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Oscar 2014 migliore fotografia: The Grandmaster, Gravity, A proposito di Davis, Nebraska, Prisoners

Il prossimo 2 marzo saranno annunciati i vincitori degli Oscar 2014. Scopri e vota con Cineblog tutti i candidati alla categoria Migliore fotografia.

pubblicato 7 Febbraio 2014 aggiornato 31 Luglio 2020 04:27

Ancora un approfondimento con annesso sondaggio in attesa della consegna il prossimo 2 marzo degli Oscar 2014.

Dopo i candidati per la miglior scenografia, i migliori costumi e il miglior trucco e acconciatura è il turno di un’altra categoria squisitamente tecnica con i 5 nominati alla Migliore fotografia.

Quest’anno designate a concorrere nella prestigiosa categoria per la Migliore fotografia sono le suggestioni cromatiche del biopic con arti marziali The Grandmaster, la fotografia virtuale del dramma a sfondo spaziale Gravity favorito nella categoria insieme alle originali scelte cromatiche delle commedia A proposito di Davis dei fratelli Coen, a loro si aggiungono lo splendido bianco e nero di Nebraska e le suggestive cromie del cupo thriller Prisoners.

A seguire trovate un sondaggio in cui potete esprimere la vostra preferenza sulla categoria e a seguire il consueto approfondimento sui film candidati.

The Grandmaster

2 in totale le candidature, entrambe in ambito tecnico, ricevute dal biopic di Wong Kar-wai che riporta su grande schermo, dopo la tetralogia Ip Man, la storia del leggendario maestro di kung fu e mentore di Bruce Lee.

– Il direttore della fotografia francese Philippe Le Sourd è alla sua prima candidatura all’Oscar e per questo film ha ricevuto anche una nomination dall’American Society of Cinematographers (ASC Awards).

– Le Sourd ha descritto l’esperienza come “un bel viaggio” e qualcosa di trascendente: “Ho avuto la sensazione di fare qualcosa per il cinema. Non si tratta di qualcosa che riguarda un film in particolare. Si tratta di qualcosa che riguarda il cinema“. Le Sourd parlando di The Grandmaster ha parlato di qualcosa che si muove al di là di una esperienza professionale vista anche la durata della produzione che ha richiesto ben due anni: “Quando si rimane così a lungo, diventa parte di te. Diventa pare del proprio cammino personale“. Lo stile di regia di Wong Kar-Wai che punta sull’istintivo e spesso sull’improvvisazione ha costretto Le Sourd a tenere un diario sempre a portata di mano, solo così poteva mantenere una coerenza visiva e ricordare dove erano tutte le sue luci e quali erano i colori che stava utilizzando: “E’ stata molta dura. Ho tenuto un diario di quello che facevo ogni giorno, con la posizione delle luci. Perché c’era la possibilità di dover tornare e riprendere la stessa scena a due anni di distanza“.

– I crediti di Le Sourd includono anche il drammatico Sette anime (2008) di Gabriele Muccino e la commedia romantica Un’ottima annata – A Good Year (2006) di Ridley Scott.

Gravity

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Sono 10 in totale le nomination ricevute dal dramma a sfondo spaziale di Alfonso Cuaron e quella per la migliore fotografia vede il film tra i favoriti ala vittoria finale dopo il premio assegnatogli dall’American Society of Cinematographers (ASC Awards).

– Il direttore della fotografia messicano Emmanuel Lubezki con Gravity è alla quinta collaborazione con Alfonso Cuaron con cui ha girato anche Paradiso perduto (1998), Y tu mamá también (2000), il dramma per famiglie La piccola principessa (1995) e il dramma futuristico I figli degli uomini (2006).

– Per Lubezki questa è la sesta candidatura all’Oscar, le altre sono state per i citati I figli degli uomini (2006) e La piccola principessa (1995) a cui si aggiungono il fantasy Il mistero di Sleepy Hollow (2000) e due film girati con Terence Malick: The New World (2005) e The Tree of Life (2011).

– Lubezki a proposito della difficoltà di far integrare fotografia tradizionale e virtuale: “La parte più difficile per me è stata l’integrazione tra la fotografia virtuale e il live-action. E così la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di creare degli storyboard, poi fare un previsualizzazione di tutto il film e poi aggiungere tutti questi livelli nella ‘previs’. Che era per necessità una metodologia di lavoro per illuminare tutta l’animazione. Quando abbiamo finito la ‘previs’ con il suono e alcuni effetti, l’ho mostrata a mia figlia e lei ha pensato fosse il film vero e proprio“.

– I crediti di Lubezki includono anche Il profumo del mosto selvatico (1995), Alì (2001), Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi (2004), To the Wonder (2012).

A proposito di Davis (Inside Llewyn Davis)

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In totale sono 2 (fotografia e sonoro) le candidature all’Oscar assegnate al film dei fratelli Coen, una sorta di biopic immaginaria in parte ispirata ai cantanti folk Van Ronk e Jack Elliott e più in generale alla scena musicale folk newyorchese degli anni ’60.

