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Tokyo International Film Festival 2020, vince Hold Me Back

Nell’anno in cui al TIFF viene assegnato un solo premio, quello del pubblico, vince il film di Akiko Ohku, una commedia romatica

Si è tenuto ieri l’atto conclusivo dell’edizione 2020 del Tokyo International Film Festival (TIFF), una delle poche ad essersi tenute fisicamente, sebbene con tutti i limiti e le restrizioni che è facile immaginare. Basti partire dalla fine: un solo premio assegnato, proprio per la difficoltà/impossibilità di radunare in loco giuria, attori e cineasti. Sotto la dicitura di Audience Award/The Governor of Tokyo Award, premio del pubblico insomma, ad aggiudicarselo è stato Hold Me Back di Akiko Ohku.

A seguito di una rassegna durata dieci giorni, con la proiezione di 138 film ed oltre quarantamila ingressi (lo scorso anno furono circa sessantacinquemila, a fronte di una cinquantina di film in più), si è comunque trattato di un risultato incoraggiante, visto e considerato quante altre manifestazione hanno dovuto invece optare per un’edizione interamente online. A tal proposito il governatore della prefettura di Tokyo, Yuriko Koike, per bocca di un suo portavoce si è detto soddisfatto della possibilità di ospitare fisicamente l’evento, menzionando l’importanza del cinema quale catalizzatore di un futuro migliore in un momento di crisi globale come questo.

Hold Me Back è la storia di una donna poco più che trentenne, Mitsuko (interpretata da Non, nome d’arte di Rena Nounen), la quale teme ogni sorta d’intimità, agevolata in questo da un life coach installatole nel cervello, che l’ha addestrata alla vita da single. Le cose cambiano quando Mitsuko un ragazzo più giovane di lei. Così come Tremble All You Want, anche quest’ultimo film della Ohku è tratto da un romanzo di Risa Wataya. Una commedia che tocca un tema tutt’altro che marginale per la cultura giapponese, qui a quanto pare alleggerito mediante i codici della commedia.

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