10 film horror anni ottanta da guardare ad Halloween 2022

Blogo vi propone 10 pellicole da guardare ad Halloween per un’ideale maratona horror con titoli tutti rigorosamente anni ottanta.

Finalmente ci siamo, il 31 ottobre è giunto e come ogni anno ci avviamo verso un nostalgico viale dei ricordi tra zucche intagliate, maratone horror e dolcetti di Halloween. La notte delle streghe di carpenteriana memoria è ormai alle porte, i pargoli sfidano la paura travestiti da mostri e deformi folletti, le abitazioni si popolano di scheletriche apparizioni e anche da noi una delle tradizioni americane più suggestive si fa largo tra feste a tema, travestimenti e maratone horror. Per chi come il sottoscritto ha vissuto Halloween sin da ragazzino attraverso gli episodi speciali dei serial tv americani, le incursioni notturne in compagnia dello Zio Tibia, gli horror anni ’80 e le suggestioni fiabesche di Ichabod Crane e il cavaliere senza testa, sa quanto Halloween possa risultare fascinosa e capace di creare un immaginario trasversale chye trascende tempo e mode.

1. La casa 2 / Evil Dead 2 (1987)

Questo sequel-remake del cult La Casa punta al grottesco e trascina lo spettatore in una frenetica giostra orrorifica in cui si ride, si urla e si applaude ad ogni surreale trovata di un Sam Raimi in stato di grazia. Evil Dead 2 è un perfetto connubio di horror, gore e humour nerissimo che non può assolutamente mancare in una maratona horror di Halloween che si rispetti. Da amanti dello splatter più estremo avremmo scelto l’originale cult low-budget “Evil Dead” datato 1981 ma è in realtà Evil Dead 2 ad incorporare quel folle umorismo nero che è parte dell’immaginario horror creato dal regista Sam Raimi e che esploderà in tutta la sua carica “fantasy” nel terzo capitolo L’armata delle tenebre, sequel che trasformerà l’Ash di Bruce Campbell e la sua motosega in una icona horror.  In “Evil Dead 2” il sangue assume una consistenza sciropposa e un colorazione pastello, le mutilazioni e mutazioni del primo capitolo lasciano il posto a stranianti sequenze in stop-motion con strafottenti moncherini posseduti, corpi decapitati che danzano al chiaro di luna e bulbi oculari che finiscono in bocche urlanti. In sala si ride, si grida, sembra di assistere ad una versione “ultradeformed” e iperviolenta di un corto dei Looney Toones; tutti si aspettavano uno splatter e si ritrovano con qualcosa di non immediatamente codificabile, tanto travolgente quanto sguaiato e farneticante. Il lisergico finale assurge a dimensioni-parallele, vortici spazio-temporali, l’iconico “Necronomicon” diventa portale e prepara lo spettatore alla terza avventura del mitico Ash e della sua inseparabile motosega, stavolta si combatterà in terra straniera dove Ash conoscerà gli orrori e l’ambizione di un alter ego malvagio e della sua mortifera “Armata delle tenebre”…ma questa è un’altra storia e un altro film.

2. The Fog (1980)

The Fog è uno dei titoli più d’atmosfera del maestro John Carpenter, una nebbia fitta che appare dotata di vita propria avanza inesorabile celando un passato oscuro e una maledizione che incombe su una cittadina marittima. Carpenter ci raduna davanti ad un fuoco e ci racconta una storia di fantasmi che incarna alla perfezione la tradizione di Halloween aggiungendovi un intrigante tocco di modernità. John Carpenter è uno dei più grandi registi horror di sempre capace di creare film di culto con budget ridotti ai minimi termini, in questo caso una nebbia che porta con sé gli spiriti tormentati e vendicativi dell’equipaggio di una nave spinta con l’inganno a schiantarsi contro gli scogli di una vicina cittadina costiera. Del film è stato realizzato un remake nel 2005 (The Fog – Nebbia assassina) a dir poco insulso di cui sconsigliamo vivamente la visione. Il fantasma principale di nome Blake è stato interpretato dal truccatore e mago degli effetto speciali Rob Bottin, che due dopo curerà per Carpenter gli scioccanti effetti speciali del remake “La cosa”. Carpenter ha indicato due fonti d’ispirazione per il film, entrambe legate alla Gran Bretagna: il film britannico I mostri delle rocce atomiche (1958) che trattava di mostri nascosti tra le nuvole e un viaggio a Stonehenge, l’antico monumento nel sud-ovest dell’Inghilterra, che era coperto dalla nebbia durante la visita di Carpenter con la produttrice Debra Hill. L’attrice Adrienne Barbeau e il regista John Carpenter all’epoca del film erano sposati e Carpenter scrisse il ruolo di Stevie Wayne appositamente per la moglie. “The Fog” è uno dei molti, troppi film stroncati all’epoca da una critica poco avvezza o in più di qualche caso apertamente ostile al genere horror, ma con il tempo “The Fog” si è guadagnato il suo status di film di culto, come molti altri film di Carpenter.

