Logo Blogo

Libere Visioni

Torino Film Festival 2011: voti e considerazioni finali

pubblicato da Gabriele C. in: Libere Visioni Torino Film Festival

Torino Film Festival 2011: voti e considerazioni finaliSe il concorso di un festival è debole, anche il festival stesso lo è? È una domanda che la critica si fa ogni volta che i telegiornali e i quotidiani, quelle poche volte che parlano dei festival, dicono che la competizione è deludente, e che quindi il festival è deludente. Ricordate Venezia 2008? Il concorso era per metà da cestinare.

Eppure in quell’edizione ci furono, in concorso, gli ottimi Demme, Miyazaki, Naderi, Aronofsky. E fuori concorso i Coen, la Denis, Bahrani. Per dire. Il concorso del Torino Film Festival 2011 ha qualcosa che non ha convinto la critica, soprattutto on line (ovvero quella che, tra siti, blog e social network ha più seguito attivamente la manifestazione). Cosa? Probabilmente il fatto che non ci sono state vere punte.

Vero è che si tratta di un concorso di opere prime, seconde e al massimo terze, e quindi vai te a scovare in giro per il mondo il meglio degli esordienti dell’anno (ce ne sono tanti, eh!, e qualcosa c’era anche in questo concorso). Eppure Torino in questi anni ha “scoperto” la Sciamma di Naissance des pieuvres (poi regista di Tomboy), il Larraín di Tony Manero, La Nana (Affetti e dispetti…), Un gelido inverno, per dirne alcuni.

Continua a leggere: Torino Film Festival 2011: voti e considerazioni finali

Inizia oggi il Torino Film Festival 2011: ecco i 20 consigli "al buio" di Cineblog

pubblicato da Gabriele C. in: Libere Visioni Torino Film Festival

Inizia oggi il Torino Film Festival 2011: ecco i 20 consigli "al buio" di Cineblog

Avete letto qualcosa sulla polemica riguardo alla presenza o meno di Penelope Cruz alla serata inaugurale del 29. Torino Film Festival? Noi qualcosa qua e là, ma non c’abbiamo capito nulla: la madrina del festival resta Laura Morante (voluta fortemente da Gianni Amelio), mentre per la Cruz - che sta girando a Torino il film di Castellitto Venuto al mondo - ci sarebbe comunque una capatina sul palco (la vorrebbe fortemente l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte Michele Coppola, ma non la vorrebbe Amelio: forse perché già a Roma).

Questione politica, questione di budget, questione di “storia” del festival. Mah. Fatto sta che, secondo un comunicato stampa, la Cruz sarà al Teatro Regio assieme a Castellitto ed Emile Hirsch. Abbiamo iniziato questo post parlandone, va bene, ma per dire anche che in fondo non ci interessa molto della querelle, onestamente. Il vero dilemma per gli spettatori del TFF è piuttosto farsi il programma. 217 titoli divisi in varie sezioni, per 10 giorni di festival. Come organizzarsi? Il programma è bulimico, la scelta vastissima, dal concorso a Festa Mobile, passando per Onde, gli incontri e le retrospettive (Altman, Green e Sono).

Noi proviamo a consigliarvi “al buio” qualcosina: una ventina di pellicole che noi non perderemo, all’interno di un programma che contiene un numero di film da non perdere che è doppio, triplo, forse quadruplo. Ecco le nostre scelte in ordine alfabetico (e numerico):

1. 50/50 - Jonathan Levine: perché il regista sta dando prova di maturare di prova in prova. Perché la storia è “a rischio”, ma c’è il talento per affrontarla nel migliore dei modi. E per Joseph Gordon-Levitt e Seth Rogen. (Concorso)

2. L’arte di vincere (Moneyball) - Bennett Miller: il regista di Truman Capote dirige un film tratto da una storia vera, sceneggiato da Aaron Sorkin (The Social Network), ed interpretato da Brad Pitt, Robin Wright and Jonah Hill. Profuma di premi. (Festa Mobile - Film d’apertura)

La lista continua dopo il salto.

