David di Donatello 2023: annunciati i 10 candidati in lizza per il Miglior Documentario

Annunciati dall’Accademia del Cinema Italiano i 10 documentari in lizza per un posto nella rosa dei candidati al Premio David di Donatello – Cecilia Mangini 2023,

Sono state selezionate le dieci opere che si contenderanno un posto nella cinquina del Premio David di Donatello – Cecilia Mangini 2023 al miglior documentario. Ad annunciare i titoli delle dieci pellicole Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell’Accademia del Cinema Italiano.

A seguire i titoli scelti dall’apposita commissione per i documentari composta da Guido Albonetti, Pedro Armocida, Osvaldo Bargero, Raffaella Giancristofaro, Stefania Ippoliti, Elisabetta Lodoli, Pinangelo Marino e Giacomo Ravesi.

Il Cerchio di Sophie Chiarello

Franco Zeffirelli, conformista Ribelle di Anselma Dell’Olio

Gigi la legge di Alessandro Comodin

In Viaggio di Gianfranco Rosi

Kill Me If You Can di Alex Infascelli

Last Stop Before Chocolate Mountain di Susanna Della Sala

Il posto di Mattia Colombo e Gianluca Matarrese

Svegliami a mezzanotte di Francesco Patierno

The matchmaker di Benedetta Argentieri

La timidezza delle chiome di Valentina Bertani

La Giuria dell’Accademia voterà una prima volta per individuare la cinquina di candidati al premio e, successivamente, decreterà il vincitore del David per il miglior documentario intitolato alla memoria di Cecilia Mangini, scomparsa a Roma nel 2021, instancabile indagatrice del reale e indimenticata pioniera e outsider del cinema italiano.

“Questa selezione – dichiara in una nota la Commissione – è il frutto della visione di 132 opere, che testimoniano una notevole, entusiasmante varietà di temi e approcci stilistici e produttivi. Il lavoro di definizione della decina di anno in anno risulta più complesso perché la qualità e la profondità delle opere presentate sono sempre più evidenti e solide. Se da un lato il vincolo stretto dei dieci titoli voluto dall’Accademia è una garanzia di rigore, dall’altro si rivela un meccanismo che impone delle scelte stringenti; tuttavia consideriamo il cospicuo numero di opere meritevoli di essere segnalate e promosse come un ottimo segnale per la produzione documentaria italiana post pandemica e la prova incoraggiante del valore del lavoro di autrici e autori, sia già affermati che esordienti, che hanno voluto sottoporre le loro opere alla commissione del David di Donatello per il miglior documentario. Rispetto agli anni precedenti, la selezione si è aperta in maggiore misura a tematiche sociali di respiro anche internazionale. Mentre dell’insieme dei film presentati ci preme sottolineare la ricorrenza sull’atrocità dei conflitti bellici, gli effetti disumani e paradossali dei fenomeni migratori, la domanda di lavoro e l’esigenza di riflessione sul passato, non solo del nostro Paese, oltre al più tradizionale riconoscimento agli italiani che si sono distinti nel campo della cultura.”

Fonte: David di Donatello

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