Cannes 2011: pensiamo ai film

Con il Festival di Berlino ormai abbondantemente dietro le spalle, e con due annunci importanti in saccoccia (Robert De Niro Presidente di Giuria, Midnight in Paris di Allen ad aprire le danze), Cineblog come ogni anno prova a fare i suoi pronostici sui film che vedremo al Festival di Cannes, che quest’anno si terrà dall’11


Con il Festival di Berlino ormai abbondantemente dietro le spalle, e con due annunci importanti in saccoccia (Robert De Niro Presidente di Giuria, Midnight in Paris di Allen ad aprire le danze), Cineblog come ogni anno prova a fare i suoi pronostici sui film che vedremo al Festival di Cannes, che quest’anno si terrà dall’11 al 22 maggio. Un’edizione in cui Thierry Frémaux dovrà tirare fuori le unghie per riprendersi dalla deludente ultima edizione, e soprattutto stare attento ad un certo Marco Müller, che per l’ultima sua edizione veneziana promette scintille.

Al solito lo ripetiamo: si tratta di selezioni personali, di pronostici, e quasi nessuno dei seguenti titoli è dato per certo in alcuna selezione ufficiale del festival.

Stati Uniti

Si fa sempre un gran parlare dei film americani papabili per Cannes, e ogni anno qui su Cineblog ci immaginiamo grandi titoli. È anche vero però che le ultime edizioni, soprattutto l’ultima, hanno presentato pochi titoli statunitensi nelle sezioni principali (Fair Game era l’unico film americano in concorso nel 2010…). Ma tutto può succedere, e qualche nome che gira nell’aria è abbastanza certo ed è davvero interessante.

Da chi iniziare? Ovviamente da The Tree of Life, il film di Terrence Malick che è da Venezia 66 che ipotizziamo in ogni benedetto cartellone di ogni festival, da Cannes a Venezia, da Toronto fino anche a Roma. Sarà la volta buona? Almeno questo giro c’è una data d’uscita, ovvero il 18 maggio proprio in Francia (in Italia il 27): a meno che Malick non voglia fare il misterioso fino alla fine, e non c’è da escluderlo, la sua presenza a Cannes è quasi certa.

Altro titolo che potrebbe entrare nella selezione è il curioso e atteso Restless, nuovo film di Gus Van Sant: se però guardiamo le date d’uscita (già 24 marzo in Germania, da noi il 6 maggio, fonte Imdb), c’è qualcosa che non va. Cannes e Venezia accettano film mai usciti nelle sale, a meno che i film non siano usciti solo nei paesi d’origine, come avvenne due anni fa per Gli abbracci spezzati. Ma tutto può succedere, anche un posticipo di qualche settimana. O un’infrazione delle regole…

Insistenti i rumor che vogliono anche On the Road di Walter Salles in cartellone, forse fuori concorso, così come la presenza di Twixt Now and Sunrise, horror di Francis Ford Coppola. Papabile anche Larry Crowne, nuovo film da regista di Tom Hanks (uscita: 1 luglio). Glen Ficarra e John Requa potrebbero passare dall’Un certain regard del loro Colpo di fulmine – Il mago della truffa al concorso o al fuori concorso con Crazy, Stupid, Love (29 luglio), mentre David Gordon Green potrebbe presentare il proprio The Sitter. Intanto William Friedkin avrebbe finito il suo ultimo lavoro, Killer Joe.

Altro discorso quello relativo ai blockbuster, spesso presenti a Cannes nel fuori concorso. Tra i papabili ci sono, in ordine di distribuzione: Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides di Rob Marshall (18-20 maggio in mezzo mondo), Kung Fu Panda: The Kaboom of Doom di Jennifer Yuh (26 maggio; il primo capitolo venne presentato in anteprima proprio a Cannes), The Hangover 2 di Todd Phillips (26 maggio), X-Men: First Class di Matthew Vaughn (3 giugno: il terzo episodio venne presentato a Cannes), Super 8 di J.J. Abrams (10 giugno), Cars 2 di John Lasseter e Brad Lewis (24 giugno: un ritorno dopo Up) e Cowboys & Aliens di Jon Favreau (29 luglio).

Europa

Contro i “colossi” americani, ecco una nutrita e variegata pattuglia di film europei che potrebbero entrare dritti nel cartellone ufficiale e puntare dritti alla Palma d’Oro. Iniziamo da chi potrebbe giocare in casa, e mai come quest’anno la scelta è vasta. In prima linea ci sono loro, i fratelli Dardenne, di origine belga ma ormai di produzione francese, con l’atteso Délivrez-moi: difficile non vederli in concorso. Molto atteso anche Waiting for Azrael, nuovo lavoro della coppia di Persepolis Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi. Decisamente papabili anche L’empire di Bruno Dumont, Un amour de jeunesse di Mia Hansen-Løve, Bye Bye Blondie di Virginie Despentes, e Les Biens-Aimés di Christophe Honoré (attenzione al cast!).

Meno probabili, ma mai dire mai, Un été brûlant di Philippe Garrel (con la Bellucci), Vous n’avez encore rien vu di Alain Resnais (ma fonti dicono che sarebbe pronto appena per il 2012…), e il thriller The Monk di Dominik Moll. Dall’Inghilterra arrivano tre film decisamente interessanti, capitanati da Shame, nuovo film della scoperta Steve McQueen. Seguono la versione di Wuthering Heights dell’ottima Andrea Arnold e We Need to Talk About Kevin di Lynne Ramsay. Dall’Austria potrebbero arrivare, in diverse sezioni, due film austriaci, entrambi di Ulrich Seidl: il documentario Im Keller e il drammatico Paradies.