Continua a leggere: Inizia oggi il Torino Film Festival 2011: ecco i 20 consigli "al buio" di Cineblog

Science+Fiction 2011: si chiude con la vittoria di Monsters il festival di fantascienza di Trieste - Tutti i premi, voti e considerazioni

pubblicato da Gabriele C. in: Horror/Terrore Libere Visioni Fantascienza

Science+Fiction 2011: si chiude con la vittoria di Monsters il festival di fantascienza di Trieste - Tutti i premi, voti e considerazioni

Si conclude con una presenza di pubblico record di 15000 presenze l’undicesima edizione di Science+Fiction, il Festival Internazionale della Fantascienza di Trieste. Un record importante che ribadisce una cosa che è bene sottolineare sempre: i festival sono importanti perché la visione collettiva dei film in sala è ancora fondamentale.

Oltre ad essere un dato interessante a livello pratico: le file eterne ed impressionanti per accaparrarsi un posto per la consegna del premio alla carriera a George A. Romero (qui la nostra intervista e qui la round table con la stampa) o per assistere alla cerimonia di chiusura seguita dall’anteprima de La Cosa sono sintomo di un interesse di pubblico sbalorditivo e sempre più in crescita. Ma le sale erano sempre piene anche durante tutte le altre proiezioni. E gli tagliano pure i fondi, ai festival di questo tipo…

La cornice è quella che è, ovvero un centro commerciale (Torri d’Europa), e ormai non riesce più ad accontentare in maniera esaustiva la richiesta di pubblico. Durante la cerimonia di premiazione il sindaco Roberto Cosolini ha promesso di cercare una sistemazione migliore, per un evento che evidentemente fa bene anche alla città: speriamo mantenga la promessa.

Come ha mantenuto le sue promesse il Science+Fiction stesso: che ha offerto al suo pubblico un bel programma, e tante belle opportunità non da poco (Romero in primis, ma anche tutti i Q&A con i registi, o gli incontri con Gipi e i Manetti Bros.). In questi giorni vi abbiamo proposto interviste e recensioni, ma è arrivato il momento di occuparci ora soprattutto delle pellicole che abbiamo visionato e di cui non abbiamo parlato, e di menzionare i vincitori.

Dopo il salto troverete quindi i premi ufficiali, e un commento per ogni film visto.

Continua a leggere: Science+Fiction 2011: si chiude con la vittoria di Monsters il festival di fantascienza di Trieste - Tutti i premi, voti e considerazioni

L'amore che resta (Restless): Gus Van Sant insegna ai suoi ragazzi a (soprav)vivere

pubblicato da Gabriele C. in: Film Americani Drammatici Libere Visioni

L'amore che resta (Restless): Gus Van Sant insegna ai suoi ragazzi a (soprav)vivere

Il post è PIENO ZEPPO DI SPOILER. Non leggete se non avete visto L’amore che resta; sconsigliata la lettura anche a chi non ha visto Paranoid Park.

Quasi tutti i film di Gus Van Sant hanno a che fare con la morte. Che la critica ci dica che è con Restless (scusate, ma mi è impossibile chiamarlo L’amore che resta) che il regista americano fa i conti con un tema così complicato, fa quasi arrossire. La morte permeava già non poco i fotogrammi dei film d’esordio, in cui marchettari, drogati e “ragazzi di vita” vivevano alla giornata, fino ovviamente all’ultimo Milk.

I ragazzi di Gus Van Sant sono sempre stati problematici. Lo si continua a sottolineare sempre, ed è giusto: su questo si basano molte delle storie che l’autore ha portato al cinema. Ma i loro problemi nascono guarda caso innanzitutto dalla necessità di sopravvivere. In fondo, i film di Van Sant sono quasi dei survival movie in senso lato: in cui però spesso sai già in partenza che i protagonisti moriranno. Perciò conta altro: la morte ineluttabile è la base su cui il regista lavora per costruire intreccio e personaggi.