3. Non aprite quel cancello (1987)

Alcuni bambini rimasti soli a casa per il fine settimana si ritrovano ad aprire accidentalmente un accesso infernale, e a scatenare un’orda di demonietti animati in un mix di live-action e stop-motion. Non aprite quel cancello aka The Gate è uno dei miei personali cult adolescenziali che rispolvero sempre volentieri. Il cast include un giovanissimo Stephen Dorff al suo debutto cinematografico, mentre il titolo italiano del film ammicca al classico Non aprite quella porta (vedi anche “Non aprite quell’armadio” aka “Moster in the Closet”). “Non aprite quel cancello è un altro titolo perfetto per Halloween, capace di giocare con alcune paure tipiche dell’infanzia inserendo all’interno di quello che sembra un horror piuttosto innocuo demonologia, satanismo e creaturine infernali che negli anni ’80 hanno spopolato tra i patiti dell’horror, per il sottoscritto il film insieme a Scuola di mostri è da considerarsi il Goonies del genere horror.

4. Il ritorno dei morti viventi (1985)

Nella nostra lista non potevano mancare gli zombie e per non citare per l’ennesima volta l’inarrivabile La notte dei morti viventi, che sta ad Halloween come le zucche intagliate, abbiamo optato invece per una sorta di cugino “dissacrante” del cult di Romero, stiamo parlando naturalmente del classico Il ritorno dei morti viventi, film d’esordio di Dan O’Bannon, sceneggiatore di Alien, Space Vampires e Atto di Forza. Siamo lontani dalla saga di culto di Romero con la sua visione nichilista, I morti viventi di O’Bannon ne sono una versione alternativa e proprio per questo spassosa e intrigante nel suo approccio in stile zombie-comedy che poi ritroveremo in classici come L’alba dei morti dementi. Tra le scene cult ricordiamo lo zombie liquefatto in cantina, il torso di donna zombie che esclama “cervelli!” e il balletto in topless di Linnea Quigley su una tomba. Il film è interpretato da Clu Gulager (Nightmare 2, L’alieno), James Karen attore e caratterista di fama e volto popolare con ruoli in Tutti gli uomini del presidente e Poltergeist scomparso nel 2018 e l’immancabile reginetta dell’horror e “scream queen” Linnea Quigley, che nel film balla nuda su una tomba. Il film rivisita alcuni dei cliché legati agli zombie moderni e lancia il concetto di morti viventi che si cibano di cervelli e di zombie “veloci”. Il film ha le sue radici in un romanzo omonimo di John Russo.

5. Nightmare 3 – I guerrieri del sogno (1987)

Uno dei migliori sequel horror di sempre, il terzo Nightmare rivaleggia con l’originale e ha il pregio di includere il Freddy Krueger post-Craven ancora interpretato da un Robert Englund in forma smagliante. Il film diretto da Chuck Russell (Blob – Il fluido che uccide, the Mask) vede il ritorno di Heather Langenkamp e John Saxon nonchè il debutto cinematografico di Patricia Arquette. Abbiamo scelto Nightmare 3 – I guerrieri del sogno perché miscela passato e futuro, infatti ritroviamo i personaggi dell’originale, ma a livello sia di make-up che di caratterizzazione ritroviamo invece il Freddy Krueger post-Craven diventato icona horror e non quello meno teatrale che Craven aveva ideato per il “Nightmare originale”. Inoltre le location oniriche create per il film sono molto intriganti e coreografiche e mostrano un Freddy più “creativo” rispetto ai colleghi Jason e Michael.