– Il direttore della fotografia francese Bruno Delbonnel è alla sua quarta candidatura all’Oscar, le altre gli sono state assegnate per la commedia Il favoloso mondo di Amelie (2001), il dramma romantico Una lunga domenica di passioni (2004) e il sequel-fantasy Harry Potter e il principe mezzosangue (2009).

– Delbonnel parla delle scelte cromatiche del film rispetto all’epoca e alla location newyorchese: “Non cerco di ricreare qualsiasi cosa. Guardo sempre avanti, non indietro. Gli anni ’60 a Parigi erano totalmente diversi rispetto a New York. New York è una città molto particolare, come Parigi è una città molto speciale. Hanno le loro vibrazioni. Sono cresciuto a Parigi, che non ha nulla in comune con New York. Parigi negli anni ’60 era lontana da New York sia come distanza che nella cultura. Quindi non ho provato a fare un film d’epoca. Quando ho fatto ‘Across the Universe’, che era un film ambientato negli anni ’60, non era interessante ricreare quell’epoca. Dovremmo usare Kodachrome o una macchina da presa d’epoca per ricreare qualcosa? Questo è noioso. E’ più su l’umore. L’umore è molto più interessante. Così lo stato d’animo di ‘A propsoito di Davis’ riguardava la tristezza. Questo è quello che ho cercato di fare in questo film“.

– I crediti di Delbonnel includono anche il crime-drama Autoreverse (2003), la commedia musicale Across the Universe (2007) e il remake fantasy Dark Shadows (2012).

Nebraska

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Sono 6 in totale le nomination collezionate dal dramma di Alexander Payne che racconta, in un suggestivo bianco e nero, un rapporto padre-figlio che si dipanerà e chiarificherà tra incomprensioni e confessioni attraverso un viaggio all’insegna del catartico.

– Il direttore della fotografia statunitense di origine greca Phedon Papamichael è alla sua prima candidatura all’Oscar. Per Nebraska Papamichael è già stato candidato ai BAFTA e agli ASC Awards.

– “Nebraska” è la terza collaborazione consecutiva di Papamichael con il regista Alexander Payne dopo Paradiso Amaro. Il direttore della fotografia spiega la scelta di realizzare il film in bianco e nero: “Non c’era una ragione intellettuale o simbolicamente creativa per il bianco e nero, ci sembrava essere il formato appropriato. Quando Alexander e io stavamo crescendo un sacco di linguaggio cinematografico ci è stato insegnato in bianco e nero. Lui è cresciuto guardando western in bianco e nero e film giapponesi, io sono cresciuto a Monaco assorbendo la nuova ondata tedesca, quindi siamo giunti alla decisione insieme e molto naturalmente.

– Papamichael ha all’attivo come direttore della fotografia quarantaquattro lungometraggi tra cui la commedia romantica I perfetti innamorati con Julia Roberts e Catherine Zeta-Jones, il dramma biografico Patch Adams interpretato da Robin Williams e il dramma Phenomenon con John Travolta e diretto da Jon Turteltaub, con quest’ultimo Papamichael ha girato anche il romance Un amore tutto suo e la commedia sportiva Cool Runnings.

– Papamichael ha diretto in veste di regista 5 lungometraggi tra cui l’horror From Within (2008) e il drammatico Arcadia Lost (2010).

– I crediti di Papamichael includono anche The Million Dollar Hotel (2000), Identità (2003), La ricerca della felicità (2006), Le idi di marzo (2011) e Monuments Men (2014).

Prisoners

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Unica nomination per il thriller diretto da Denis Villeneuve e interpretato da Hugh Jackman nei panni di un padre disperato e disposto a tutto per ritrvare la figlioletta rapita.

– Questa per il direttore della fotografia Roger Deakins (assiduo collaboratore dei fratelli Coen) è l’undicesima candidatura all’Oscar, tra le altre nomination ricevute segnaliamo la prima per Le ali della libertà (1995), quelle per Fargo, Non è un paese per vecchi, L’uomo che non c’era e Il grinta tutti film diretti dai fratelli Coen e più recentemente per il sequel 007 – Skyfall.

– Deakins parla delle riprese di Prisoners: “La cosa più difficile era che stavamo girando ad Atlanta, che non era famosa per essere una città piovosa, ma siamo stati molto fortunati perché Atlanta ha avuto l’inverno più piovoso registrato da diversi anni. Denis [Villeneuve, il regista] era molto insistente su questo aspetto. In Skyfall volevamo un grigio chiaro quando stavamo girando a Londra, ma non ci siamo riusciti e ci siamo dovuti attenere alla situazione cimatica che avevamo. Per Prisoners era diverso, era importante per un film con quel tipo di atmosfera cupa“.

– I crediti di Deakins includono anche Le montagne della luna (1990), Il grande Lebowski (1998), A Beautiful Mind (2001), L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (2007), The Reader – A voce alta (2008).

Fonti | Playlist / Indiewire/ Collider / Screendaily

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