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Oscar 2017 miglior corto documentario: 4.1 Miles, Extremis, Joe’s Violin, Watani: My Homeland, The White Helmets

Il prossimo 26 febbraio saranno annunciati i vincitori degli Oscar 2017. Scopri e vota con Blogo tutti i candidati alla categoria Miglior corto live-action.

 

Prosegue la nostra carrellata sui candidati ai prossimi Oscar 2017 categoria per categoria, in un countdown che ci accompagnerà fino alla cerimonia di premiazione fissata per domenica 26 febbraio.

Archiviate le categorie Migliore scenografia, costumi, trucco, fotografia, sonoro, montaggio sonoro, colonna sonora, canzone originale, effetti speciali, sceneggiatura non originale, sceneggiatura originale, montaggio, corto d’animazione, documentario, film d’animazione, regia, miglior film straniero e corto live-action oggi ci occupiamo del Miglior corto documentario.

I corti documentario candidati di questa edizione sono il greco 4.1 Miles, gli statunitensi Extremis e Joe’s Violin e gli inglesi Watani: My Homeland e The White Helmets.

A seguire trovate un sondaggio in cui potete esprimere la vostra preferenza sulla categoria e una serie di schede sui cortometraggi candidati in questa ottantanovesima edizione.

 

 

“4.1 Miles” di Daphne Matziaraki

 

4.1 Miles racconta di un capitano della guardia costiera su una remota isola greca che ha il compito di recuperare i migranti che attraversano il Mar Egeo.

 

Kyriakos Papadopoulos, un capitano della guardia costiera greca, è coinvolto nella lotta dei rifugiati in fuga dal Medio Oriente e dalla costa della Turchia verso l’isola di Lesbo. Pur avendo risorse limitate, il capitano e il suo equipaggio tentano di salvare vite durante l’immensa crisi umanitaria.

 

La regista Daphne Matziaraki è alla sua prima nomination all’Oscar.

 

“Extremis” di Dan Krauss

 

Extremis segue i medici, le famiglie e i pazienti mentre prendono decisioni di fine vita.

 

Al reparto di terapia intensiva dell’Highland Hospital di Oakland, in California, la specialista in cure palliative Dr. Jessica Zitter cura i pazienti malati terminali. Mentre lei e il suo team forniscono la migliore assistenza possibile, cercano di aiutare i pazienti e i loro cari a prendere decisioni spesso strazianti e critiche.

 

Il regista e produttore e americano Dan Krauss è alla sua seconda nomination all’Oscar dopo quella ricevuta nel 2005 per il corto documentario The Death Of Kevin Carter: Casualty Of The Bang Bang Club.

 

“Joe’s Violin” di Kahane Cooperman

 

Joe’s Violin segue un momento nella vita di un sopravvissuto polacco all’Olocausto dal momento in cui decide di donare il suo vecchio violino, che arriverà nelle mani di una ragazza del Bronx e racconta come l’esperienza cambia la vita di entrambi.

 

Durante la donazione di strumenti musicali a scuole pubbliche, un sopravvissuto all’Olocausto, il 91enne Joseph Feingold, offre il suo amato violino, che ha suonato per più di 70 anni. Lo strumento va al Bronx Global Learning Institute for Girls, dove una giovane musicista Brianna Perez stringe amicizia con il suo benefattore.

 

La regista americana Kahane Cooperman, produttrice del The Daily Show con Jon Stewart dal 1996 che gli è valso 11 Premi Emmy, è alla sua prima nomination all’Oscar.

 

“Watani: My Homeland” di Marcel Mettelsiefen

 

Watani: My Homeland segue la storia della fuga di una famiglia dalla guerra civile siriana e il loro tentativo di iniziare una nuova vita in Germania.

 

Quattro ragazzini vivono con la madre e il padre, un comandante dell’esercito libero siriano, in una zona di guerra ad Aleppo in Siria. Dopo che il padre viene catturato dall’ISIS, i bambini fuggono con la madre a Goslar, Germania, in un viaggio lungo un anno che metterà alla prova tutti mentre cercano di trovare una casa sicura in un paese straniero.

 

Il corrispondente di guerra, fotoreporter e documentarista tedesco Marcel Mettelsiefen è alla sua prima nomination all’Oscar.

 

“The White Helmets” di Orlando von Einsiedel

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The White Helmets segue le operazioni quotidiane di un gruppo di lavoratori volontari di soccorso della Protezione Civile siriana noti anche come “Elmetti bianchi”.

Nel caos della Siria in guerra volontari civili disarmati e neutrali noti come “Elmetti bianchi” scavano tra le macerie dopo i bombardamenti per salvare i sopravvissuti. Anche se hanno già salvato più di 60.000 vite dal 2013, questi coraggiosi soccoritori continuano ogni giorno a rischiare le loro vite.

Il regista inglese Orlando von Einsiedel è alla sua seconda nomination all’Oscar dopo quella ricevuta nel 2014 per il documentario Virunga.

 

 

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