
Come annunciato sarà L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi, con Pierfrancesco Favino, Monica Bellucci, Ksenia Rappoport e Piera Degli Esposti, ad aprire il Festival internazionale del film di Roma, il prossimo 22 ottobre.
Ambientato tra Torino e il Lago d’Orta, il film segue le vicende di Roberto, farmacista quarantenne alle prese coi genitori, il lavoro e le donne. Dopo il sato, trovate il trailer. Buona visione!
Danyfilm
08 ott 2008 - 15:47 - #1Interessante.
Draven
08 ott 2008 - 17:55 - #2Favino è il miglior attore che abbiamo l’onore di avere in Italia e se lo merita di aprire il Festival. Auguri
Erase
09 ott 2008 - 15:52 - #3Sono pienamente d’accordo con Draven. Sul sito ufficiale è consultabile la sinossi, ci sono le foto di scena e la colonna sonora di Carmen Consoli. Da vedere:http://www.luomocheama.com
fuffobuffo
10 ott 2008 - 09:36 - #4io ho trovato questo: mi pare un po’ meglio ;) http://it.youtube.com/watch?v=EliQqm-p-7M
Russo Simona, 2° lic Class, Caltanissetta
25 gen 2011 - 02:20 - #5IL CASSETTO DEL CUORE
Recensione del film “L’uomo che ama”
Simona Russo
“L’inizio è dolce, assurdo,felice. L’intreccio forte e carico di tensioni. La fine una lacerazione” (Nuria Barros). Maria Sole Tognazzi, rifacendosi al romanzo di Ivan Cotroneo,racconta l’avventura esistenziale di un quarantenne, protagonista di questo dramma contemporaneo, intessuto sulla colonna sonora di Carmen Consoli. Roberto ama Sara, vicedirettrice di un albergo. “La ama la notte, la ama col sole, la ama lungo il fiume, dentro una macchina, sotto e sopra le lenzuola… Nel duetto, però, il farmacista torinese parte svantaggiato perché, folgorato da Sara al primo incontro, sembra esserne la vittima predestinata”(Marzia Gandolfi, Mymovies). Roberto, soffre, si dispera, si butta giù. E’ come un adolescente alle prese con il primo amore, macerato dalle riflessioni di Knesia Rappoport che sta bene con lui, ma non lo ama, non lo ama con la stessa intensità di lui. Tradito dall’ amore della sua vita, Roberto diventa una pedina nelle mani del destino, ogni suo tentativo di ripresa è spezzato dall’angoscia dei ricordi, che egli rivive come“il più sublime degli autoinganni, cercando non tanto Sara, ma quello che egli vede nell’altra” (Anonimo).Inaspettatamente, però, gli si presenta l’opportunità di godere una nuova alba insieme a Monica Bellucci, che si occupa di allestimenti in una galleria d’arte contemporanea, ma le sue ferite non sono realmente rimarginate e, nonostante Alba voglia costruire un futuro insieme a lui, egli si sente ancora oppresso perché “ricordiamo a lungo chi abbiamo amato, meno a lungo chi ci ha amato” (Gesualdo Bufalino). Il gioco dell’amore lo porta a trasformarsi da vittima a carnefice, a sperimentare sia la dolcezza sia la crudeltà dell’amore. La trama del film s’infittisce con la storia della relazione del fratello di Roberto,Michele Alaique, con un altro uomo… Inutile satellite nello svolgersi del nucleo centrale? Assolutamente no. La critica, infatti, affida a questo entrelecement l’importante ruolo di delineare il messaggio che il regista intende trasmettere; la sofferenza non ha confini, uomini, donne e omosessuali avvertono tutti lo stesso lacerante pungolo della disperata tristezza di fronte a un amore che svanisce. Magistrale la capacità del regista nel “pedinamento psicologico del suo personaggio, il Roberto ossessionato e ossessionante,votato all’eccesso dal cromosoma melodrammatico”(Marzia Gandolfi, Mymovies). Svuotare un cassetto per fare posto a una donna nella propria casa, icasticamente, è metafora di un forte amore, intenso desiderio di costruire una vita insieme a lei, ma, se non si saprà sgombrare il cassetto del passato, non si potrà acquistare fiducia in un domani più roseo, dominati sempre dalla paura che un nuovo amore possa“svanire in una nuvola di fumo”(Calvino)