Intrappolati da cause di forza maggiore, i vari Mike, Gerry e Blake combattono o si lasciano semplicemente guidare e scombussolare dagli eventi, attraverso deserti, camere, strade vuote. E attraverso Portland. La città fa da sfondo anche alle vicende di Restless. Qui c’è un ragazzo, Enoch, che si aggira spaesato per la città che ha fatto da sfondo alle vicende di altri ragazzi spaesati come lui. Prende l’autobus (non ha la macchina), poi s’infiltra ai funerali. Di persone che non ha mai incontrato.

Continua a leggere: L'amore che resta (Restless): Gus Van Sant insegna ai suoi ragazzi a (soprav)vivere

Festival di Venezia 2011: voti e considerazioni finali

pubblicato da Gabriele C. in: Recensioni Libere Visioni Venezia

Festival di Venezia 2011: voti e considerazioni finaliSe dobbiamo giudicare la strada intrapresa ultimamente dal cinema da questa 68. Mostra del cinema di Venezia, dovremmo dire a prima vista che sta cercando una sicurezza e non vuole prendersi troppi rischi. Su 23 pellicole in concorso, 11 sono tratte da opere letterarie: 4 da testi teatrali, 4 da libri, 3 da fumetti. Ovvero: il cinema è in cerca di certezza, di un testo già collaudato da rielaborare.

Ma è solo un’impressione, perché proprio tra questi si trovano alcune tra le opere più sorprendenti della Mostra. Ad esempio Killer Joe di William Friedkin, Mouse d’Oro con una media pazzesca di 8.05 (battuti i precedenti Solondz, Fincher, Mullan: record!): aiutato dalla pièce teatrale di Tracy Letts, con il regista già in Bug, Friedkin torna alla carica come non faceva da anni (mi sbilancio: è il suo miglior film da Vivere e morire a Los Angeles), con un film divertentissimo, pazzo, lucido e decisamente “giovane”, più dei lavori di molti giovani registi.

Anche il Leone d’Oro è tratto da un’opera letteraria, una delle più importanti di sempre. Aleksander Sokurov però non fa una traduzione cinematografica di Goethe con il suo straordinario Faust, bensì ne sfrutta i tratti principali (i “colori” e gli “odori” delle pagine!) e li usa per un discorso completamente personale. Faust, così come Hitler, Lenin e Hirohito, è metafora perfetta e definitiva della tragicommedia del potere, analizzata dal maestro russo in una tetralogia intellettuale che ha già segnato la storia del cinema e che trova il suo apice forse proprio con questo quarto “ritratto”.

Continua a leggere: Festival di Venezia 2011: voti e considerazioni finali

Cannes 2011: previsioni e Toto-Palma

pubblicato da Gabriele C. in: News Libere Visioni Cannes

Cannes 2011: previsioni e Toto-Palma

La prima sensazione a dover parlare delle previsioni per i risultati del 64. Festival di Cannes? Che i premi saranno di qualità. Non sarà facile per Robert De Niro e i suoi giurati dover assegnare dei premi, vista l’importanza dei titoli presentati in rassegna quest’anno, ma difficilmente ne verrà fuori un palmarès brutto e deludente.

Vi abbiamo accompagnato lungo questi 11 giorni con trailer, gallerie, recensioni, commenti, tentando di riassumere per voi il clima e l’aria che tirava sulla Croisette a proposito dei film presentati, ed ora è il momento di tirare le somme. Quindi, prima del verdetto di questa sera (seguiteci, mi raccomando), ecco il Toto-Palma: di seguito, tutti i film del concorso e le loro chance di vincere un premio.

La Piel que Habito - Pedro Almodovar: non è mica scontato che Pedro torni a casa a mani vuote, anzi. Secondo qualcuno un premio per il suo film c’è. Per qualcuno, il Premio della Giuria. Non la Palma, sicuramente. Ma anche con Gli abbracci spezzati c’è chi sosteneva ci fosse un premio: tornò a casa a mani vuote.

