Licantropus: recensione e colonna sonora dello speciale Marvel di Halloween “Werewolf by Night”

Recensione e colonna sonora di “Licantropus – Werewolf by Night”, lo speciale horror Marvel di Michael Giacchino su Disney Plus.

Licantropus aka Jack Russell ha debuttato ufficialmente nell’Universo Cinematografico Marvel (UCM) e lo ha fatto segnando anche il primo speciale televisivo di Halloween targato Marvel. Licantropus aka Werewolf by Night è un personaggio dei fumetti che ha debuttato nel lontano 1972 scritto da Gerry Conway e disegnato da Mike Ploog; Conway è noto per aver scritto la storia di Spider-Man in cui muore Gwen Stacy, per aver creato il Punitore (con Ross Andru), il Firestorm di DC Comics e aver scritto Superman contro l’Uomo Ragno (1976) primo crossover ufficiale DC e Marvel.

Alla regia di “Licantropus” troviamo un nome noto nell’ambito dell’UCM e un habitué delle produzioni Disney, qui al suo debutto alla regia, stiamo parlando del compositore premio Oscar Michael Giacchino (Up) che oltre ad aver recentemente musicato Thor: Love and Thunder, Spider-Man: No Way Home e Lightyear – La vera storia di Buzz, in precedenza ha curato le colonne sonore di Doctor Strange, Spider-Man: Homecoming, Spider-Man: Far From Home e sempre nell’ambito fumetti, ma in ambito DC, sua anche la colonna sonora del nuovo Batman con Robert Pattinson. Giacchino ha raccontato di aver approcciato lo speciale come se stesse girando un episodio di Ai confini della realtà, riuscendo così a raccontare la storia nell’arco di una singola notte. Giacchino ha rivelato anche che la fonte d’ispirazione dello speciale sono stati gli horror degli anni ’30 e ’40, ma ha citato come grande influenza sul film anche il classico Poltergeist del 1982, primo e inarrivabile esempio di horror per famiglie. Altre fonti d’ispirazione per Giacchino sono arrivate dal King Kong del 1933 e dal classico L’uomo lupo del 1941.

La sceneggiatura di “Licantropus” è stata affidata a Heather Quinn e Peter Cameron, da una storia di Quinn che aveva già scritto per la serie tv Disney+ Hawkeye, mentre Cameron aveva all’attivo WandaVision e Moon Knight. L’introduzione dello speciale all’interno dell’UCM fornisce un succinto contesto su come i mostri siano esistiti da tempo immemore senza aggiungere particolari dettagli di riferimento, un approccio che è stato paragonato a quello di Eternals, film che ha inserito gli Eterni come una storia che si dipana sullo sfondo dell’UCM.

“Licantropus” si apre calato in un suggestivo bianco e nero, in realtà il film è stato girato in digitale e a colori, per poi nella fase di post-produzione applicare un filtro ad hoc, che ha dato alle scenografie una fascinosa qualità noir. Per gli estimatori di classici come il citato “L’uomo lupo” con Lon Chaney Jr., il bianco e nero ci ha riportato a quelle atmosfere, ma in realtà viste alcune sequenze piuttosto brutali, è evidente che Marvel e Disney sono ricorsi a questo escamotage cromatico per rendere il sangue su schermo più accettabile, evitando così la scure della censura, un po’ come fece Sam Raimi con Evil Dead II, in quel caso vennero utilizzati varie sfumature di colore tra cui il verde, e Martin Scorsese che ha saturato la fotografia della resa dei conti finale di Taxi Driver. Il risultato sembra aver funzionato poiché allo speciale è stato assegnato un divieto ai 14 (TV-14) invece che un divieto ai 17 (TV-MA) che Giacchino si era ormai rassegnato a ricevere.

