“I want to report a rape” (”voglio denunciare uno stupro”): inizia con questa frase la pagina di Variety scritta da Kim Novak, straordinaria protagonista di Vertigo, ovvero La donna che visse due volte, che si è scagliata contro la colonna sonora di The Artist. L’attrice ha comprato un’intera pagina della celebre rivista per denunciare quello che per lei è un atto comparabile ad uno “stupro”, ossia una violazione del suo lavoro (il gioco di parole in inglese è tra “body” e “body of work”, tra corpo e il suo curriculum lavorativo).
La Novak denuncia infatti la presenza nel film di Michel Hazanavicius, fresco di tre Golden Globe (tra cui quello per la colonna sonora), della Love Suite scritta da Bernard Herrmann per Vertigo di Alfred Hitchcock. Anche se il nome del compositore compare nei titoli di coda (chi scrive, tra l’altro, conferma), all’attrice è parso come se il regista stesse imbrogliando il pubblico, usando direttamente le emozioni del film di Hitchcock per costruire il climax del film verso il finale.
La prima a rispondere alla Novak è stata Lynn Blanco, direttrice del Rape Crisis Center di San Antonio, Texas: il vocabolo “stupro” all’interno di questo contesto le è parso davvero estremo e fuori luogo. Questa invece è stata la risposta di Hazanavicius:
The Artist è stato fatto come una lettera d’amore al cinema, e nasce dalla mia [e del mio cast e della mia troupe] ammirazione e rispetto per i film di tutta la storia del cinema. È ispirato ai lavori di Hitchcock, Lang, Ford, Lubitsch, Murnau e Wilder. Amo Bernard Herrmann e la sua musica è stata usata in molti film, e sono contento di averla nel mio. Rispetto moltissimo Kim Novak, e mi dispiace sentire che non è d’accordo.
Fonte: Daily Mail
In un freddissimo sabato mattina milanese, il cast di Benvenuti al Nord (Claudio Bisio, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini ed il regista Luca Miniero - assente Alessandro Siani, che è impegnato a teatro a Napoli) ha incontrato la stampa per presentare il film e rispondere alle domande di rito. Vi offriamo un’estratto della conferenza stampa, ed alcune foto dell’evento. Seguiteci anche dopo il continua! Il film sarà sugli schermi italiani a partire dal 18 gennaio in più di 800 copie. Qui c’è il trailer.
Com’è stato ritornare, dopo il successo del primo film, sul set. E’ stato un po’ un ritorno in famiglia, com’è andata?
Luca Miniero: Beh, non è che ci siamo rivisti sul set. Sono tre o quattro anni che con Claudio, Alessandro, Angela e Valentina ci vediamo e ci sentiamo per telefono quasi quotidianamente, quindi devo dire che si è creato proprio un buon clima, anche un clima d’amicizia, che ha fatto sì che la trama del film diventasse un’opera viva, aggiornata anche con le intuizioni nate sul set di volta in volta.
Angela Finocchiaro: Beh, io sono “doppia parente” (nel film interpreta sia la moglie che la suocera di Bisio n.d.r.), e quindi è stato doppiamente piacevole, ma d’altra è stato un po’ un essere sotto esame, perché c’è una responsabilità. La prima se l’è accollata Luca e noi abbiamo cercato di sostenerlo - credo, spero - in questa sfida che non era per niente automatica..credo che costruire questo sequel sia stato veramente difficile.
Valentina Lodovini: Condivido tutto quanto hanno già detto Luca e Angela. In qualche modo eravamo lo stesso gruppo sia artistico che tecnico, c’erano pochissime new-entry, quindi era un po’ come stare a casa. Devo dire che - e lo possono testimoniare tutti e probabilmente Luca più degli altri - ero veramente molto tesa e molto nervosa, perché comunque sapevo che era un film atteso innanzitutto e poi perché il successo di Benvenuti al Sud è una cosa dalla quale io sono stata travolta in maniera molto positiva per cui sentivo una grande responsabilità, che mi portava a essere alle volte isterica, altre volte concentrata.
Claudio Bisio: Che dire.. Dovevamo fare un film così! Siamo riusciti a farne secondo - poi, naturalmente, dovrete giudicare voi - un bel film divertente. Già c’è il toto…chi dice meglio questo, chi dice meglio il primo. Giustissimo, ci sta tutto.
Benvenuti al Nord - il cast a Milano per presentare il film
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Un film che è quasi un parto. L’anteprima mondiale di On the Road era attesa già l’anno scorso prima al Festival di Cannes, poi alla Mostra di Venezia. Il film aveva saltato entrambi, non essendo ancora terminato, ma in molti si aspettavano una distribuzione entro il 2011. E invece nulla: fino ad oggi. Finalmente il film di Walter Salles tratto dal romanzo cult di Jack Kerouac ha una data d’uscita.
Lo rivela il produttore Charles Gillibert attraverso il suo Twitter, e la data è quella del 23 maggio in Francia. Il film non ha ancora una distribuzione americana alle spalle, e si presume quindi che sarà distribuito in caso verso la fine dell’anno negli States. L’occasione buona potrebbe quindi essere quella del Festival di Cannes, obiettivo del film per la sua anteprima mondiale: il festival si terrà infatti dal 16 al 27 maggio, e l’uscita in Francia conferma ufficiosamente la presenza del film sulla Croisette.
Il film tuttavia non è del tutto ultimato, come dichiara lo stesso Salles:
Abbiamo appena finito il montaggio e il missaggio a Parigi. Ci sono ancora alcune tappe affinché sia davvero finito (creare i titoli di testa e di coda, stampare le copie in pellicola, ecc.). La compagnia indipendente che ha prodotto il film, la MK2, sta ora lavorando al sito e al trailer.
Detto ciò, ormai ci siamo. E tra pochi mesi sapremo se Salles ha reso giustizia o meno ad una leggenda difficile da affrontare.
Fonte: Your Entertainment Corner
Se Alberto Barbera è stato da poco eletto nuovo direttore artistico della Mostra di Venezia, Marco Müller potrebbe essere nominato direttore del Festival di Roma al posto dell’uscente Piera Detassis nei primi giorni del 2012. Dopo una settimana di voci più o meno incontrollate, il nome di Müller è infatti in pole position. Se non fosse che il solito carrozzone politico si sia messo di traverso sulla sua più che ipotetica nomina. Con centrodestra e centrosinistra nuovamente divisi. Se Comune e Regione premono nei confronti di Müller, la Provincia tentenna, per via degli antichi attacchi di Muller al Festival romano, tanto da ‘costringere Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio, ad intervenire ufficialmente sullo spinoso argomento. Queste le sue parole:
“Non credo si possa rimproverare a una persona di aver difeso il festival per il quale lavorava. Oggi credo ci siano le condizioni perché, nell’ambito di una rivisitazione del cinema in Italia, ci possa essere da parte nostra un apprezzamento rivolto alla professionalità, alla competenza e alla stima sul piano internazionale che sicuramente Müller ha e sarebbe in grado di trasferire a Roma”. “Mi auguro che di fronte a una persona che ha dimostrato di saper fare ciò su cui si è impegnato tutta la vita, le polemiche cessino”.
Parole chiare e sinceramente più che condivisibili, per una baraonda politica tanto sterile quanto inutile. E decisamente dannosa per lo stesso Festival capitolino.
Fonte: E-Duesse