Il Toto-Palma continua dopo il salto.

Continua a leggere: Cannes 2011: previsioni e Toto-Palma

La semplicità della complessità - Appunti più o meno ordinati su The Tree of Life di Terrence Malick

pubblicato da Gabriele C. in: Film Americani Libere Visioni Brad Pitt Cannes Sean Penn

La semplicità della complessità - Appunti più o meno ordinati su The Tree of Life

Il post è PIENO ZEPPO DI SPOILER. Non leggete se non avete visto The Tree of Life.

Continuo a pensare una cosa che ho scritto fin da quando sono usciti i primi tweet di commento dopo la proiezione stampa di The Tree of Life: è un film che fa paura. Nel senso che mette in soggezione e fa un po’ paura criticare, ovvero analizzare, (ri)pensare, scriverne, e forse fa paura “schierarsi” (uno dei mali della critica, oggi). Ho visto ieri il nuovo film di Terrence Malick e vorrei dire la mia, anche se ne sono un po’ intimorito in prima persona, e infatti questi sono “appunti”, pensieri critici personali che spero possano stimolare un dibattito sul film.

Mi è capitato di leggere che The Tree of Life è un film sotto forma di poesia. Lo ha detto anche Brad Pitt in conferenza stampa a Cannes. Sarà, ma credo che bisognerebbe partire da altro per approcciarsi al film: ed è il fatto non secondario che Malick ha studiato filosofia, si è laureato e per un periodo l’ha anche insegnata. Lo si ripete spesso quando esce un suo film, e mi sembra un buon punto di partenza anche in questo ultimo caso.

Terrence Malick è quindi uno studioso di filosofia, e per un’analisi approfondita su The Tree of Life credo bisognerebbe avere qualche conoscenza (che personalmente non ho, mea culpa) sulla teodicea. Ce lo dice subito la didascalia iniziale, con i versetti di Dio a Giacobbe: “Quando io ponevo le fondamenta del mondo, tu dov’eri?“. Ripercorriamo velocemente la storia di Giobbe e accantoniamolo per un po’ (ma se avete visto A Serious Man non occorre il ripasso), tanto tornerà dalla finestra.

Continua a leggere: La semplicità della complessità - Appunti più o meno ordinati su The Tree of Life di Terrence Malick

Far East Film Festival 2011: tutti i vincitori, commenti e voti

pubblicato da Gabriele C. in: Film Orientali Libere Visioni Far East Film

Far East Film Festival 2011: tutti i vincitori, commenti e votiAl Far East Film Festival di quest’anno (numero 13: corna scaramantiche per tutti) c’eravamo anche noi, ma solo per metà. Non daremo giudizi sulla qualità globale della selezione, perché non ne abbiamo gli strumenti, essendo arrivati a festival già iniziato, giusto in tempo per la “horror night” (se così si può chiamare, visto che quest’anno non c’è stato l’horror day).

Ci siamo persi molto, dal corto in versione iPhone di Park Chan-wook ai nuovi Zhang Yimou e Johnnie To, ma vi daremo delle “spigolature” e dei giudizi veloci su quel che abbiamo visto. Iniziamo però riportando i vincitori. Il nuovo premio Technicolor Asia Award, equivalente ad un premio di 25000 dollari, è andato ad A Crazy Little Thing Called Love dei tailandesi Sakonnakorn Puttipong Promsakha Na e Pokpong Wasin.

Il premio dei cinefili duri e puri, ovvero gli accreditati Black Dragon, è andato a Confessions di Tetsuya Nakashima, così come il MYmovies Award, votato dagli utenti del sito Mymovies. Diverso il parere della giuria popolare, che come ogni anno ha avuto la possibilità di votare tutti i film del programma. Al terzo posto troviamo la commedia filippina Here Comes the Bride di Chris Martinez, al secondo Under the Hawthorn Tree di Zhang Yimou e al primo Aftershock di Feng Xiaogang.

