Resident Evil: il film mai realizzato da George Romero sarà raccontato in un documentario

Il film di Resident Evil scritto da George Romero nel 1998 e mai realizzato sarà raccontato in un nuovo documentario in uscita nel 2024.

George A. Romero, compianto regista di cult quali La notte dei morti viventi, aveva tra i suoi progetti mai andati in porto un adattamento live-action della saga di videogiochi survival-horror Resident Evil. Romero che doveva scrivere e dirigere il progetto, lo abbandonò nel 1999 a causa di divergenze creative sulla sceneggiatura. Il progetto è rimasto inattivo per oltre un anno prima che Paul W.S. Anderson lo riportasse in pista in veste di regista e sceneggiatore dando vita al fortunato franchise da oltre un milairdo di dollari d’incassi con protagonista la consorte Milla Jovovich. Anderson in seguito raccontò di essersi chiuso dentro il suo appartamento per 4 settimane giocando consecutivamente ai primi tre giochi di “Resident Evil”, e la cosa l’aveva talmente ossessionato che contattò il suo produttore Jeremy Bolt, dicendogli che dovevano assolutamente trasformare questa serie in un film.

La sceneggiatura del “Resident Evil” di George Romero, scritta nel 1998 dal regista per Constantin Films, alla fine è trapelata online e aveva davvero delle grandi potenzialità nel suo essere sia un film di Romero, che un adattamento molto fedele al materiale originale. Purtroppo alla nipponica Capcom non piacque la sceneggiatura, pare a causa del suo contenuto considerato eccessivamente violento. La cosa curiosa è che in seguito Romero dirigerà per Capcom uno spot pubblicitario giapponese del videogioco Resident Evil 2 uscito nel 1998.

Secondo George A. Romero il rifiuto della sua sceneggiatura era dovuto principalmente a Bernd Eichinger. A quanto pare, a tutti gli altri associati alla pre-produzione la sceneggiatura era piaciuta. Molti altri fattori hanno portato al rifiuto della sceneggiatura, come le libertà creative che Romero si è preso con il primo gioco, libertà che Capcom temeva i fan del gioco non avrebbero approvato e il fatto che la sceneggiatura sarebbe stata troppo costosa poiché conteneva ogni singolo T- Virus mutante apparso nel primo gioco e l’includerli tutti nel film finito avrebbe fatto lievitare troppo il budget. Inoltre, Capcom temeva che un adattamento troppo fedele avrebbe effettivamente scoraggiato le persone dall’acquistare i giochi visto che avrebbero potuto semplicemente guardare il film, quindi è stata presa la decisione finale di creare una storia originale che contenesse solo una manciata di riferimenti ai giochi. Infine come citato in precedenza la sceneggiatura di Romero è stata considerata eccessivamente cruenta, anche per gli standard di “Resident Evil”, quindi è stata respinta anche per paura di un divieto ai minori di anni 17.

Il sito Bloody Disgusting riferisce che è attualmente in fase di sviluppo un documentario che esplorerà proprio il “Resident Evil” mai realizzato di Romero. Il documentario è realizzato da Jason Bareford, che è stato assistente alla produzione di Romero, e dal regista Brandon Salisbury, e s’intitolerà, come poteva essere altrimenti, George A. Romero’s Resident Evil.

Durante un’intervista con The Resident Evil Podcast, Salisbury ha dichiarato che il suo scopo con “George A. Romero’s Resident Evil” è di rendere omaggio sia allo stile di Romero che al gioco stesso. Il documentario in arrivo nel 2024 si svolgerà in una villa che ricorderà la Spencer Mansion di “Resident Evil”, e sarà girato per imitare lo stile cinematografico di Romero.

Contrariamente a quanto si crede, la sceneggiatura rifiutata di George Romero del 1998 non è stata la prima e unica versione della sceneggiatura di “Resident Evil” prima di quella di Paul W.S. di Anderson. Quando la Constantin Films acquisì i diritti per l’adattamento cinematografico nel gennaio del 1997, reclutò per scrivere la sceneggiatura del film anche Alan B. McElroy (Drago d’acciaio, Halloween 4, Wrong Turn), all’epoca anche co-sceneggiatore della serie Spawn di Todd McFarlane (1997-1999). Nello stesso momento in cui ci stava lavorando, McElroy stava anche scrivendo la sceneggiatura per un altro adattamento cinematografico di un altro videogioco, Doom. Ma la sua sceneggiatura di “Doom” è stata una delle tante che sono state rifiutate prima che il film fosse finalmente girato nel 2004 e ne risultasse il flop con The Rock che tutti i fan ben conoscono. Sebbene considerata molto buona, anche la sceneggiatura del “Resident Evil” di McElroy venne respinta tra il 1997 e il 2001 insieme a molte altre provenienti da diversi scrittori tra cui Romero. Alla fine Constantin Films optò per quella di Anderson, che originariamente non era nemmeno stata scritta per il film “Resident Evil”, ma per quello che lo stesso Anderson aveva definito “una terribile scopiazzatura” del gioco di Capcom.

Secondo quanto riportato da diversi articoli di riviste cinematografiche e di videogiochi dell’epoca, la sceneggiatura di McElroy era piena di azione, molto sanguinosa e violenta, ma anche molto inquietante. Laa trama era simile alla trama del gioco originale: in seguito alle sparizioni e alle strane mutilazioni di campeggiatori e ranger del parco nella foresta di Raccoon, una squadra SWAT viene inviata per scoprire cosa sta succedendo, ma presto tutto il team scompare. La squadra delle forze speciali militari, che includeva tutti i personaggi del gioco (Wesker, Chris, Jill, Barry, Brad e altri), viene quindi inviata alal ricerca del primo team scomparso. Ma una volta che si addentrano nella foresta durante la notte, vengono attaccati da animali mutanti e devono rifugiarsi nella villa dove scoprono laboratori sotterranei in cui finiscono per combattere contro zombie e altri mostri, con la sceneggiatura che includeva tutti quelli del gioco originale inclusi cani dobermann zombie (MA-39 Cerberus), tarantole mutate dal virus (Web Spinner, Black Tiger) e calabroni mutanti giganti (Hornet).

Fonte: Time Extension

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