 

Nonostante la durata esigua, meno di un’ora, Giacchino è riuscito a dare un assaggio di ciò che potrebbe diventare l’UCM rispetto al suo ormai consolidato comparto di supereroi, con una capatina gustosamente vintage in un territorio che a suo tempo fece di Universal e Hammer delle icone del genere horror. Non siamo certi quanto i più giovani riusciranno ad apprezzare questa incursione in nuovi territori, che per alcuni sono al contempo ampiamente esplorati, ma la confezione con cui Marvel e Disney hanno approntato questa prima uscita appare perfetta, lo scopo era stuzzicare l’appetito dei fan dell’UCM e lasciarli con il desiderio di averne ancora, e nel farlo utilizzare qualche rodato escamotage, vedi lo smussare violenza ed elementi horror con il consueto humour che è ormai un marchio di fabbrica dei Marvel Studios. Per quanto riguarda il look del licantropo di Gael Garcia Bernal, si è optato una parvenza semi-umana che si allontanasse dai moderni mostri a tutto tondo creati con l’ausilio di CGI, ciò ha lasciato che il volto dell’attore non venisse eccessivamente stravolto, in questo caso i truccatori sono partiti da capostipiti del genere come Il segreto del Tibet (Werewolf of London) del 1935 con Henry Hull, primo film della Universal sull’Uomo lupo e l’onnipresente classico “L’uomo Lupo” del ’41, i cui make-up mantenevano qualità umane e permettevano agli attori una recitazione meno ingessata, su questa base per “”Licantropus” si è creato qualcosa che ha ricordato una via di mezzo tra il remake Wolfman del 2010 e la popolare serie tv Teen Wolf.

Per quanto riguarda il cast di supporto, “Licantropus” funziona a dovere, anche se i personaggi secondari non riescono purtroppo a spiccare visto il poco tempo a loro disposizione, infatti gli unici che restano impressi sono Elsa Bloodstone interpretata dalla carismatica attrice irlandese Laura Donnelly a cui il bianco e nero dona particolarmente, qualcuno la ricorderà nei panni della madre di Tolkien nell’omonimo biopic con Nicholas Hoult. Lascia il segno anche il “mostro” Man Thing aka L’Uomo Cosa, la cui inclusione è stata un’idea del produttore Kevin Feige; il personaggio pur mantenendo l’aspetto dei fumetti perde la sua natura inquietante di mostro e antieroe a favore di una versione più bonaria, che sembra ispirata al Groot dei Guardiani della Galassia e al gladiatore Korg interpretato da Taika Waititi nei film di Thor; anche se quando lo vediamo afferrare i nemici ritroviamo per un momento l’amato personaggio dei fumetti, quello tanto per intendeci di “Qualunque cosa conosca la paura…brucia al tocco dell’Uomo Cosa!”. A proposito di Man-Thing ricordiamo che il personaggio nei fumetti ha fatto parte del team dei Thundebolts di cui Marvel Studios ha recentemente annunciato il film e la squadra. Il debutto dei Thunderbolts insieme all’introduzione del personaggio ci fanno ipotizzare che potremmo ritrovare in futuro Man-Thing nel popolare team di villain e antieroi, magari in un ruolo alla Groot.

Concludiamo con la colonna sonora composta dallo stesso Michael Giacchino. Il tema principale è stato scritto da Giacchino prima delle riprese, per poi modificarlo in fase di produzione. Il resto della colonna sonora è stata scritta mentre il regista stava montando lo speciale, il che gli ha permesso di lavorare in tempo reale con il montatore designato Jeffrey Ford, che in precedenza ha montato tutti i film degli Avemgers, Iron Man 3 e la trilogia di Captain America.

TRACK LISTINGS:

1. A Marvel Special Presentation (0:12)
2. Mane Title (3:02)
3. Hall of Shame (1:00)
4. Ulysses’s Rant (3:24)
5. There Is No Peace Without Tuba (4:17)
6. Scot Free (0:47)
7. A Farewell to Arm (3:27)
8. Cryptic Messages (0:59)
9. Tales from the Crypt (2:29)
10. Elsa’s Ted Talk (3:17)
11. Beach Blanket Betrayal (3:23)
12. Where’s Wolf (4:01)
13. I Don’t Know Jack (3:12)
14. Mane on Ends (1:58)
15. End Shredits (4:21)
16. Mane Theme – Piano Arrangement (1:35)

La colonna sonora di “Licantropus” è disponibile su Amazon.

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