Duo da brividi dalla Spagna, formato da uno dei film più attesi dell’anno, ovvero il già ampiamente anticipato ma ugualmente misterioso La piel que habito di Pedro Almodóvar (in uscita il 2 settembre in Spagna: con quanto anticipo questa anteprima!), e The Impossible di Juan Antonio Bayona, co-prodotto con gli States e ambientato nel 2004 nel periodo in cui lo tsunami si abbattè sulle coste della Thailandia.

Tre film per tre nazioni: il già dato per certo Melancholia (Danimarca), catastrofico firmato Lars von Trier dopo le polemiche e i fischi di Antichrist, Le Havre (Finlandia) di Aki Kaurismäki, e Loverboy (Romania) di Cătălin Mitulescu. Chiude il cerchio Cool Water di Emir Kustrica, con Tahar Rahim, forse presente anche con il bellico Les hommes libres di Ismaël Ferroukhi e un film orientale (leggete sotto): ma da quando Johnny Depp ha abbandonato il progetto sembra non essere andato proprio in porto…

Italia

Se ogni anno ci si lamenta della mancanza di titoli nostrani in concorso, con l’edizione del 2008 ormai eterno fantasma pronto a colpire, ecco che quest’anno di cinema italiano che conta se ne potrebbe vedere a Cannes. Ad iniziare dalla grande co-produzione internazionale del nostro This must be the place di Paolo Sorrentino con Sean Penn, uno dei titoli più attesi dell’anno. Ugualmente atteso (e amato in Francia) Nanni Moretti con il suo Habemus Papam.

Potrebbe essere pronto per Cannes anche Terraferma, ultima fatica del nostro Emanuele Crialese, così come sarebbe sempre più quotata la presenza di Gianni Amelio con il suo Il primo uomo. Dopo essere già uscito nelle nostre sale, anche Il gioiellino di Andrea Molaioli sarebbe in predicato per entrare in una sezione del festival, così come Anch’io ero comunista, nuovo documentario di Mimmo Calopresti. Quest’anno titoli e registi italiani importanti ed interessanti non ne mancano.

Oriente

Uno dei film orientali più attesi degli ultimi anni è senza dubbio lui, The Grandmasters, che segna il ritorno dietro la macchina da presa di Wong Kar Wai: sarà finalmente pronto dopo mesi e mesi di attesa? Potrebbe tornare a Cannes anche Johnnie To con Life Without Principle, così come il filippino Brillante Mendoza che, dopo aver “tradito” Cannes per Venezia con il suo ultimo Lola, potrebbe tornare con Captured (protagonista Isabelle Huppert, che l’aveva premiato proprio sulla Croisette). Attenzione poi a Love & Bruises di Lou Ye (con Tahar Rahim, che così ha tre film papabili per Cannes), Assassin di Hou Hsiao-Hsien ed Eleven Flowers di Wang Xiaoshuai.

Resto del mondo

I nomi importanti non sono affatto finiti, perché altre nazioni hanno le loro carte da giocarsi. Direttamente dal Canada ecco tornare il nostro amato David Cronenberg con il torbido A Dangerous Method; ad affiancarlo ci potrebbe essere Take This Waltz, nuovo film da regista della brava Sarah Polley. Dalla Russia con furore: dato ormai per certo, dopo più di un anno di attesa, il Faust di Aleksandr Sokurov, ed Elena di Andrei Zvyagintsev. Papabile anche Upon A Time In Anatolia dell'”abbonato” a Cannes (e premiato) Nuri Bilge Ceylan. Se qualcuno vi dice che ci sarà The Congress di Ari Folman, non dategli retta: sarà forse pronto per il 2013.

Cannes o Venezia?

Madonna ha presentato qualche minuto a Berlino del suo nuovo W.E. (sulla storia d’amore tra Edoardo VIII e Wallis Simpson), e in molti pensavano che il film sarebbe stato pronto per Cannes: la stessa regista ha però detto che non ci sarà, ma che il film potrebbe avere l’anteprima in un festival autunnale. E si dice che Müller lo voglia a tutti i costi. Molto interessante il nuovo lavoro di Amir Naderi in trasferta giapponese col suo Cut: ma Naderi è sempre stato molto attaccato a Venezia (celebre la proiezione “illegale” e senza sottotitoli de Il corridore, ma anche la presenza in concorso del fenomenale Vegas: Based on a True Story), anche se ha presentato qualche sua opera a Cannes. Chissà.

Anche Nicholas Winding Refn è molto legato a Venezia, come ci ricorda la proiezione in anteprima del suo ultimo Valhalla Rising, e così l’anteprima del suo Drive potrebbe essere al Lido e non a Cannes, complice la data d’uscita (16 settembre). È quasi impossibile poi che Michael Haneke possa finire il suo Amour in tempo, e quindi la sua data di distribuzione slitta, con buone possibilità per Venezia. Ed infine un piatto forte: il doppio Steven Spielberg. Possibile che né Cannes e né Venezia vogliano avere almeno uno tra War Horse e The Adventures of Tintin: The Secret of the Unicorn, in uscita (provvisoria?) rispettivamente il 28 e il 23 dicembre?

Appuntamento ad aprile per l’annuncio della selezione ufficiale.

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