La notizia è da prendere con le pinze ma le voci provengono da diverse fonti, tra cui il DailyTelegraph. Dan Aykroyd e Harold Ramis hanno spedito a Bill Murray il copione di Ghostbusters 3 ma l’attore lo ha ridotto in pezzi e lo ha rimandato indietro con una nota:
“Nessuno vuole pagare per vedere dei vecchi grassoni inseguire dei fantasmi!”
La Sony Pictures ha spiegato di essere disposto a fare Ghostbusters 3 senza il coinvolgimento di Murray mentre Sigourney Weaver ha ammesso subito di non voler farsi coinvolgere. Dan Aykroyd conferma: il film si farà, con o senza Murray. Chissà cosa c’era scritto in quelle pagine per far incazzare così Bill!

Com’è già stato riportato dai cugini di Queerblog riprendendo una notizia pubblicata da The Hollywood Reporter, George Clooney farà parte del cast di 8, opera teatrale scritta da Dustin Lance Black e diretta da Rob Reiner, in scena per una sera soltanto il prossimo 3 marzo al Wilshire Ebell Theatre di Los angeles. L’intero ricavato andrà in beneficienza all’American Foundation for Equal Rights.
Lo spettacolo (già rappresentato a New York lo scorso settembre, con Morgan Freeman, Ellen Barkin, John Lithgow e Bradley Whitford nel cast) ripercorre le tappe che hanno condotto alla dichiarazione di incostituzionalità della Proposizione 8 (che negava ai californiani gay e lesbiche il diritto di sposarsi). Gli oppositori della Proposition 8 si sono appellati al tribunale di Los Angeles perchè vengano sbloccate le riprese del processo federale, in modo che possano essere mostrate al pubblico. Una sentenza è attesa a breve. Nel frattempo, l’unica rappresentazione di 8 dovrà bastare.
Continua a leggere: George Clooney protagonista di 8, a favore dei matrimoni gay

