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Sleuth e 12: due remake in concorso a Venezia

Pubblicato: 21 ago 2007 da Gabriele C.

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Se a chiudere il Festival di Venezia quest’anno ci sarà Blood Brothers, film di Alexi Tan ispirato a Bullet in the Head di John Woo, in concorso troviamo due remake di due film bellissimi. Si tratta di Sleuth di Kenneth Branagh, per la seconda volta in concorso dopo Nel bel mezzo di un gelido inverno del ‘95, e 12 di Nikita Mikhalkov, anche lui per la seconda volta in concorso, dopo aver vinto il Leone d’Oro per Urga nel ‘91. Andiamo con ordine.

Kenneth Branagh torna dietro la macchina da presa dopo un 2006 in cui ci ha regalato due film, il buffo As you like it e l’”invisibile” Il flauto magico, quest’ultimo presentato Fuori Concorso l’altr’anno alla Mostra con un’anteprima speciale alla Fenice. In quell’occasione il regista appassionato di Shakespeare annuncio di voler portare sullo schermo una nuova versione de Gli insospettabili, cult (a dir la verità oggi poco conosciuto) di Joseph L. Mankiewicz. La trama è all’apparenza semplice, ma nasconde tanti tranelli, e vede in scena due straordinari attori: all’epoca Michael Caine e Laurence Olivier si sfidavano in pericolosi “giochi” in un continuo ribaltamento di identità, e tutto partiva dal fatto che Andrew Wyke (Olivier) voleva che il giovane nuovo compagno della moglie Milo Tindle (Caine) gli rubasse dei costosissimi gioielli. Così facendo, l’uomo avrebbe incassato i soldi dell’assicurazione, mentre il giovane avrebbe potuto mantenere in modo dignitoso la moglie, che viene descritta come una spendacciona. Ma il piano si rivela essere un gioco, appunto, ad opera di Wyke: questo farà scattare la vendetta di Tindle… Nel remake di Branagh, Michael Caine questa volta recita nella parte che fu ovviamente di Laurence Olivier, mentre Jude Law farà la parte del giovane Milo Tindle.

Il bellissimo film di Mankiewicz era un mix di suggestioni hitchcockiane e di spunti alla Edgar Allan Poe (anche citato con una simpatica statuetta che Wyke tiene in casa, ma c’erano anche un senso di macabro e persino un pendolo): chissà cosa potrà tirarne fuori Branagh, che non è la prima volta che si confronta col giallo/thriller, vedere L’altro delitto, e anche se in quel caso c’era una forte componente paranormale la tensione era in crescendo.


Nikita Mikhalkov invece torna dietro la macchina da presa dopo otto anni dall’estenuante e mediocre Il barbiere di Siberia, che aprì (abbastanza scandalosamente) quell’anno il Festival di Cannes. E lo fa con un progetto rischiosissimo: un nuovo remake de La parola ai giurati, la straordinaria pellicola di Sidney Lumet. Tornano quindi i dodici uomini arrabbiati per decidere la sorte di un ragazzo colpevole di aver ucciso il padre: undici sono convinti della sua colpevolezza, perchè le prove sembrano schiaccianti, mentre un solo uomo ritiene innocente il ragazzo e tenterà di far cambiare idea agli altri. Ci sono stati altri tre remake del film, tutti per la tv (Die Zwölf Geschworenen di Günter Gräwert, Ek Ruka Hua Faisla di Basu Chatterjee e il noto 12 Angry Men di William Friedkin), ma 12 razgnevannyh muzhchin dovrà confrontarsi subito, giustamente, con un film all’epoca avanti di decenni, per idee e innovazioni. Chissà cosa saprà fare il russo Mikhalkov, un tempo sulla cresta dell’onda e, con gli ultimi lavori, decisamente poco convinente?

Alcune curiosità: Gli insospettabili fu per Mankiewicz l’ultimo film, mentre La parola ai giurati per Sidney Lumet il primo. Sleuth originale dura 138 minuti, il remake solo 86; 12 angry men dura 96 minuti, il suo remake ne dura 153…

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15 commenti

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  • cineblog

    21 ago 2007 - 20:15 - #1
    0 punti
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    […] Venezia (165) […]

  • Profilo di paolino

    paolino

    21 ago 2007 - 22:05 - #2
    0 punti
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    Il film di Branagh sarebbe IL film che non mi perderei per nulla al mondo se quest’anno fossi a Venezia. Non ha concorrenti.

  • Profilo di mascal

    mascal

    21 ago 2007 - 23:36 - #3
    1 punto
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    “Gli insospettabili, cult (a dir la verità oggi poco conosciuto)”

    Io lo conosco ed è bellissimo. Comunque affermare che vede in scena due soli attori è sleale verso chi non l’ha ancora visto.

