Ke Huy Quan pronto a riprendere il ruolo di “Data” in un eventuale Goonies 2

Ke Huy Quan fresco di un Golden Globe come miglior attore non protagonista è pronto a tornare nei panni di Data se mai ci fosse un “Goonies 2”.

Ke Huy Quan fresco di un Golden Globe al miglior attore non protagonista per Everything Everywhere All At Once, si è recentemente offerto per tornare nel ruolo di Short Round, il ragazzino di Indiana Jones e il tempio maledetto, nella serie tv spinoff attualmente in sviluppo ambientata nell’universo dell’archeologo più amato del grande schermo.

Quan si sta godendo un rilancio di carriera a dir poco entusiasmante, che ha portato anche ad una certa e comprensibile nostalgia per personaggi che lo hanno reso molto popolare negli anni ottanta, oltre a Short round, Quan è ricordato per l’adorabile inventore pasticcione “Data” del classico I Goonies, si proprio quello degli ormai iconici “tracobetti”. In una recente intervista con il sito Deadline, all’attore è stato chiesto di un eventuale sequel de “I Goonies” e se sarebbe interessato a tornare nei panni di Data.

Negli ultimi 30 anni abbiamo provato a fare Goonies 2. Avrei voluto che fosse successo quando ero giovane, pensavo che ne avrei avuto bisogno per fare un ritorno alla carriera. Avevamo numerose sceneggiature, ma nessuna che ritenesse di poter essere all’altezza dell’originale. Purtroppo abbiamo perso Dick Donner, il capitano della nostra nave. Non so davvero se ci sarà un Goonies 2, ma sono aperto a rivisitare il personaggio.

Steven Spielberg, all’epoca produttore esecutivo del film, aveva parlato a suo tempo della possibilità di un sequel durante la reunion de “I Goonies”, ma a quanto apre la paura di rovinare un classico incombe ad ogni nuova idea per una rivisitazione.

Chris, Dick, io e Lauren [Shuler Donner] abbiamo avuto molte conversazioni a riguardo, e ogni due anni ci viene in mente un’idea, ma poi non regge. Il problema è l’asticella che tutti voi avete alzato su questo genere. Non credo che siamo riusciti a trovare un’idea migliore de I Goonies che abbiamo realizzato negli anni ’80.

“I Goonies 2” è, alla stregua di un Beetlejuice 2, un miraggio che i fan e gli stessi creatori stanno rincorrendo da decenni; se per un altro classico come Ritorno al futuro è chiaro che non vedremo mai un remake o un reboot, almeno fino a che i detentori dei diritti saranno in vita, per “I Goonies” le voci e le smentite si sono rincorse quanto le vanificate speranze espresse di volta in volta dai membri del cast originale. L’ultima idea per un sequel l’ha lanciata Adam F. Goldberg noto per aver creato la serie tv The Goldbergs, in cui l’autore ha omaggiato i Goonies con l’episodio “I Goldberg non si arrendono mai”. Goldberg che durante la pandemia ha scritto una sceneggiatura dal titolo “The Goonies II: Never Say Die”, ha incontrato il regista Richard Donner prima della sua morte per proporgli l’idea, ma di quell’incontro non si è saputo nulla.

Sandberg all’epoca ha pubblicato anche un artwork del potenziale sequel che mostra una giovane ragazza con la chiave del pirata Willy l’orbo, in piedi di fronte all’organo fatto di teschi e ossa del film originale. Dalla targa “Bone Organ, 1632” di fronte all’organo e da una porta munita di cartello (“Willie’s Wild Water Slide”) che si scorge nell’angolo in alto a destra, si evince che l’area nel frattempo è stata trasformata in una sorta di attrazione turistica.

Steven Spielberg e Ke Huy Quan sono ancora in ottimi rapporti, fu il regista a sceglierlo per il ruolo di Short Round in “Indiana Jones e il tempio maledetto” quando l’attore aveva solo 13 anni. Quan in una intervista rilasciata al Guardian lo scorso anno ha ricordato questo affetto che lo lega a Spielberg dai tempi di “Indy”.

Mi ha dato il mio primo lavoro e, tanti anni dopo, non mi ha dimenticato. Ogni volta che ho avuto bisogno di aiuto, lui era sempre lì. In ‘Indiana Jones’ ero l’unico bambino, quindi ho ricevuto tutto l’amore e l’attenzione. Ne “I Goonies”, ero uno dei sette, quindi lottavo costantemente per attirare l’attenzione. Ma era qualcosa che mi era molto familiare: i miei genitori avevano nove figli. È stato molto divertente, specialmente quei fantastici set. Andare al lavoro era come andare al parco giochi”. Spielberg è stata la prima persona a mettere una faccia asiatica in un blockbuster di Hollywood. Short Round è divertente, è coraggioso, salva il culo a Indy. Allora era una rarità. Dopo per molti anni, siamo tornati al punto di partenza.

Un altro “mentore” di Quan è stato naturalmente Harrison Ford, i due attori che non si vedevano dai tempi de “Il tempio maledetto” si sono incontrati lo scorso anno in occasione di una reunion organizzata per la convention D23 di Disney. Ford in un’intervista con Uproxx ha ricordato con grande piacere la reunion con Quan.

O si. Sì, è stato bello vederlo. Ho avuto l’opportunità di vedere il film. È davvero fantastico nel suo film. E sono stato così felice di vederlo…e di quello che è diventato. Sono così felice per lui. È anche un ragazzo così felice.

Quando il giornalista ha informato Ford che Quan “probabilmente otterrà una nomination all’Oscar” per il suo ruolo in “Everything Everywhere All at Once”, Ford ha risposto: “E’ meritato! Davvero meritato.”

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