Stasera in tv: “Il Tuttofare” su Rai 1

Rai 1 stasera propone Il tuttofare, commedia del 2018 diretta da Valerio Attanasio e Sergio Castellitto, Guglielmo Poggi, Elena Sofia Ricci e Clara Alonso.

Cast e personaggi

Sergio Castellitto: Toti Bellastella
Guglielmo Poggi: Antonio Bonocore
Elena Sofia Ricci: Titti Mandorlini
Clara Alonso: Isabel
Tonino Taiuti: Mario Bonocore
Marcela Serli: Doña Maria
Alessandro Tuzzi Oste
Luca Avagliano: Mariano
Federica Carruba Toscano: Livia
Roland Litrico: Sasà Malaspina
Mimmo Mignemi: Totonno Malaspina
Domenico Centamore: Gambino
Alberto Di Stasio: ginecologo
Pierfrancesco Poggi: giudice

La trama

Questa è la storia di Antonio Bonocore (Gugliemo Poggi), praticante in legge che sogna un contratto nel prestigioso studio del suo mentore, il principe del foro Salvatore “Toti” Bellastella (Sergio Castellitto): professore di diritto penale, fine giurista, amante del mondo classico tanto che potrebbe sostenere una conversazione in latino e in greco antico, Bellastella è il non plus ultra tra gli avvocati italiani. Per lui Antonio fa tutto: assistente, portaborse, autista e perfino cuoco personale, per il momento a fronte soltanto di un miserrimo rimborso spese. Il fatto è che lo studio è di proprietà di Titti (Elena Sofia Ricci), la moglie di Bellastella, e Titti è un po’ tirata in fatto di soldi e con il marito si è divisa i compiti: lui si occupa della parte legale, mentre lei sta alla cassa e gestisce un patrimonio di milioni di euro, tra ville a Capri, chalet a Cortina e immobili a Londra e New York. Quando Antonio supera brillantemente l’esame di stato, sembra dischiudersi davanti a lui il promettente futuro tanto agognato: diventare socio dello studio con un compenso che supera ogni immaginazione, diecimila euro al mese. Eppure c’è ancora un piccolo favore personale da elargire al grande principe del foro: Antonio dovrà sposare Isabel (Maria Clara Alonso) l’amante argentina di Toti per assicurarle la cittadinanza italiana…Perché esitare? In fondo, come lo rassicura Bellastella, si tratta solo di una firmetta in Comune…e così il ragazzo accetta: niente di più sbagliato! Ora è davvero in un mare di guai…

Curiosità

  • Lo sceneggiatore Valerio Attanasio dopo aver diretto i cortometraggi Finché c’è vita c’è speranza, Fino alla fine e Achille e la tartaruga debutta nel suo primo lungometraggio con Il Tuttofare. I crediti di Attanasio come scrittore includono sceneggiature per la trilogia Smetto quando voglio e la commedia Gianni e le donne di Gianni Di Gregorio.
  • La trama de “Il Tuttofare” trova ispirazione letterari nel Lazarillo de Tormes (1554), primo romanzo picaresco, di autore ignoto, che narra le vicende di un giovane vagabondo disposto a utilizzare mezzi leciti e illeciti per sopravvivere nella Spagna del XVI secolo sconvolta da una grave crisi economica.
  • L’attore Guglielmo Poggi, 27 anni, ha debuttato nel 2012 nella commedia Viva l’Italia di Massimiliano Bruno con cui tornerà a collaborare nel 2017 per Beata Ignoranza. Poggi ha inoltre recitato per Gabriele Muccino (L’estate addosso), Sydney Sibilia (Smetto quando voglio) e Alessandro D’Alatri (The Startup).
  • Il nome del personaggio di Guglielmo Poggi, Antonio Bonocore, è lo stesso del personaggio di Totò nel film La banda degli onesti.
  • La scena in cui il giovane Antonio Bonocore fugge dal boss mafioso, mentre un aereo sembra seguirlo, è un omaggio a Intrigo internazionale (1959) di Alfred Hitchcock.
  • Le musiche originali de “Il Tuttofare” sono dei musicisti e compositori Pivio e Aldo De Scalzi (Qualunquemente, Il peggior Natale della mia vita, The Startup, Ammore e malavita).

Note di regia

Fin dalla stesura del soggetto, ho sempre immaginato Il Tuttofare come una sorta di romanzo di formazione comico sull’ingresso di un giovane nel mondo del lavoro: l’iniziazione alla società di un brillante studente universitario, costretto dalle circostanze sfortunate a scendere a patti con la propria coscienza pur di affermarsi. Lo spunto di partenza me l’ha fornito la realtà, in quanto le disavventure di Antonio non sono altro che la sintesi romanzata di tante piccole vicende di persone che conosco, mescolate ad esperienze autobiografiche (sono stato uno studente di giurisprudenza e conosco bene il mondo dei praticanti legali in quanto figlio d’avvocato). L’uso della narrazione in prima persona, il tono semi serio e la propensione a fare satira sociale senza rinunciare all’intrattenimento e al rocambolesco hanno invece una derivazione letteraria, in quanto una delle fonti di ispirazione è stata “Il Lazarillo de Tormes”, capolavoro della letteratura spagnola e capostipite del romanzo picaresco. Così come avviene nel romanzo picaresco, alla figura di questo giovane ancora alla ricerca del proprio posto nel mondo ho contrapposto il personaggio di un potente, che diviene per il ragazzo una sorta di maestro, potremmo dire di mentore: Toti Bellastella, raffinatissimo ed elegantissimo professore universitario, nonché principe del foro, che predica il bene ma nel privato si comporta come gli pare e piace proprio in virtù dei privilegi acquisiti. Una figura che ho immaginato come la summa di certi personaggi tipici della Commedia All’Italiana: i cialtroni, ovvero coloro che nascondono una grande scaltrezza dietro una facciata di apparente rispettabilità. Penso per esempio all’Ugo Tognazzi di “La giornata dell’onorevole”, episodio de “I Mostri” o al Vittorio De Sica de “Il Vigile”. E in effetti Bellastella l’ho immaginato proprio come un archetipo, quello del mentore che si trasforma in antagonista: una contraddizione in cui si esemplifica l’eterno conflitto generazionale tra coloro che occupano posizioni di potere e la massa di quelli che sognano di prenderne il posto o che, più semplicemente come in questo caso, vorrebbero solo un contratto di lavoro. Ecco “Il Tuttofare” vorrebbe essere una satira proprio su questa lotta per la sopravvivenza in cui siamo tutti coinvolti: il ricco e il povero, l’arrampicatore sociale e il raccomandato, il poveraccio senza santi in paradiso e il potente di turno, che poi solitamente è quello che alla fine vince sempre. [Valerio Attanasio]

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