This is Not a Film, questo è il titolo del documentariodiretto da Jafar Panahi in collaborazione con Mojtaba Mirtahmasb, di cui possiamo vedere il trailer, un lavoro (non chiamatelo film) che è stato definito un modo per trasformare la censura in arte.
Un documentario clandestino, realizzato in parte con un telefono cellulare e presentato in anteprima allo scorso Festival di Venezia. In Italia sarà distribuito all’Istituto Luce.
La vita del regista Jafar Panahi, giorno dopo giorno, durante il suo periodo di arresti domiciliari nel suo appartamento di Tehran. Scontando l’assurda sentenza definitiva, 6 anni di prigione e 20 anni di interdizione dal filmmaking, Panahi ci regala una singolare riflessione sull’arte del cinema. Il film sarà distribuito dal 29 febbraio 2012.

A volte è bello vedere qualcosa di “veloce” in un paese in cui tutto è lento. Per carità, è ancora praticamente sulla carta, ma l’”era Barbera” non poteva iniziare meglio. Nominato direttore artistico solo un mese fa, Alberto Barbera (nella foto assieme a Baratta) aveva subito fatto una serie di promesse: snellire la Mostra, renderla più pratica e godibile, aprire il mercato, farla “vivere” tutto l’anno. Oggi queste cose sono state messe nero su bianco: parte quindi ufficialmente il “restyling” del festival, che si potrà notare dall’edizione n. 69, al Lido dal 29 agosto al 8 settembre 2012.
Continua dopo il salto.
Vinto a sorpresa il Golden Globe per la miglior canzone originale, W.E. di Madonna continua il suo lungo lancio promozionale, regalandoci quest’oggi un’inedita clip. Diretto dalla cantante, qui alla sua seconda regia dopo Sacro e Profano, Edward e Wallis: il mio Regno per una Donna, questo il titolo per il mercato nostrano, uscirà in Italia grazie alla Archibald. Qui la nostra recensione in anteprima.
Protagonisti della pellicola Andrea Riseborough, James D’Arcy ed Abbie Cornish. W.E. racconta la storia di due donne fragili ma determinate - Wally Winthrop e Wallis Simpson - separate da più di sei decadi. Nel 1998 la giornalista del New Yorker Wally Winthrop è ossessionata dalla storia d’amore che portò all’abdicazione Re Edoardo VIII, a causa della divorziata americana Wallis Simpson. Ma la ricerca di Wally, che include diverse visite alla Tenuta dei Windsor ed alle aste di Sotheby’s, rivela che la vita della coppia non era perfetta come pensava.
Spostandosi avanti e indietro nel tempo, in W.E. il viaggio di Wally si intreccia con la storia di Wallis ed Edward, dai giorni del glamour iniziale al lento dipanarsi della loro vita nei decenni che seguirono.
L’attesa è quasi finita, chi aspetta di vedere Shame e il ritorno della folgorante coppia Steve McQueen-Michael Fassbenderd di Hunger, sarà finalmente ricompensato da un nuovo viaggio nelle prigioni umane a prova di evasione, questa volta in corpi incapaci di sottrarsi ai labirinti di ossessioni e perversioni costruiti per proteggersi e nascondersi.
Tra poche ore Brandon (Michael Fassbenderd), sua sorella Sissi (Carey Mulligan) e una New York bella e dannata quanto loro, vi aspettano nella sala buia e avvolgente per una lucida e coraggiosa discesa nell’inferno nascosto dietro la maschera, la routine collaudata, la solitudine ponderata e frequentazioni a prova di ogni tentazione.
Dopo la nostra recensione in anteprima,
- il trailer originale, quello da “bollino rosso” e diverse clip,
- il primo trailer in italiano e relative clip,
- e aver dato una sbirciata a immagini del film e locandine
vi aspettano ancora i bagliori della metropoli che spaccia libertà ingannevoli, le attese nevrotiche che si scontrano con le distanze abissali, i pudori che lasciano aperta la porta del bagno e chiusa quella del cuore, il corpo nudo e l’anima ben coperta, il sesso volutamente provocatorio, sfacciato, che non lascia nulla all’immaginazione …
Continua a leggere: Shame: venerdì 13 gennaio 2012 nelle Sale Italiane
Ormai manca pochissimo all’uscita in sala di uno dei “casi” dell’anno, ovvero Shame, opera seconda di Steve McQueen, esploso in tutto il mondo (tranne in Italia: ma dai?) con lo straordinario Hunger. Il film è stato presentato in concorso all’ultima Mostra di Venezia, dove ha creato tantissima discussione ed ha permesso a Michael Fassbender di vincere una sacrosanta Coppa Volpi. Questo venerdì, 13 febbraio gennaio, il film tornerà di sicuro ad infiammare le discussioni, tra chi lo amerà e chi lo odierà: difficilmente troverete opere che faranno tanto parlare quest’anno.