Il presidente della Universal Pictures, Ron Meyer, si è sfogato sui suoi prodotti:
“Facciamo un sacco di film di merda e ognuno di loro mi spezza il cuore. (…) Uno dei peggiori film che abbiamo mai fatto è stato Wolfman… E’ scadente. (…) Il cast era terribile. Il regista era sbagliato. Benicio Del Toro faceva schifo. Tutto faceva schifo… Wolfman e Babe 2 sono due dei film più merdosi che abbiamo lanciato. (…) Land Of The Lost era solo uno schifo. Voglio dire, non c’è scusa. Avevamo le migliori intenzioni ma tutto è andato storto… Cowboys & Aliens non era abbastanza buono. Dimenticate tutte le persone intelligenti che sono state coinvolte, non è stato abbastanza buono (…) Cowboys & Aliens è stata una grande perdita, e Land of the Lost è stata una perdita enorme. (…) Siamo tutti colpevoli. Devo prendermi la mia responsabilità ma abbiamo fatto tutti un lavoro mediocre e abbiamo pagato il prezzo per questo. Succede”.
E’ davvero bello leggere di qualcuno parla con il cuore e sincerità. Se un film fa schifo, fa schifo. Inutile girarci intorno. Voi come prendete lo sfogo di Meyer?

Solo ieri abbiamo presentato le nomination per gli Independent Spirit Awards e oggi dobbiamo già registrare le prime reazioni a queste candidature.
Le critiche, infuriate a quanto pare, arrivano da uno che normalmente ci ha abituato a non usare mezzi termini: stiamo parlando di Kevin Smith, regista di Red State. Secondo quello che si legge nei suoi messaggi via Twitter, Kevin sembra che si aspettasse molto per il suo ultimo film, invece non ha ricevuto alcuna nomination. In un suo tweet si legge (lasciamo a voi la traduzione):
How the f*Ck did the @SpiritAwards NOT nominate Michael Parks? Nor John Goodman? Nor Melissa Leo? F*ck your idiotic organization. #FakeIndie”
La rabbia di Smith dipende probabilmente dal fatto che l’esclusione dagli Indipendet Spirit Awards comporterà anche quella dalla corsa verso gli Oscar, un traguardo che il regista sognava per i suoi attori (e forse un po’ anche per se stesso). Intanto qui potete leggere la nostra recensione di Red State.

Robert Pattinson ha sparato la stupidaggine del mese:
“True Blood e gli altri show sui vampiri copiano Twilight… E’ come quella lotta della Coca Cola contro Pepsi. C’è un motivo se tutti li paragonano a noi. Twilight è stato l’originale e tutti cercano di copiarlo. Stanno solo cercando di saltare a bordo del treno di Twilight.”
Ora, non so se avete presente True Blood ma direi che l’atmosfera, la storia, la recitazione e i vampiri! sono decisamente diveri da quelli di Twilight e Compagnia. Ma vorrei sottolineare che il Ciclo di Sookie Stackhouse (i libri da cui è tratto True Blood) sono stati scritti da Charlaine Harris a partire dal 2001 mentre Stephenie Meyer ha pubblicato il primo Twilight nel 2005.
Io non commento, potrebbe uscirmi una parolaccia. Voi che ne pensate?
Fonte: WetPaint su preziosa segnalazione di Luigi

John Lasseter a Milano, per la presentazione della mostra dedicata ai 25 anni della Pixar, era un’occasione che non potevamo lasciarci scappare. Nell’arco di una giornata lo abbiamo inseguito tra la conferenza stampa a Villa Reale e l’incontro Meet the Media Guru. Ecco il Lasseter-pensiero sul cinema e sull’arte, riassunto in poche ma folgoranti battute come:
“Io dico sempre che l’arte sfida la tecnologia, ma la tecnologia ispira l’arte”.
Ci può spiegare meglio?
Con la tecnologia non ci si può divertire. L’emozione nasce da come questa viene utilizzata. Quando ho iniziato a pensare al mio primo corto (Luxo Jr.) non avevo la più pallida idea di come avrei potuto realizzarlo. Ho chiesto a gente che ne sapeva più di me in campo informatico e lo abbiamo realizzato insieme. Io mi sento un artista e la tecnologia è e deve essere al servizio dell’arte.
Che differenza c’è tra tecnologia e arte?
Dopo aver realizzato Luxo Jr., un esperto di computer graphic mi ha chiamato dicendo che aveva una domanda da farmi. Io mi aspettavo che mi chiedesse che algoritmo avevamo usato per la luce o qualcosa del genere, invece mi sorprese chiedendomi se la lampada più grande fosse la madre o il padre del piccolo Luxo.
Come si crea un film Pixar?
Alla Disney ho imparato come creare un personaggio, a dargli una vita. Non sapevo nulla di matematica, ma sapevo disegnare e immaginare mondi. Credo che questo sia più importante. Fino ad allora queste animazioni erano prevalentemente loghi o oggetti che venivano realizzati dagli stessi sviluppatori dei software. Ingegneri e informatici, il loro lavoro non è quello di raccontare storie. E’ come se chi mescola le vernici poi faccia poi anche il pittore, non è la stessa cosa.
Continua a leggere: La mostra Pixar a Milano: John Lasseter ci racconta l'arte di realizzare i sogni