Continua a leggere: Far East Film Festival 2011: tutti i vincitori, commenti e voti

Festival di Venezia 2011: pensiamo ai film

pubblicato da Gabriele C. in: Anticipazioni Libere Visioni Venezia

Festival di Venezia 2011: pensiamo ai film

Road to Venice 2011, direbbero negli States. Ma non allarghiamoci e restiamo nel nostro piccolo, facendo come ogni anno previsioni su quel che sarà la Mostra del cinema di Venezia edizione numero 68. Mancano più di tre mesi all’annuncio ufficiale del programma, ovviamente, ma vogliamo iniziare a pensare alla rosa dei film papabili che potremmo vedere al Lido dal 31 agosto al 10 settembre.

Prima di addentrarci in queste nostre prime previsioni, ci tengo particolarmente a ricordare un paio di cosette che non devono sfuggire: che quelli che andrete a leggere, è giusto sottolinearlo per l’ennesima volta, sono previsioni, possibilità, un gioco e nient’altro; e che tra questi titoli potrebbero esserci ovviamente i titoli mancanti del programma di Cannes 2011. Al solito siete i benvenuti nei commenti per le vostre aggiunte, le vostre previsioni, speranze e quant’altro. E ricordiamoci che è sempre l’ultimo anno di Marco Müller: vorrà fare le cose in grande, no?

Stati Uniti Attesissimo a Cannes, ma non presente (per ora) nel programma ufficiale, Twixt Now and Sunrise di Francis Ford Coppola, horror con Val Kilmer ed Elle Fanning. Altrettanto atteso a Cannes era On the Road di Walter Salles, che ora potrebbe approdare al Lido. Al loro fianco ci potrebbero essere due autori cult: Todd Solondz con Dark Horse e William Friedkin con Killer Joe, interpretato da Matthew McConaughey e Emile Hirsch. Buone possibilità anche per Simon Killer di Antonio Campos, regista di Afterschool. C’è chi spera anche in J. Edgar di Clint Eastwood, ma il regista pare non essere più intenzionato a prendere aerei intercontinentali… Per questo motivo pare saltò la presenza di Hereafter l’anno scorso.

Continua a leggere: Festival di Venezia 2011: pensiamo ai film

Fondo Unico per lo Spettacolo - Smacco per la cultura, congelati altri 27 milioni di euro

pubblicato da carloprevosti in: Varie Libere Visioni

Sandro Bondi

Quando parliamo di Fondo Unico per lo Spettacolo non parliamo ovviamente solo dei soldi destinati a finanziare alcuni film prodotti con l’aiuto del Ministero della Cultura, ma sono un piccolo tesoretto che serve per costruire e conservare un intero patrimonio fatto di opere, eventi, festival solo per citare alcune delle realtà coinvolte.

Qualcuno però sostiene che di cultura non si mangia, peccato che l’Italia intorno alla cultura (da Pompei al Festival di Venezia) esista un indotto colossale che politiche miopi non riescono o non vogliono vedere. Ecco quindi che per far fronte al buco di introiti previsto dall’ultima finanziaria, il ministro Tremonti ha congelato oltre 27 milioni di euro, bruciando così oltre il 10% di quello che è (o era) il Fus. Il ministro Bondi, che dopo essere sopravvissuto a un voto di sfiducia non ha fatto mistero di voler comunque disfarsi della scomoda poltrona ha dichiarato di essere sgomento e interdetto. E se lo è lui, pensate alle migliaia di persone che con la cultura ci campano, non con l’indennizzo da parlamentare.

Il duro colpo al mondo delle cultura arriva direttamente dal ministero dell’Economia, un’amara sorpresa anche per i vertici del ministero dei Beni culturali. E ora a che santo starà pregando Sandro Bondi?