Einaudi, “Gli Struzzi”, Torino 1979). Il tema dell’amore e della gelosia in questo film è come se avesse tratto linfa filosofica dai “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes (op. citata in esergo), che abbiamo scelto come testo guida per aiutare lo spettatore a leggere il film con piacere (come ci ha insegnato lo stesso Barthes in “Il piacere del testo”). Maryam dimostra a Hesam che l’istinto di dominio maschile, anche solo per il tentativo di controllare il partner, porta inevitabilmente alla crisi di una relazione, anche la più armonica.

Note di regia

Si inizia una strada intravedendo un punto d’arrivo. E come un miracolo si accoglie la felicità. Maryam e Hesam si perdono l’uno nell’altro, nel piacere dell’amore e nella prospettiva di una completezza che dovrebbe essere il senso stesso dell’unione d’anime e di corpi. Ma come per una legge ineludibile della causalità ad ogni felicità corrisponde una paura che ne mina l’esistenza… la paura di perdersi e di perdere tutto. E allora l’essenza è forse nel lasciarsi andare… la condizione di erranza di Anna ne è testimone… ed il mistero che lei si porta dietro e che Hesam e Maryam indagano è forse proprio il mistero dell’essenza. “Verso la notte”, come attuazione di un presagio, è la storia di un amore autentico, tra Hesam e Maryam, ma è anche la storia della rovina… o meglio, è un’indagine sulle impercettibili sfumature delle parole, dei gesti e dei silenzi, che nella storia raccontano le insicurezze dell’animo fragile ed instabile dei protagonisti, e sulla forza necessaria per trascinarsi tra le macerie ed afferrare, prima della fine, il senso residuo dell’esistenza, quella sfumatura che una volta intravista farà dire ad Anna: “Ah, ecco cosa mi mancava” e darle la serenità… Tutto gira attorno ad un documentario, quello sulla vita di Anna, e del documentario si mantengono ritmi, toni ed atmosfere nell’intero film, a rimarcare la continuità tra ciò che i ragazzi indagano e la loro stessa vita. E quindi… una macchina viva, a spalla, vicina agli attori, che li segue e li racconta nella loro verità, è la cifra stilistica delle riprese, sostenute da una fotografia cruda, di contrasti, di luci ed ombre marcate… Una voce narrante, quella di Hesam che racconta a Mehran com’è arrivato alla rovina, o all’illuminazione, e a voler vivere in un parco della periferia di Roma… un montaggio attento alle ansie, ma anche alle necessità dell’attesa e dei suoi tempi, ed ai tempi della poesia e del silenzio… Scenografie, costumi, trucchi espressivi ed evocativi nelle scelte stilistiche e cromatiche ma vissuti e reali… e una musica che sottolinei le atmosfere e le emozioni con discrezione… tutte le componenti estetiche al servizio di una riproposizione autentica, da parte degli attori, delle vicende dei personaggi.[Vincenzo Lauria]

Chi è Vincenzo Lauria?

Nato a Viggianello (PZ) nel 1973, si laurea in Psicologia Clinica e di Comunità alla Sapienza di Roma, con una tesi su “Psicofisiologia del sonno e del ricordo dei sogni”. Nel 2005 si diploma in regia cinematografica alla NUCT (Nuova Università del Cinema e della Televisione), presso gli studi di Cinecittà. Dal 2003 al 2005 segue corsi e seminari di regia e sceneggiatura cinematografica diretti da Abbas Kiarostami, Fernando Birri, Furio Scarpelli, Giacomo Scarpelli, Leonardo Fasoli, Salvatore De Mola, Marco Tiberi. Aiuto regista nel cortometraggio Blocco 101 (2001), diretto da Daniele Gaglianone, nel 2003 scrive il testo teatrale “Va bene… come dici tu!” per la regia di Tonino Zangardi. Esordisce nella regia nel 2005 con il cortometraggio in 16mm “Passaggi”, da lui scritto e prodotto dalla NUCT, e l’anno dopo realizza in Messico il documentario “Coyolxauqui”, dedicato alla divinità della luna. Nel 2008 esordisce anche come sceneggiatore televisivo scrivendo due episodi di “Caccia al re – La Narcotici”, serie TV per la RAI prodotta da Good Time. Nel 2010 scrive e dirige il cortometraggio “Il muro nel deserto”, vincitore del Premio Solinas Talenti in corto, e nel 2012 si occupa della produzione del corto “I due ghiri e la sirena”, diretto da Simone La Rocca, e realizzato con il sostegno del MIBAC. L’anno dopo la sua sceneggiatura “Freelance” – scritta per una serie TV di sei episodi – è finalista al Premio Carlo Bixio, organizzato dall’APT (Associazione Produttori Televisivi) in collaborazione con Mediaset e RAI, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, e destinato alla migliore sceneggiatura originale di fiction. Nel 2015 scrive la sceneggiatura del lungometraggio “La strada facile”, riconosciuta d’interesse culturale dal MIBACT Nello stesso anno scrive con Sandro Petraglia un episodio di “Questo è il mio paese”, serie TV per RAI Uno, prodotta dalla Cross Productions per la regia di Michele Soavi. Nel 2016 scrive la sceneggiatura del lungometraggio “Le onde tenui” del mare amico regia di Amir Kaveh – una coproduzione Italia-Iran, prodotta da I-NOOR Srl.

Foto e poster