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    21 ago 2007 - 23:59 - #4
    0 punti
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    Non ho detto che nessuno lo conosce…
    Spoiler!
    Giusto, corretto. Ma come la mettiamo con i vari dizionari e siti d’informazione cinematografica che danno come presenti solo due attori? [Tra l’altro si vede lontano un miglio che l’ispettore è Caine travestito, imho è un effetto voluto, almeno da un certo punto di quella parte del film, che lo spettatore si accorga che è lui].

  • Profilo di mascal

    mascal

    22 ago 2007 - 00:29 - #5
    1 punto
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    Non ho detto che hai detto che nessuno lo conosce ;-)

    SPOILER

    Ho sempre mal sopportato questa leggerezza nel trattare la trama anche nei vari dizionari del cinema. Non sono così sicuro che il regista volesse far capire che l’ispettore era sempre Caine (peraltro, nella versione italiana la cosa era ancora più nascosta in quanto il personaggio dell’Ispettore aveva la voce riconoscibilissima di Ferruccio Amendola, mentre Caine, se non sbaglio, era doppiato da Pino Colizzi), tant’è che nei titoli di testa comparivano, con nomi fittizzi, quattro attori. Credo che la sorpresa sia stata rovinata da un make-up imperfetto, spero che nel remake, grazie ai trucchi di oggi, l’effetto sia migliore.

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    22 ago 2007 - 00:32 - #6
    0 punti
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    Spoooiler!

    Sì è vero, all’inizio ci si casca per il doppiaggio. Però poi il make-up tradisce: questo però personalmente non mi toglie punti al film, anche perchè non si può capire dove si voglia andare a parare… Credo che nel remake l’effetto sorpresa non ci sarà, anche perchè è sbandierato un po’ dappertutto che vi recitano solo Caine e Law…

  • Profilo di mascal

    mascal

    22 ago 2007 - 00:56 - #7
    1 punto
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    Vabbè, pazienza per l’effetto sorpresa. Confido in Branagh per un remake dignitoso (anche se dubito all’altezza dell’originale). Personalmente, penso che me lo godrò, anche solo per il gusto di vedere come se la caverà Caine nell’altra parte (egregiamente, immagino ^__^).

  • Profilo di mascal

    mascal

    22 ago 2007 - 01:14 - #8
    1 punto
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    Ciumbia! M’ero fermato al pezzo su “Gli insospettabili” e non avevo finito l’articolo. “La parola ai giurati” (l’originale, di Lumet) è un altro dei miei film preferiti. Però non lo so se mi vanno tutti ’sti remake…

    @Gabriele C
    Mi sa che in Altre curiosità hai scritto “La parola ai giurati” al posto di “Gli insospettabili”.

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    22 ago 2007 - 02:42 - #9
    0 punti
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    Yes, corretto anche lì.

  • Profilo di Carla - Cineblog

    Carla - Cineblog

    22 ago 2007 - 08:39 - #10
    0 punti
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    la parola ai giurati è bellissimooooooooooooooooooooooooo!!!!!

  • bmluckyjo

    22 ago 2007 - 09:52 - #11
    0 punti
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    La sceneggiatura dello SLEUTH diretto da Branagh è di HAROLD PINTER, che ne ha fatto - pare - qualcosa di diverso dall’originale di Anthony Shaffer diretto da Mankiewicz … il che significa 2 cose:
    1° - non lo si può definire un puro e semplice remake
    2° - potrebbe essere un capolavoro …

  • mluca

    23 ago 2007 - 13:13 - #12
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    caro “bmluckyjo” mi hai preceduto nel dare questa fondamentale informazione. per chi non lo conoscesse Pinter ha sceneggiato grandissimi film ed in particolare i capolavori di Losey il servo e l’incidente (entrambi con D.Bogarde) per chi non li avesse ancora visti li consiglio caldamente (il servo è anche uscito in dvd recentemente)

  • Venezia 64: Infamous giorno 2

    31 ago 2007 - 11:09 - #13
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    […] […]

  • […] Nel 1972 Joseph L. Mankiewicz chiudeva la sua carriera registica con un singolare giallo da camera, in cui metteva a confronto due generazioni di attori, e di conseguenza due diverse capacità di approccio alla recitazione: da una parte avevamo Laurence Olivier e dall’altra Michael Caine, in un incontro/scontro che teneva incollati allo schermo per quasi due ore e mezza. Nel 2007, Kenneth Branagh decide assieme a Jude Law di riportare sullo schermo Gli insospettabili. […]

  • […] Se a Venezia Mikhalkov ci presentava col suo bel 12 una versione di La parola ai giurati aggiornata ai tempi delle tensioni della guerra in Cecenia, anche il regista di Arca Russa vuole dire la sua su questa guerra. Ma non in modo politico o “banalmente” schierato, anche perché la guerra e le battaglie non si vedono: si vedono semmai le conseguenze sul territorio e gli stati d’animo degli esseri umani. […]