Stasera in tv: "Fuga di cervelli" su Italia 1

Italia 1 stasera propone "Fuga di cervelli", film commedia del 2013 diretto da Paolo Ruffini e interpretato da Paolo Ruffini, Luca Peracino, Andrea Pisani, Olga Kent, Frank Matano, Biagio Izzo e Marco Messeri.

 

Cast e personaggi


Paolo Ruffini: Alfredo Tabacchi
Luca Peracino: Emilio Nicolai
Andrea Pisani: Ludovico "Alonso" De Fernandis
Frank Matano: Franco Esposito
Guglielmo Scilla: Giuseppe "Lebowski" Capra
Olga Kent: Nadia
Rosalia Porcaro: madre di Franco
Biagio Izzo: zio di Franco
Niccolò Senni: Chamberlain
Marco Messeri: padre di Alfredo
Diego Abatantuono: Padre di Franco
Gaia Messerklinger: Claudia
Giulia Ottonello: Karen
John Peter Sloan: cameriere
Daniel McVicar: Dean Perry
Michela Andreozzi: madre di Lebowski
Andrea Buscemi: padre di Alonso
Michele Manca: Pino La Lavatrice

 

Trama e recensione


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Il timido e impacciato Emilio è innamorato della bellissima Nadia fin da quando erano piccoli. Per i lunghi anni dell’infanzia e dell’adolescenza, Emilio non ha mai avuto il coraggio di confessarle il suo amore. La venerazione nei confronti della ragazza l’ha portato anche a iscriversi alla stessa Università di Medicina.Un bel pomeriggio primaverile, Emilio prende il coraggio a due mani… si avvicina a Nadia, la saluta ma lei gli racconta che sta per partire per l’Inghilterra: ha vinto una borsa di studio e si trasferirà a Oxford. Emilio è distrutto, ma per fortuna, non è solo, ha un gruppo di amici straordinario per idiozia, ma anche per entusiasmo. La compagnia di irresistibili idioti è composta da Alfredo (Paolo Ruffini), ragazzo cieco e da sempre miglior amico di Emilio, Lebowsky (Guglielmo Scilla), venditore di granite e di marjuana ed hacker provetto, Franco (Frank Matano), leader intellettuale del gruppo e gay non dichiarato e Alonso (Andrea Pisani), ragazzo costretto su una sedia a rotelle, malato compulsivo di sesso e tecniche di difesa personale. Gli amici convincono Emilio (Luca Peracino) che è troppo giovane per rinunciare a un sogno d’amore.Falsificando documenti e diplomi, riescono a ottenere l’iscrizione ad Oxford. E così la nostra “Armata Brancaleone” sbarca in Inghilterra. Cinque fulgidi dementi nel tempio del sapere per eccellenza.Ovviamente a Oxford, essendo i Nostri Cinque delle calamite per i disastri, succederà di tutto. Ma veramente di tutto. Ed Emilio, dopo una serie di equivoci, riuscirà finalmente a dire alla sua amata le parole che sognava di pronunciare da una vita.

 

 

Note di regia


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In un primo momento ero stato contattato dalla Colorado film soltanto per recitare nel remake della commedia spagnola “Fuga di cervelli” di cui aveva acquistato i diritti il produttore Maurizio Totti, che nutrendo da sempre un vero innamoramento artistico nei mie confronti (di questo non posso che essergli molto grato) successivamente mi ha offerto anche la grande opportunità di debuttare nella regia. Ho sempre sognato di poter diventare un giorno un regista: una quindicina di anni fa lavoravo come animatore turistico e come tanti provinciali innamorati del cinema arrivati a Roma avrei voluto frequentare i prestigiosi corsi del Centro Sperimentale di Cinematografia, ma per paura di essere bocciato alle rigide selezioni mi iscrissi ad una scuola privata che si rivelò poi non particolarmente valida. Poco dopo, con i soldi che avevo messo da parte, decisi così di dar vita a una sorta di “fondo cinema” grazie al quale trascorrevo le mie giornate a vedere continuamente film, una vera e propria “full immersion” che iniziava al mattino con le proiezioni del cinema Barberini e proseguiva fino a quelle dell’ultimo spettacolo all’Atlantic, sulla via Tuscolana. Ho “masticato” da allora tanto cinema, ma una volta accettato l’incarico di dirigere questo film sono stato molto aiutato per gli aspetti tecnici delle riprese da uno speciale “consigliere/angelo custode” come Guido Chiesa, un apprezzato regista che in questa occasione ha avuto il ruolo di delegato di produzione e che ha costruito con me il piano delle inquadrature, mettendomi a disposizione tutti gli strumenti per affrontare adeguatamente il set. Per quanto riguarda la preparazione degli attori penso di aver usato invece un metodo innovativo e originale, chiedendo alla produzione che i ragazzi potessero trascorrere con me due/tre settimane a Milano prima delle riprese: questo periodo vissuto tutti insieme ci ha permesso di studiare il copione ma anche di conoscerci meglio e di legare bene tra noi familiarizzando, “cazzeggiando” e creando giochi di gruppo quando ci ritrovavamo insieme a cena. Durante le riprese poi mi ha fatto molto piacere notare la sorpresa e lo stupore negli occhi di un esperto uomo di cinema come l’organizzatore di produzione Tonino Tacchia, che conosce e capisce a menadito i meccanismi e le abitudini dei set e che non riusciva a credere che quando liberava un attore alla fine del suo orario di lavoro se lo ritrovava comunque subito dopo ancora sul luogo delle riprese a fare il tifo per gli amici e ad aspettarli per poi andare a cena insieme. Il nostro è un film leggero ma fatto con il cuore, mi ha fatto molto piacere poter creare l’habitat giusto, e alimentare un’energia speciale; un’empatia e un’interazione particolare fra tutti noi che siamo restati uniti per dar vita ad un vero e divertente gioco di squadra: in certi momenti sullo schermo si vede benissimo ad esempio che quando io sono in scena non riesco a trattenere le risate per quello che mi succede intorno. Quando la sceneggiatura è stata pronta l’ho consegnata agli attori perché potessero riscriversela addosso e “digerirla” durante il periodo di preparazione alle riprese per poi muoversi coralmente facendo fronte comune. Una volta sul set sia gli attori che i tecnici si sentivano galvanizzati, pronti a darsi una mano l’un l’altro e comunque a disposizione del film, e per quello che mi riguarda pur lavorando seriamente e sentendo comunque la responsabilità e il peso di quello che facevo mi sono divertito in modo pazzesco. In questo film ho avuto davvero tanti regali da parte di tutti, e penso che sia arrivato il momento in cui il cinema per ragazzi debba essere realizzato direttamente da ragazzi: se non sei sincero gli altri se ne accorgono subito.

 

 

 

Curiosità e colonna sonora


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  • Il film è remake della commedia spagnola "Fuga de cerebros" diretto da Fernando González Molina.

  • Il film segna l'esordio alla regia di Paolo Ruffini.

  • Nella scena finale alla stazione del treno appare Diego Abatantuono in un cameo (Lo si può vedere mentre passeggia parlando al cellulare).

  • Il film ha incassato un totale di 4.998.836€.

  • Le musiche originali del film sono di Andrea Farri (Smetto quando voglio) e Claudia Campolongo (Tutto Molto Bello).

  • La colonna sonora include il brano "Ragazzo Inadeguato" di Max Pezzali.


 

 

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