La Pantera delle Nevi: nuove clip in italiano e colonna sonora del documentario premiato ai César al cinema 20 ottobre

Tutto quello che c’è da sapere su “La pantera delle nevi”, il documentario premiato ai César 2022 e al cinema dal 20 ottobre 2022.

Dal Festival di Cannes, passando per i César e le numerose anteprime che hanno già incantato il pubblico, dal 20 ottobre nelle sale di tutta Italia con Wanted Cinema La Pantera delle Nevi, diretto da Marie Amiguet & Vincent Munier e narrato dallo scrittore Sylvain Tesson (nell’edizione italiana la voce narrante è dello scrittore premio Strega Paolo Cognetti)-

La trama

“La Pantera delle Nevi” è un documentario ambientato in Tibet, sull’altopiano innevato: un habitat del tutto selvaggio, governato dalle sue creature. Due esploratori partono alla volta di quel luogo misterioso: il fotografo naturalista Vincent Munier e l’autore Sylvain Tesson sono infatti alla ricerca della pantera delle nevi – uno dei più grandi e rari felini che la fauna terrestre abbia mai conosciuto. La pantera diventa essa stessa il simbolo di un viaggio alla scoperta di sé stessi, di un luogo incontaminato, lontano da spazio e tempo, disarmante e inesplorato. Un viaggio e un percorso umano e mistico composto da interrogativi, dubbi, nuovi traguardi e nuove consapevolezze.

La pantera delle nevi – trailer e video

Nuove clip ufficiali in italiano pubblicate il 21 ottobre 2022

Curiosità

  • “La pantera delle nevi” è diretto da Marie Amiguet (La vallée des loups) & Vincent Munier (serie tv Grandeurs nature).
  • Il film ha vinto come Miglior Documentario ai Premi César 2022 e Miglior Documentario di Esplorazione e Avventura al Trento Film Festival 2022.
  • Il film è stato girato in due soggiorni di tre settimane nel Tibet orientale, su altipiani alti in media 4572 metri, con picchi a 6096 metri, con una troupe molto ristretta di quattro persone: i due personaggi, Sylvain e Vincent, il regista, Marie, e il procuratore distrettuale, Léo-Pol.
  • La troupe ha dovuto affrontare temperature rigide, di solito intorno ai -17° nel mese di febbraio in questa parte del Tibet, con -25° al mattino.
  • Il film è stato selezionato nella sezione “Cinema per il clima” del Festival di Cannes 2021.

ELENCO SALE

Chi è Sylvain Tesson?

Sylvain Tesson ha studiato geografia prima di scoprirla sul campo e di fornirne una visione personale nei suoi libri. La sua prima spedizione fu un giro del mondo in bicicletta. Quindi attraversò l’Himalaya dal Bhutan al Tagikistan e viaggiò attraverso l’Asia centrale a cavallo con Priscilla Telmon. Nel 2003 lasciò la Yakutia per raggiungere il Golfo del Bengala sulle orme di Slavomir Rawicz che, nel 1941, fuggì da un campo nel Gulag sovietico. Nel 2006 ha collegato la sponda uzbeka del Lago d’Aral alle coste mediterranee della Turchia seguendo, per oltre 3.000 chilometri, oleodotti che disegnano sulla superficie dell’Asia centrale e del Caucaso linee di tensione tra le nazioni ma anche assi di forze geopolitiche: l’occasione perfetta per meditare sul mistero dell’energia, questo “deposito interiore” che sgorga dal profondo dell’essere. Il suo Piccolo trattato sull’immensità del mondo (Editions des Equateurs, 2005), è una sintesi del suo viaggio, dalle steppe dell’Asia centrale alle cime delle cattedrali. Dopo aver corso per anni moltiplicando i viaggi a lunga distanza, ha deciso di vivere un’esperienza di ritiro dal mondo da febbraio a luglio 2010 e di vivere la solitudine, il silenzio e il freddo vivendo da eremita per sei mesi in una piccola cabina sulle rive del Baikal. Da questa esperienza trasse “Nelle foreste siberiane”, un racconto autobiografico che vince il premio per il Prix Médicis e lo fece conoscere al grande pubblico.

 

