Festival di Venezia 2010: Leone d'Oro a Somewhere di Sofia Coppola - Tutti i premi

Festival di Venezia 2010: Leone d'Oro a Somewhere di Sofia Coppola  - Tutti i premi

C'è un po' di amarezza, forse di delusione, nel seguire la cerimonia di chiusura della 67. Mostra del Cinema di Venezia. Parliamoci chiaro: noi siamo tra i sostenitori di Somewhere, e chi scrive ha gradito decisamente il film. E a suo modo Quentin Tarantino ha avuto "coraggio" nel voler premiare un fim che evidentemente ha davvero amato, passando sopra le barriere che tutti avevano già messo tra lui e la ex Sofia Coppola.

La puzza di conflitto d'interessi resta, ma soprattutto resta l'idea che, nonostante (ribadiamo) Somewhere ci sembri un bel film, doveva essere premiato altro con il Leone d'Oro. Siamo felicissimi per Alex de la Iglesia, che con il suo splendido Balada triste de trompeta si porta a casa sia il Leone d'Argento per la regia, sia l'Osella per la sceneggiatura. Sommando i premi, possiamo dire che abbiamo un Leone d'Oro morale?

Scherzi a parte, non ci dispiace anche il Premio della Giuria per l'"essenziale" e bel Essential Killing di Jerzy Skolimowski, e un po' ce l'aspettavamo. Ci aspettavamo poi la Coppa Volpi a Vincent Gallo sempre per Essential Killing: non lo nascondiamo, ma tifavamo clamorosamente per lui. Che deve posare la macchina da presa e smettere di fare film, abbassare un po' la cresta (battuta scontata...), ma che resta un attore bravissimo, nel caso specifico del film di Skolimowski impressionante.

Coppa Volpi femminile a sorpresa, con Ariane Labed che si porta a casa il riconoscimento per Attenberg di Athina Rachel Tsangari. Il film non l'abbiamo per niente amato e lei non ci ha particolarmente colpito; avremmo preferito la Catherine Deneuve di Potiche (a mani vuote!) o la Natalie Portman di Black Swan. Che comunque si porta a casa un premio, ovvero il Premio Mastroianni per la rivelazione Mila Kunis. E' stata una sorpresa anche per noi, la ragazza, effettivamente.

Scontatissimo il Leone d’Oro per l’insieme dell’opera a Monte Hellman, che ha presentato in concorso Road to Nowhere: l'avevamo previsto sin da subito. Bene anche il premio per la fotografia all'ottimo Silent Souls di Aleksei Fedorchenko. Quello che dispiace alla fine dei verdetti è vedere l'assenza di titoli importanti e che avrebbero meritato una "spinta" verso una visibilità che potrebbero non ottenere. Ma che fine ha fatto lo straordinario Post Mortem di Pablo Larrain, fino all'ultimo tra i papabili al Leone d'Oro?

Niente premi per Takashi Miike e Tsui Hark, amici di Tarantino, che ama il loro cinema da tempi non sospetti. Forse Quentin non se l'è sentita di dare il riconoscimento maggiore alla Coppola e in più premiare anche due amici, che comunque hanno presentato due opere più che dignitose... E gli italiani? Tutti a casa a mani vuote: e ora che succede?

Di seguito tutti i vincitori della 67. Mostra del Cinema di Venezia. Restate collegati per un lungo post con commenti finali, opinioni e considerazioni varie e voti.

Leone d’Oro: Somewhere di Sofia Coppola
Leone d’Argento (regia): Alex de la Iglesia per Balada triste de trompeta
Premio della Giuria: Essential Killing di Jerzy Skolimowski
Coppa Volpi (femminile): Ariane Labed per Attenberg di Athina Rachel Tsangari
Coppa Volpi (maschile): Vincent Gallo per Essential Killing di Jerzy Skolimowski
Premio Mastroianni (rivelazione): Mila Kunis per Black Swan di Darren Aronosky
Premio Osella (sceneggiatura): Alex de la Iglesia per Balada triste de trompeta
Premio Osella (fotografia): Mikhail Krichman per Silent Souls di Aleksei Fedorchenko
Leone d'Oro per l'insieme dell'opera: Monte Hellman (Road to Nowhere)
Leone del futuro: Cogunluk di Seren Yuce
Premio Orizzonti: Verano De Goliat di Nicola's Pereda
Premio speciale della giuria: The Forgotten Space di Noel Burch e Allan Sekula
Premio Orizzonti Cortometraggio: Coming Attractions di Peter Tscherkassky
Premio Orizzonti Mediometraggio: Tse di Roee Rosen
Premio Controcampo italiano: 20 sigarette di Aureliano Amadei
Premio Persol 3-D: Avatar di James Cameron ex-aequo con Dragon Trainer di Chris Sanders e Dean Deblois

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