Oscar 2013: i 71 film candidati per la categoria Miglior Film Straniero

Cesare deve morire dei Taviani rappresenterà l’Italia agli Oscar 2013: ma contro chi dovrà vedersela? Ecco gli altri titoli, nazione per nazione.

Update 9 ottobre: aggiorniamo il vecchio post con i film che mancavano alla lista e che sono stati resi noti solo da poche ore. La lista completa è dopo il salto.

E dopo l’annuncio che il film dei fratelli Taviani Cesare deve morire sarà il candidato dell’Italia alla corsa della statuetta per il Miglior film straniero degli Oscar 2013, diamo un’occhiata agli altri titoli scelti dalle nazioni che li hanno già annunciati. Ne mancano circa una quindicina, che avremo entro il 1 ottobre. Quale sarà il film che succederà a Una separazione, il capolavoro di Asghar Farhadi che ha vinto come Miglior film straniero l’anno scorso? Prima di addentrarci nell’analisi, parliamo di polemiche: perché sappiamo bene che questo è terreno fertile…

L’anno scorso quella più “tosta” venne dalla Russia, che candidò Burnt By the Sun 2: Citadel di Nikita Mikhalkov, discusso Presidente dell’Unione dei cineasti russi. Il titolo fu scelto nonostante il clamoroso flop di critica e pubblico, e a discapito del Faust di Sokurov ed Elena di Zvyagintsev. Partiamo quindi proprio da dove eravamo rimasti: dall’Iran. La nazione ha boicottato gli Oscar dopo il caso Innocence of Muslims, il film “satirico” anti-Islam all’origine dell’attacco alle ambasciate Usa. Il comitato di selezione iraniano aveva già scelto il titolo da candidare, ovvero A Cube of Sugar di Seyyed Reza Mir-Karimi.

Diamo assieme adesso un’occhiata ai film ipoteticamente più “forti” della lista, alla quale – lo ricordiamo ancora – manca ancora qualche titolo. Tutti i film già candidati li trovate, nazione per nazione, dopo il salto. Vi ricordiamo anche di non perdere le prime previsioni degli Oscar 2013 di Cineblog, e che le nomination saranno annunciate il 10 gennaio.

I titoli più “forti”

Premessa doverosa: è al solito presto per fare previsioni. Ma a noi sembra che la partita sia tra due film: Amour di Haneke (Austria) e Quasi amici (Francia). Il primo, Palma d’oro a Cannes 2012, se non sarà nominato scatenerà un putiferio; il secondo ha alle spalle la protezione di Harvey Weinstein. Ma la storia, anche recente, ci ha insegnato che spesso e volentieri il terzo gode: vedi alla voce Departures (che sconfisse nel 2009 La classe e Valzer con Bashir) e Il segreto dei suoi occhi (che nel 2010 sconfisse Il nastro bianco e Il profeta).

E chi potrebbe essere, oggi, questo “terzo incomodo”? Bisognerà stare attenti a Lore (Australia), premiato dal pubblico a Locarno, e ad A Royal Affair (Danimarca), premiato a Berlino. Scelte più squisitamente “di nicchia”, ma possibilissime, sono anche Fill the Void (Israele), premiato a Venezia, Blood of My Blood (Portogallo), e Sister (Svizzera), premiato a Berlino. Dall’India arriva poi un film già molto amato dal pubblico, un vero crowd-pleaser: Barfi!. Abbiamo visto come due film vengono dalla Berlinale: come non citare quindi proprio l’Orso d’oro, Cesare deve morire? Il premio internazionale gli darà la giusta visibilità.

Una scelta complessa e decisamente cinefila sarebbe Beyond The Hills (Romania), premiato a Cannes, ma forse troppo freddo e ostico per l’Academy. Però la nomination di Kynodontas ce la ricordiamo bene, quindi mai dire mai. Difficile venga inserito nella cinquina Pietà (Corea del sud), Leone d’oro a Venezia, troppo poco amato dalla critica americana e probabilmente troppo crudo. Ma se ci sarà, noi faremo festa. E faremo festa, tanta festa!, se ci sarà No (Cile): il capolavoro di Larrain, in uscita da noi a dicembre, si meriterebbe una nomination d’ufficio.

Dopo il salto trovate tutti i film candidati, nazione per nazione.