Brandon è un trentenne di successo che vive a New York. L’uomo è un sex addicted, ovvero un uomo dipendente dal sesso. Il ritmo metodico e ordinato della vita di Brandon entra in crisi con l’arrivo imprevisto di sua sorella Sissy (Carey Mulligan), ragazza ribelle e problematica. La sua presenza dirompente spingerà Brandon a inoltrarsi nelle pieghe più oscure dei bassifondi di New York, per sfuggire al difficile rapporto con la sorella e ai ricordi che risveglia in lui… Il film è stato vietato ai minori di 14 anni.
Qui sopra potete vedere una prima clip in italiano del film, mentre la seconda la trovate dopo il salto. E se ve li siete persi:
- il trailer in italiano;
- la nostra recensione in anteprima;
- il trailer americano da “bollino rosso” NC-17;
- una gallery d’immagini del film.
Continua a leggere: Shame: due clip in italiano del film con Michael Fassbender
Se negli States si è beccato un divieto ai minori di 17 anni, Shame di Steve McQueen è andato incontro ad una censura più contenuta in Italia. Il film, Coppa Volpi per l’interpretazione di Michael Fassbender a Venezia 68, arriva infatti nei nostri cinema con un divieto ai minori di 14 anni.
Qui da noi recensita in anteprima, la pellicola narra la storia di un uomo che ha tutte le libertà del mondo occidentale ma ha fatto del proprio corpo la sua prigione. Brandon è un trentenne di successo che vive in un confortevole appartamento di New York. Per evadere dalla monotonia della vita d’ufficio seduce le donne, dividendosi tra una serie di storie senza futuro e incontri di una notte. Il ritmo metodico e ordinato della vita di Brandon, però, entra in crisi con l’arrivo imprevisto di sua sorella Sissy, ragazza ribelle e problematica. La sua presenza dirompente spingerà Brandon a inoltrarsi nelle pieghe più oscure dei bassifondi di New York, per sfuggire al difficile rapporto con la sorella e ai ricordi che risveglia in lui. Shame indaga la natura profonda dei nostri bisogni, il modo in cui affrontiamo la nostra vita e le esperienze che ci segnano.
Al fianco di un Fassbender da Oscar una Carey Mulligan sempre più straordinaria. Per un titolo, lo ricordiamo, nei cinema nostrani a partire dal prossimo 13 Gennaio.

Harvey Weinstein è machiavellico, ma non ha peli sulla lingua. È un grande stratega, pronto a far valere i suoi prodotti, soprattutto ai premi che contano. Non passa di certo inosservato, neanche per quel che riguarda misteri e polemiche. La sua mano torna a farsi sentire con The Wettest County, il nuovo lavoro di John Hillcoat, regista de La proposta e The Road (per chi scrive, ottimi entrambi), che per l’occasione torna a collaborare con Nick Cave (ha musicato il secondo, e scritto e musicato il primo).
L’uscita del film, tratto da The Wettest County in the World di Matt Bondurant, era prevista per il 20 aprile, ma la Weinstein Company ha recentemente annunciato che non sarà distribuito per quella data. La prima motivazione riguarda il protagonista Tom Hardy. Infatti Harvey vuole sfruttare l’onda di successo che arriverà all’attore grazie a Il cavaliere oscuro - Il ritorno:
Abbiamo una star come Tom Hardy, che però è completamente anonimo in questo momento. Se vai in coda ad un ArcLight [cinema californiani, ndr] nessuno saprà chi è. Ma sarà una vera star entro agosto.
Chissà che ne pensa Hardy… C’è poi un altro fattore, che sembra più una conseguenza che calza a pennello alla strategia di Weinstein che una causa: vuole portare il film a Venezia, prima che esca in sala il 31 agosto. La Mostra di Venezia, pur travagliata per le news degli ultimi giorni, non solo ha quindi un titolo certo in saccoccia, ma potrebbe avere già il perfetto film d’apertura tra le mani. D’altronde, guardando al red carpet, non c’è da lamentarsi, grazie ad Hardy, Jessica Chastain, Gary Oldman, Shia LaBeouf, Guy Pearce e Mia Wasikowska. E poi c’è Hillcoat stesso, a Venezia nel 1988 con Ghosts… of the Civil Dead e nel 2009 in concorso con The Road: a suo modo, un habituée.
Fonte: 24 Frames

La news che pochi si aspettavano. Che Marco Müller fosse fuori dai giochi era ormai chiaro a tutti, e ve lo avevamo detto qualche giorno fa. Ma nella stessa occasione vi avevamo detto che Alberto Barbera, assieme a Gianni Canova, aveva già rifiutato la proposta di diventare direttore artistico della Mostra del cinema. Ecco: smentiti dai fatti, perché Barbera da oggi è il nuovo diretto artistico del Festival di Venezia.
