Home Notizie Wildwood di Travis Knight, l’animazione Laika che sfida i confini del genere con tematiche adulte

Wildwood di Travis Knight, l’animazione Laika che sfida i confini del genere con tematiche adulte

Con Wildwood , Travis Knight porta LAIKA in un territorio che lo studio non aveva mai esplorato in diciassette anni di attività: quello della certificazion

24 Ottobre 2026 05:23

Con Wildwood, Travis Knight porta LAIKA in un territorio che lo studio non aveva mai esplorato in diciassette anni di attività: quello della certificazione PG-13, la fascia di rating che negli Stati Uniti segnala contenuti non adatti ai più piccoli senza supervisione adulta. Il film di animazione in stop-motion, presentato in anteprima al festival Alice nella Città nel 2026, non è semplicemente un altro capitolo nella storia dello studio di Portland — è una dichiarazione di intenti su dove può arrivare il linguaggio animato quando smette di accontentarsi di un pubblico esclusivamente infantile.

Il primo PG-13 di LAIKA in diciassette anni

LAIKA è uno studio che ha costruito la propria identità sull’animazione in stop-motion di qualità artigianale, con titoli che hanno saputo toccare temi profondi pur restando accessibili alle famiglie. Wildwood segna però uno scarto netto: è il primo film PG-13 dello studio in diciassette anni, un segnale che la produzione ha consapevolmente scelto di non ammorbidire la storia per renderla digeribile a ogni fascia d’età.

La certificazione non è un dettaglio burocratico. Nel sistema di rating nordamericano, il PG-13 implica che il film contenga elementi — violenza, toni drammatici, complessità narrativa — che richiedono una certa maturità da parte dello spettatore. Per uno studio di animazione abituato a muoversi nel perimetro del PG, questa scelta rappresenta un cambio di rotta significativo, e Knight lo ha perseguito con piena consapevolezza. Il rating, confermato dalle fonti, riflette una storia più adulta e un tono narrativo serio, lontano dalle convenzioni rassicuranti del cinema d’animazione mainstream.

La fonte letteraria: il romanzo di Colin Meloy

Il punto di partenza di Wildwood è il romanzo omonimo firmato da Colin Meloy, musicista e scrittore noto soprattutto come frontman dei Decemberists. Il libro, primo volume di una trilogia, costruisce un universo fantastico denso e stratificato, con una protagonista — Prue — che si trova a esplorare un bosco proibito al confine della sua città, popolato da creature e fazioni in conflitto. È un materiale narrativo che non si presta a semplificazioni: la complessità morale dei personaggi, la violenza implicita nel mondo che Meloy descrive e la serietà dei temi affrontati rendevano quasi inevitabile che un adattamento fedele richiedesse una classificazione più alta del PG standard.

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Knight ha scelto di non tradire quella complessità. Adattare un romanzo che parla a lettori di tutte le età ma con una profondità da letteratura adulta significa accettare che il film risultante non possa — e non voglia — essere per tutti indiscriminatamente.

Stop-motion contro la deriva digitale

In un panorama in cui l’animazione digitale domina il mercato e le grandi produzioni ricorrono sempre più a strumenti computazionali per accelerare i tempi e ridurre i costi, LAIKA continua a produrre i propri film con la tecnica dello stop-motion: ogni fotogramma costruito manualmente, ogni personaggio modellato fisicamente, ogni scena il risultato di un lavoro artigianale che non ammette scorciatoie.

Questa scelta non è solo estetica — è filosofica. Lo stop-motion impone una presenza fisica nel processo creativo che l’animazione digitale non richiede. Ogni dettaglio di Wildwood è stato costruito a mano, con la lentezza e la precisione che questa tecnica esige. Il risultato visivo è quello che distingue LAIKA da qualunque altro studio: una texture materica, una profondità di campo che ricorda la fotografia più che il rendering, un senso di peso e presenza che i personaggi digitali faticano a replicare.

Con una durata di 140 minuti, Wildwood è anche un film che si prende il tempo necessario per costruire il suo mondo. Non è una scelta neutrale: in un’epoca in cui le produzioni animate tendono a comprimere la narrazione per mantenere alta l’attenzione dei bambini, un film d’animazione di oltre due ore che punta su un pubblico adulto è di per sé una presa di posizione.

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Alice nella Città e la ricezione festivaliera

L’apertura al festival Alice nella Città — sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, dedicata al cinema per ragazzi e giovani adulti — ha collocato Wildwood in un contesto coerente con le sue ambizioni. Alice nella Città è da anni uno spazio in cui il cinema d’animazione e il cinema per le nuove generazioni vengono trattati con la stessa serietà critica riservata al cinema d’autore per adulti. Presentare qui un film PG-13 di LAIKA significa dialogare con un pubblico che comprende la differenza tra animazione per bambini e animazione come linguaggio cinematografico autonomo.

La ricezione festivaliera di un’opera come Wildwood diventa quindi anche un test per capire quanto il pubblico europeo — e quello italiano in particolare — sia pronto ad accogliere l’animazione in stop-motion come forma d’arte matura, non come prodotto di intrattenimento per famiglie da consumare nel fine settimana.

Cosa significa PG-13 per il futuro dell’animazione

La scelta di LAIKA non avviene nel vuoto. Negli ultimi anni, diversi film d’animazione hanno spinto verso tematiche più complesse, cercando di allargare il pubblico di riferimento senza rinunciare alla qualità narrativa. Ma pochi studi hanno avuto il coraggio — o la coerenza produttiva — di formalizzare questa ambizione attraverso una certificazione che esclude esplicitamente parte del pubblico tradizionale dell’animazione.

Per il Los Angeles Times, Wildwood rappresenta un vero e proprio test per il box office dell’animazione: dimostrare che un film d’animazione PG-13 può trovare un pubblico adulto disposto a pagare il biglietto per qualcosa che non è stato progettato per accompagnare i figli al cinema, ma per raccontare una storia con la stessa serietà di un film live-action.

Travis Knight e LAIKA stanno scommettendo su un’idea precisa: che il wildwood film animazione — inteso come categoria, come spazio narrativo — abbia ancora molto da dire agli adulti, a condizione che qualcuno abbia il coraggio di non semplificarlo. Wildwood è quella scommessa resa fotogramma per fotogramma, con le mani.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.