Martin Scorsese ricorda Bertrand Tavernier su Instagram

Il regista italo-americano ha affidato ai social il suo messaggio di commiato a seguito della dipartita dell’amico Bertrand, ricordo sentito ed affettuoso

Venerdì scorso è venuto a mancare Bertrand Tavernier, una delle figure più eclettiche (come lo definì la Mostra di Venezia allorché gli assegnò il Leone d’Oro alla carriera),dell’intero panorama cinematografico francese. Regista e critico, difficile stabilire in che misura o in che ordine entrambe le cose, Tavernier sembra fosse ossessionato dal Cinema, da cui ha ricevuto ma al quale ha anche dato parecchio.

Martin Scorsese, che lo conosceva personalmente, si è affidato a Instagram per rendere pubblico un accorato messaggio di commiato da colui che di fatto era un amico. Alcune sentite considerazioni, di cui è opportuno prendere nota, perché il Cinema è fatto anche di queste cose, ricordi e rievocazioni da parte di coloro che hanno contribuito a scandirne il ritmo nei decenni. Senza aggiungere altro, qui sotto trovate il post in questione, seguito dalla nostra traduzione.

 

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Conobbi Bertrand Tavernier a inizio anni ’70. Lui e il suo caro amico Pierre Rissient avevano visto Mean Streets parlandone molto bene pubblicamente, e questo per me significò molto. Ho subito capito che Bertrand conoscesse la storia del cinema da cima a fondo. E ne era profondamente appassionato a tutti i livelli – riguardo ai film che amava e a quelli che odiava, appassionato nel segnalare nuove scoperte così come nel rivalutare figure dimenticate (fu Bertrand a condurre l’importante riscoperta di Michael Powell), appassionato dei film che lui stesso ha fatto. Come cineasta aveva una voce così peculiare, simile a nessun altro. In particolare ho amato un suo film del 1984, Una domenica in campagna, curato in maniera così attenta che sembrava uscisse fuori dal mondo dell’impressionismo. Ho amato tutti i suoi film in costume, come Che la festa cominci… e Capitan Conan, nonché i suoi adattamenti di Simenon (L’orologiaio di Saint-Paul, il suo film d’esordio) e di Jim Thompson (Coup de Torchon, adattato da Pop. 1280). Ero seduto al loro tavolo quando Bertrand ed Irwin Winkler trovarono l’accordo per il suo bel Round Midnight – A mezzanotte circa, e ricordo con piacere la mia piccola parte nel ruolo dell’agente di Dexter Gordon. Bertrand conosceva intimamente ogni angolo del cinema francese, e penso che dobbiamo ritenerci fortunati che sia riuscito a completare il suo epico documentario, un viaggio attraverso la sua storia, qualcosa di rara bellezza. Altrettanto intimamente conosceva il cinema americano, tanto che lui e Jean-Pierre Coursodon scrissero, aggiornandolo di frequente, un dizionario dei registi americani, che a questo punto sarebbe opportuno venisse tradotto in inglese. Una cosa riguardo a Bertrand, nota a tutti i suoi amici e i suoi cari: era talmente appassionato che poteva condurti allo sfinimento. Era capace di stare seduto ore e ore, dibattendo a favore o contro un film o un regista, un musicista, un libro o una posizione politica, tanto che a un certo punto veniva da chiederti: da dove viene tutta quella energia? È difficile credere che non avrò più l’opportunità di stare dall’altra parte, di ricevere tutto ciò. O di avere un’altra visita da parte di quest’uomo straordinario e insostituibile.

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