Storico e critico cinematografico, di recente anche giurato a Cannes (edizione 2010), dal 2004 Aberto Barbera è direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino; e con Venezia c’entra già qualcosa. Barbera è stato infatti direttore artistico della Mostra dal 1999 al 2001, quando dei dissidi col ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani l’hanno allontanato dal suo incarico. Ora deve raccogliere l’eredità di Müller: un compito non facile, ma ancora più arduo dal momento che c’è da organizzare una Mostra per il 2012 con meno tempo rispetto al normale, ormai.
Intanto si susseguono le voci sulla possibilità che Müller diventi direttore artistico del Festival di Roma. Ha ragione la Polverini quando dice che è il meglio sulla piazza, e c’aveva visto lungo tempo fa Alemanno, quando lo valutava come possibile ipotesi. Ovviamente le polemiche sono già iniziate, visto che l’uomo che ha portato avanti fieramente la Mostra del Lido si troverebbe ora a costruire qualcosa di grosso e internazionale proprio nella “nemica” Roma…
Per molti, la firma di Müller al festival della capitale è questione di giorni, assieme alla firma di Paolo Mieli, ex direttore del Corriere della Sera e presidente di Rcs Libri, al posto di Gian Luigi Rondi a capo della Fondazione Cinema per Roma. Staremo a vedere.

Sono giorni “pesanti” per la Mostra del cinema di Venezia. Riconfermato Paolo Baratta alla presidenza della Biennale di Venezia, non ci sarebbe invece più alcuna speranza per una riconferma (ulteriore: sarebbe il terzo mandato) di Marco Müller come direttore artistico, ruolo che ha dal 2004. Per otto anni Müller ha compiuto il “miracolo” di far tornare a brillare Venezia a livello internazionale, come dimostra soprattutto l’edizione 2011, ultimo tassello di un percorso tanto difficile quanto positivo. Ma attriti troppo grandi, ad iniziare da quello più recente con lo stesso Baratta, avrebbero fatto sparire ormai l’ipotesi del terzo mandato, a cui qualcuno aveva creduto molto, nonostante tutto.
E allora che toto-direttore sia, anche se non sono pochi quelli che storcono il naso per come questa serie di ipotesi e nomi sta procedendo. Fuori Alberto Barbera e Gianni Canova (avrebbero rifiutato), mentre salgono le quotazioni di Enrico Magrelli e Giorgio Gosetti. Il primo è uno storico collaboratore di Müller nelle selezioni veneziane, mentre il secondo è il direttore delle Giornate degli autori. Grande punto interrogativo su Piera Detassis, il cui mandato per la direzione artistica del Festival di Roma scade a fine anno.
La direttrice di Ciak tuttavia potrebbe essere riconfermata a capo del festival romano. Ad inizio 2012 si saprà come andrà a finire, e si saprà in anticipo probabilmente anche il nome di chi salirà a capo della Fondazione Cinema per Roma: il mandato di Gian Luigi Rondi scade a giugno, ma non si esclude appunto la possibilità di una nomina anticipata. Müller non succederà alla Detassis (l’avrebbe voluto comunque Alemanno), e potrebbe invece andare a San Pietroburgo con un nuovo e personale progetto festivaliero. Tra gli altri papabili per Roma ci sarebbero Pupi Avati (fino a qualche mese fa papabile anche per Venezia), Mario Sesti (direttore della sezione Extra), Umberto Croppi, Paolo Ferrari, Luciano Sovena e addirittura Gianni Letta. Che pare aver però già detto no.
Per la lunga e italianissima serie “Che fine hanno fatto?”, abbiamo una risposta per uno dei vari film rimasti da noi inediti. Ha trovato una distribuzione, anche se solo in dvd, il discusso I’m Still Here, il mockumentary realizzato da Casey Affleck sul cognato Joaquin Phoenix e il suo “anno perso”. Presentato inizialmente come un vero e documentario sulla bizzarra svolta nella carriera dell’attore - datosi alla musica subito dopo Two Lovers -, il film si è poi rivelato come un finto documentario.
Presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia nel 2010, quando ancora si pensava potesse essere un vero documentario, I’m Still Here resta un oggetto curioso per come racconta il mondo crudele dello show business attraverso la “crisi” di un attore sulla cresta dell’onda. Oltre al fatto che si tratta di un’opera che ragiona sui mezzi del genere (il mockumentary) con una certa intelligenza.
Tradotto per l’Italia come Joaquin Phoenix - Io sono qui, il film uscirà in dvd grazie alla Cecchi Gori Home Video il 7 febbraio 2012. Per ora non si sanno le caratteristiche tecniche, ma intanto dovrebbe essere un’edizione a disco singolo. Qui trovate la nostra recensione da Venezia.