6. Ammazzavampiri di Tom Holland (1985)

Ammazzavampiri aka Fright Night è per il sottoscritto il film di Halloween per antonomasia con il suo mix di horror e commedia, effetti speciali vecchio stampo e un cast davvero azzeccato. Il fan di film di vampiri Charlie Brewster (William Ragsdale) e l’anziano divo horror in disarmo Peter Vincent (Roddy McDowall) se la devono vedere con un vampiro in “carne e ossa” che si è appena trasferito nella casa accanto a quella di Charlie; così mentre giovani ragazze cominciano a sparire, Charlie scoprirà che i vampiri esistono davvero e ucciderli non è facile come in tv. Consigliamo caldamente anche il sequel Ammazzavampiri 2 mentre bocciamo il remake del 2011, Fright Night – Il vampiro della porta accanto, che non si è dimostrato minimamente all’altezza e se volete date pure un’occhiata al direct-to-video Fright Night 2 – New Blood con una protagonista mozzafiato e strizzatine d’occhio all’originale.

7. Re-Animator (1985)

Con Re-Animator si va a colpo sicuro come peraltro con il sequel Re-Animator 2 datato 1991, quest’ultimo un meraviglioso e sanguinoso omaggio al classico La moglie di Frankenstein di James Whale. Il personaggio del folle e genialoide scienziato Herbert West creato dallo scrittore Howard Phillips Lovecraft e ossessionato dalla morte, è stato per l’attore Jeffrey Combs quello che l’Ash di Evil Dead è stato per Bruce Campbell, trasformando di fatto Combs in un’icona horror. Chiunque si consideri un vero patito di horror non può non aver visionato “Re-Animator” almeno una volta e per chi ancora non l’ha fatto. questa potrebbe essere l’occasione giusta per riscoprire un gioiellino di culto.

8. Venerdì 13 parte VI – Jason vive di Tom McLoughlin (1986)

Per la saga di Venerdì 13 abbiamo scelto il sesto capitolo “Jason Vive” in cui assistiamo alla prima resurrezione di Jason con maschera da hockey e machete d’ordinanza. Abbiamo scelto questo capitolo per Hallowen in primis per la sequenza iniziale del cimitero, lapidi e camposanti nebbiosi sono immancabili per la Notte delle streghe, ma anche per un certo humour macabro che permea la pellicola e per il bodycount di 18 vittime, il più alto registrato nella saga.

9. Chi è sepolto in quella casa? (1986)

Altro giro e altro horror che sembra girato appositamente per una maratona di Halloween: Chi è sepolto in quella casa? (House), una commedia horror diretta da Steve Miner e prodotta da Sean S. Cunningham, due nomi di spicco legati al franchise di Venerdì 13. La storia originale alla base del film, poi intrisa di humour nero da Miner, è di Fred Dekker (Dimensione terrore, Scuola di mostri) che in origine aveva pensato ad un horror a tutto tondo. Protagonista assoluto del film William Katt, meglio conosciuto per il ruolo dell’insegnate Ralph Henley protagonista della serie tv Ralph supermaxieroe. Il film racconta la storia di uno scrittore tormentato che si trasferisce nella casa della zia defunta e cade vittima delle creature sovrannaturali che popolano la casa infestata, diventata accesso ad altre oscure dimensioni. Creature grottesche che ricordano quelle di “Evil Dead 2” di Sam Raimi, una location suggestiva, un protagonista affascinante e una irresistibile atmosfera anni ottanta rendono “Chi è sepolto in quella casa?” un titolo assolutamente da ripescare e Halloween sembra proprio il momento ideale.

10. In compagnia dei lupi (1984)

In compagnia dei lupi è una suggestiva fiaba horror fantasy di stampo gotico diretta dal regista inglese Neil Jordan, al suo secondo lungometraggio dopo il dramma Angel del 1982. Il film è interpretato da Sarah Patterson che tre anni dopo interpreterà Biancaneve nell’omonimo film di Michael Berz, Angela Lansbury meglio nota come La signora in giallo, Stephen Rea che nel 1992 conquisterà un Oscar come protagonista de La moglie del soldato diretto proprio da Jordan e David Warner che tre anni sopo reciterà nel fantasy Hansel e Gretel di len Talan. La sceneggiatura è stata scritta da Jordan e la scrittrice Angela Carter che ha adattato il suo racconto “La compagnia di lupi, Lupo – Alice e Il lupo mannaro” incluso nella sua raccolta di racconti “La camera di sangue” del 1979. Tra le curiosità legate al film, a causa di vincoli di budget e timori per la sicurezza, la maggior parte dei “lupi” in questo film sono in realtà cani da pastore di razza belga la cui pelliccia è stata tinta. Per alcuni dei primi piani di Rosaleen che interagisce con il lupo verso la fine del film, è stato utilizzato un vero lupo, uno dei due totali utilizzati durante le riprese. Stanley Kubrick è rimasto così colpito dalla scenografia di questo film che assunse Anton Furst per curare la scenografia di Full Metal Jacket.

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