I film candidati, nazione per nazione

Afghanistan: The Patience Stone – Atiq Rahimi
Albania: Pharmakon – Joni Shanaj
Algeria: Zabana! – Saïd Ould Khelifa
Argentina: Clandestine Childhood – Benjamín Ávila
Armenia: If Only Everyone – Natalia Belyauskene
Australia: Lore – Cate Shortland
Austria: Amour – Michael Haneke (recensione)
Azerbaigian: Buta – Ilgar Najaf
Bangladesh: Ghetuptra Kamola – Humayun Ahmed
Belgio: Our Children – Joachim Lafosse
Bosnia ed Erzegovina: Children of Sarajevo – Aida Begić
Brasile: The Clown – Selton Mello
Bulgaria: Sneakers – Valeri Yordanov
Cambogia: Lost Loves – Chhay Bora
Canada: War Witch – Kim Nguyen
Cile: No – Pablo Larrain (recensione)
Cina: Caught in the Web – Chen Kaige
Colombia: El Cartel de los Sapos – Carlos Moreno
Croazia: Vegetarian Cannibal – Branko Schmidt
Corea del Sud: Pietà – Kim Ki-duk (recensione)
Croazia: Cannibal Vegetarian – Branko Schmidt
Danimarca: A Royal Affair – Nikolaj Arcel
Estonia: Mushrooming – Toomas Hussar
Filippine: Bwakaw – Jun Lana
Finlandia: Purge – Antti Jokinen
Francia: Quasi amici – Eric Toledano e Olivier Nakache (recensione)
Georgia: Keep Smiling – Rusudan Chkonia
Germania: Barbara – Christian Petzold
Giappone: Our Homeland – Yong-hi Yang
Grecia: Unfair World – Filippos Tsitos
Groenlandia: Inuk – Mike Magidson
Hong Kong: Life Without Principle – Johnnie To (recensione)
Islanda: The Deep – Baltasar Kormákur
India: Barfi! – Anurag Basu
Indonesia: Tiny Dancer – Ifa Isfansyah
Iran: – non partecipa per boicottaggio
Israele: Fill The Void – Rama Burshtein (recensione)
Italia: Cesare deve morire – Paolo e Vittorio Taviani (recensione)
Kazakistan: Myn Bala – Akan Satayev
Kenya: Nairobi Half Life – David ‘Tosh’ Gitonga
Kyrgyzstan: The Empty Home – Nurbek Egen
Lettonia: Gulf Stream under the Iceberg – Yevgeny Pashkevich
Lituania: Ramin – Audrius Stonys
Macedonia: The Third Half – Darko Mitrevski
Malesia: Bunohan – Dain Iskandar Said
Messico: After Lucia – Michel Franco
Marocco: Death For Sale – Faouzi Bensaïdi
Norvegia: Kon-Tiki – Joachim Rønning e Espen Sandberg
Olanda: Kauwboy – Boudewijn Koole
Paesi Bassi: Kauwboy – Boudewijn Koole
Palestina: When I Saw You – Annemarie Jacir
Perù: The Bad Intentions – Rosario García-Montero
Polonia: 80 Million – Waldemar Krzystek
Portogallo: Blood of My Blood – João Canijo
Repubblica Ceca: In The Shadows – David Ondricek
Repubblica Dominicana: Check Mate – José María Cabral
Romania: Beyond the Hills (Oltre le colline) – Cristian Mungiu (Recensione e trailer italiano)
Russia: White Tiger – Karen Shakhnazarov
Serbia: When Day Breaks – Goran Paskaljević
Singapore: Already Famous – Michelle Chong
Slovacchia: Made in Ash – Iveta Grófová
Slovenia: A Trip – Nejc Gazvoda
Spagna: Blancanieves – Pablo Berger
Svezia: The Hypnotist – Lasse Hallström
Svizzera: Sister – Ursula Meier
Taiwan: Touch of the Light – Chang Jung-Chi
Territori palestinesi: When I Saw You – Annemarie Jacir
Thailandia: Headshot – Pen-Ek Ratanaruang
Turchia: Where the Fire Burns – Ismail Gunes
Ucraina: Firecrosser – Mykhailo Illienko
Ungheria: Just The Wind – Benedek Fliegauf
Venezuela: Rock, Paper, Scissors – Hernán Jabes
Vietnam: The Scent of Burning Grass – Nguyen Huu Muoi

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