La sconosciuta (Italia, 2006) di Giuseppe Tornatore; con Xenia Rappoport, Michele Placido, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Alessandro Haber, Piera Degli Esposti, Clara Dossena, Margherita Buy.
Chissà se al grande Tornatore non abbiano fatto “bene” sei anni di pausa dopo Malèna, che ha deluso un po’ tutti. Già, perchè La sconosciuta è un bellissimo film. L’autodisciplina che il regista di Nuovo Cinema Paradiso ha in questo suo nuovo film è davvero da lodare. Certo, c’è qualche cosina che non funziona, ma sono piccole sbavature in una pellicola che con la maggior parte dei suoi componenti riesce a far godere lo spettatore in un turbine di immagini ed emozioni.
Una storia crudele e cattiva sta alla base di un film che si mette in lista come uno dei migliori titoli italiani del 2006, anno sinceramente abbastanza felice (Il caimano, Il regista di matrimoni, La stella che non c’è, Nuovomondo ed altri) per un cinema criticato a volte anche ingiustamente da noi stessi italiani.
Ci sono echi ben evidenti del buon vecchio thriller all’italiana nel film di Tornatore, echi che si contaminano col noir e che affondano le mani anche nel mèlo, e tutto è mescolato con un ritmo che non accelera e si prende i suoi tempi, dilatando scene e momenti ed ottenendo una tensione palpabilissima. Quelle donne nude all’inizio del film, con addosso maschere e che rievocano l’orgia di Eyes Wide Shut, sono solo l’inizio di un viaggio verso l’inferno. Un inferno fatto di violenza, di sesso, di ingiustizie, di sogni uccisi sin dall’inizio o di illusioni che alla fine cadono a terra senza pietà. Non ci si impressiona solo per vedere il sangue scorrere a fiotti in certe scene come non si vedeva da tempo in un film che non si presenta apertamente come un thriller, ma ci si impressiona anche per una serie di situazioni misteriose che all’inizio sembrano fin troppo esplicite (il rapporto della protagonista Irena e la bambina) e verso la fine vengono intelligentemente ribaltate, costringendo lo spettatore che avrebbe voluto tacciare la pellicola di banalità a ripensarci e a cadere allegramente nella trappola. Che altro non è che la trappola della vita, dopotutto.
E allora La sconosciuta è davvero una bella sorpresa, forte nei contenuti, nello stile e nelle ambientazioni (l’ho sempre detto che la mia Trieste, anche se il film non è girato solo lì, si presta bene ad una storia morbosa e cattiva!), con una colonna sonora di Morricone probabilmente più bella da ascoltare singolarmente (troppo presente durante il film) e con degli attori in gambissima. Oltre ai vari attori italiani (tutti azzeccati e in parte -anche se il dialetto di Alessandro Haber più che triestino sembra veneto-), spicca la sorprendente protagonista Xenia Rappoport. Ma anche la piccola Clara Dossena dà una prova assolutamente da apprezzare: credo che potrebbe mangiarsi qualunque Dakota Fanning, ora come ora.
Voto Gabriele: 8
*Lara*
24 ott 2006 - 18:13 - #1Bel film davvero.. Tornatore ha la tendenza a perdere un po’ le redini della regia, in questo caso l’ho trovato più asciutto e diretto. Forse un po’ stereotipato il personaggio di Placido (tra l’altro irriconoscibile!!).
marco
27 ott 2006 - 02:06 - #2solo un appunto a gabriele, con il quale condivido gran parte delle idee sul film: è vero che il set è trieste, ma nella storia si parla di un paese in provincia di treviso; non solo haber ha un accento veneto, ma tutto il cast.
Gabriele C.
27 ott 2006 - 13:22 - #3Marco, non ricordavo che si citava un paese in provincia di Treviso… mi sarà sfuggito. Infatti faceva un po’ ridere vedere Trieste e tutti che parlavano con ’sto accento trevigiano, però in effetti allora ci sta anche…
Ferdy
28 ott 2006 - 11:53 - #4Gli attori parlano con un così forte accento veneto che all’inizio pensavo che il film si svolgesse a Treviso.
mladen
26 nov 2006 - 01:23 - #5la sconosciuta..
sono uscito dalla sala da poco più di un’ora e ho ancora i brividi per quello che considero una perla del cinema italiano. Grazie Tornatore e grazie raffaella (giornalista amica che mi ha consigliato il film!).
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marco71
21 ago 2007 - 18:38 - #10Ciao ho appena visto “la sconosciuta”. non mi tornano alcune cose secondo me dimenticate in sceneggiatura. una in realtà forse non l’ho capita io. Qualcuno mi potrebbe dire che cosa faceva firmare Irena alla Gina ogni volta che andava a trovarla? la retta dell’ospizio? il libretto al portatore per la bambina? qualcuno ha qualche idea. forse la richiesta è ingenua ma non ci arrivo. Ultima cosa: troppo sangue (a volte inutile). molto vicino a “una pura formalità”. mi è piaciuto. saluti marco
cineblog
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