La sinossi ufficiale: Un noto scrittore e viaggiatore ha deciso di lasciare Parigi. Saluta gli amici, la fidanzata, il lavoro e gli impegni. Per sei mesi andrà a vivere in totale isolamento nelle foreste della Siberia, in una capanna di pochi metri sulle sponde del lago più antico del mondo, a 120 chilometri di distanza dal primo villaggio abitato, senza vicini di casa né strade di accesso. Lo attende una solitudine differente da quella del navigatore o dell’alpinista che attraversano paesaggi e scenari: nei boschi ghiacciati l’uomo sta fermo e viaggia dentro se stesso, e la natura si gode lo spettacolo. Da febbraio a luglio Sylvain Tesson si impone un ritmo preciso. La mattina legge, scrive, fuma, disegna. Seguono cinque lunghe ore dedicate alle faccende domestiche: bisogna tagliare la legna, spalare la neve, preparare le lenze, riparare i danni dell’inverno. La vera sfida di questi sei mesi è scoprire se si riuscirà a resistere. L’ispettore forestale che lo accompagna fin lì è chiaro ed enigmatico allo stesso tempo: “Questo è un posto magnifico per suicidarsi…”. La solitudine può anche rivelarsi fertile. Quando non si ha nessuno a cui esporre i propri pensieri la carta diviene preziosa confidente, e il taccuino compagno fedele. I giorni trascorrono mentre si scruta il lago e la foresta, si pesca per la cena o si beve un bicchiere di vodka dopo una passeggiata tra i monti. Una sedia di fronte alla finestra è un punto di osservazione ideale per cogliere il respiro del mondo, l’inverno, l’arrivo della primavera.

Il libro “Nelle foreste siberiane” di Sylvain Tesson è disponibile su Amazon.

Chi è Vincent Munier?

Considerato oggi l’astro nascente della fotografia naturalistica, Vincent Munier ha saputo, in breve tempo, imporre il suo stile oltre i nostri confini. Classe 1976, è cresciuto nel cuore dei Vosgi, dove vive quando non è ai confini del mondo. Questa natura profonda ha forgiato il suo carattere e determinato la sua passione per il mondo selvaggio. Dal 2002 si dedica interamente a lei, moltiplicando viaggi e successi. Per tre anni consecutivi nel 2000, 2001 e 2002, ha ricevuto il prestigioso BBC Wildlife Photographer of the Year, un premio riconosciuto a livello internazionale organizzato per 45 anni dal Natural History Museum di Londra e dalla rivista BBC Wildlife. Ora è uno dei più grandi fotografi naturalisti. È esposto in più di 35 paesi e collabora oggi con le principali riviste come National Geographic, GEO, Terre Sauvage, VSD, Figaro Magazine, BBC Wildlife magazine, Focus, Audubon Magazine…Vincent Munier è anche un fotografo impegnato nella conservazione della natura . È membro dell’ILCP (International League of Conservation Photographers). Le sue immagini, fatte di nebbia e poesia, sprigionano una vera emozione: non è un fotografo di animali – troppo nell’illustrazione – né un naturalista – troppo nel dettaglio scientifico – ma nel momento e nel contatto con l’animale e natura. Cattura le emozioni che ha vissuto. Momenti condivisi, condizioni estreme, approccio lento e rispettoso, ci racconta quanto tutto sia sublime e fragile.

Chi è Paolo Cognetti?

Nato a Milano nel 1978, Paolo Cognetti ha studiato matematica all’Università degli Studi di Milano prima di cambiare strada e diplomarsi, nel 1999, alla Civica Scuola di Cinema di Milano. Nel decennio successivo si è dedicato alla realizzazione di documentari a carattere sociale, politico e letterario. Come scrittore ha esordito nel 2003 con il racconto “Fare ordine” inserito l’anno successivo all’interno dell’antologia “La qualità dell’aria”. Negli anni seguenti ha pubblicato tre raccolte di racconti: “Manuale per ragazze di successo” (2004), “Una cosa piccola che sta per esplodere” (2007) e “Sofia si veste sempre di nero” (2012). Del 2014 è “A pesca nelle pozze più profonde”, una meditazione sull’arte di scrivere racconti ispirata ai maestri americani della forma breve come Ernest Hemingway, Raymond Carver, Grace Paley, Alice Munro. Nel 2016 è uscito il suo primo romanzo: “Le otto montagne”, venduto in 30 paesi ancor prima della pubblicazione, con il quale si è aggiudicato il Premio Strega 2017. Nel 2018 ha pubblicato “Senza mai arrivare in cima”, racconto di viaggio basato sulla sua esperienza nelle montagne dell’Himalaya, e nel 2021 il romanzo “La felicità del lupo”, sull’incontro di un quarantenne e una ventiseienne che per motivi diversi si rifugiano in montagna in un rifugio a più di tremila metri.

La colonna sonora

  • Le musiche originali del film sono di Warren Ellis & Nick Cave (L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, I segreti di Wind River, Django, Blonde, serie tv Dhamer).

TRACK LISTINGS:

1. L’attaque des Loups 3:23
2. Les Cerfs 5:02
3. Antilope 2:33
4. La Bête 1:21
5. Les Yaks 2:26
6. Des Affûts Elliptiques 3:07
7. Les Nomades 1:21
8. La Grotte 3:19
9. Les Princes 3:02
10. La Neige Tombe 1:53
11. Les Ours 4:37
12. Un Être Vous Obsède 2:54
13. L’apparition / We Are Not Alone 9:40

La colonna sonora de “La pantera delle nevi” è disponibile su Amazon.

Foto e poster

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