Ho trovato un sito che pubblica foto rare e vecchie dal mondo dello spettacolo. Ho raccolto alcune di cinema e ve le posto qui. Riconoscete tutti?
Foto rare da Hollywood: riconoscete tutti?
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Esce oggi, 17 dicembre, il libro-saggio Alfred Hitchcock La finestra sul cortile , scritto da Cosetta G. Saba per le edizioni Lindau. Ricorderete tutti lo splendido film di Hitch con James Stewart e Grace Kelly quindi passiamo direttamente al testo presentandovi l’indice:
- Premessa
- Alfred Hitchcock: «run for cover», ovvero il cinema
- «La finestra sul cortile» nell’opus hitchcockiano
- Il film
- Sinossi
- Due sequenze esemplari: il suspense «au travail»
- Il «doppio» film o «détour» del senso
- Il racconto dello sguardo e lo sguardo raccontato
- La sospensione dello sguardo
- Antologia critica
- Nota bibliografica
Edizioni Lindau, pagine 170, euro 18.
Cosetta G. Saba è docente a contratto di Semiologia del cinema e degli audiovisivi presso l’Università di Trieste. Si occupa di teoria e tecnica del linguaggio cinematografico, di analisi del film e di nuovi media. Cura il programma di ricerca Datafilm. Strumenti informatici per l’analisi dei testi audiovisivi (Università di Trieste). Oltre ai saggi pubblicati su riviste e opere collettive, è autrice di una monografia dedicata a Carmelo Bene (Il Castoro).
Personalmente adoro Alfred Hitchcock: credo che ogni cinefilo che si rispetti dovrebbe vedere tutti i suoi film almeno una volta all’anno. Per questo sono felice di segnalare l’uscita del libro Hitchcock - Il laboratorio del brivido (edizioni Ediesse- Eri), scritto da Italo Moscati. Oggi vi regaliamo parte del primo capitolo.
“Alfred Hithcock, in là con gli anni, ad un certo punto della sua vita, decise di celebrare un funerale a se stesso, anzitempo. Perché no? Più o meno a tutti, specie fra la gente dello spettacolo, capita d’ immaginare il momento del trapasso: affacciarsi dalla bara per vedere che effetto che fa. Si tratta di un gioco, ma soprattutto di una faccenda seria. Il colpo di coda di un artista che , in nome di un imprescindibile narcisismo, sente il bisogno di mettere in scena, o almeno di fantasticare sulla dipartita e soprattutto sui momenti del congedo definitivo, per prepararsi e per verificare lo show definitivo. Un modo di spiare, con il pretesto del funerale, le reazioni degli spettatori.
Nel racconto di quel giorno di pompe funebri non è detto che, provando la cerimonia, Alfred abbia resistito alla tentazioni di stendersi vestito nella bara foderata e di avere chiuso, sempre a titolo di prova, gli occhi e persino di aver incrociato le mani sul petto. Si sa invece che la cura posta nella cerimonia, da parte del regista, fu notevole e commossa, come se le esequie fossero dedicate ad un caro amico, se stesso, al quale destinare il massimo dell’impegno. Un gioco, il gioco del “doppio”, molto caro al regista.
Continua a leggere: Hitchcock - Il laboratorio del brivido: il libro di Italo Moscati
Alfred Hitchcock aveva una caratteristica curiosa, molto nota fra i suoi appassionati. Sir Alfred amava firmare le sue pellicole con delle sue brevissime (spesso spassose) apparizioni in ruoli del tutto marginali. I cameo di Hitchcock sono anche un divertente gioco cinefilo per chi ha ancora la “fortuna” di vedere i suoi capolavori per la prima volta.
Aguzzate la vista e fate attenzione per scoprire dove si è nascosto il grande regista. Per chi invece ha già visto tutti i suoi film, in questo breve filmato ecco un compendio di tutte le sue apparizioni!

E’ lo stesso Alfred Hitchcock a presentare il theatrical trailer di Psycho (1960), direttamente dal set del film. Ci accompagna nella casa, nella stanza di mamma Bates, nel motel e… nella doccia. Vi ricordo che il regista impose ai cinema di non fare entrare nessuno in sala dopo i titoli di testa. Trovate il trailer dopo il salto, ben 6 minuti di video. Psycho è uno di quei film che bisognerebbe rivedere almeno una volta all’anno. Come tutti quelli di Sir Hitch, del resto.
Continua a leggere: Vintage Trailer: Psycho presentato da Alfred Hitchcock
Pazzi, isterici, matti, psicopatici, malati di mente, fuori di testa, sopra le righe. Il cinema ha sempre tratto spunto (ed esaltato) queste figure. Ecco i nostri preferiti. I vostri?
- Jeffrey Goines (Brad Pitt) ne L’esercito delle 12 scimmie
- Stansfield (Gary Oldman) in Leon
- Il Joker (Heath Ledger e Jack Nicholson)
- Hannibal Lecter (Anthony Hopkins) in Il silenzio degli innocenti (e oltre)
- Il protagonista/Tyler Durden (Edward Norton) di Fight Club
- Jack Torrence (Jack Nicholson) in Shining
- Il finto pazzo Randle Patrick McMurphy (Jack Nicholson) in Qualcuno volò sul nido del cuculo
- Norman Bates (Anthony Perkins) in Psycho
- Jane Hudson (Bette Davis) in Che fine ha fatto Baby Jane?
Gli psicopatici al cinema: i preferiti di Cineblog




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Qualche mese fa si era parlato insistentemente di un progetto che vedeva schierato in prima film George Clooney per la realizzazione di un remake de Gli Uccelli, uno fra i più noti capolavori di Alfred Hitchcock.
Brad Fuller, produttore per la Dimension Films ha infatti dichiarato che il progetto, per cui era stata contattata la bionda Naomi Watts, è momentaneamente sospeso. “Proseguiamo a lavorare sulla la nostra idea” ha dichiarato Fuller. “Anche solo il lavoro sulla sceneggiatura appare durissimo. La nostra intenzione è quella di non proseguire fintanto che non ne sarà uscito qualcosa di realmente buono, ma per ora è tutto sospeso”.
A parte la difficoltà di confrontarsi con un capolavoro della suspance come il film originale, il problema resta legato alle modalità per rendere interessante e nuovamente pauroso il mondo dei volatili. Per ora tiriamo un nuovo sospiro di sollievo nei confronti dell’ennesimo remake che rischiava di rivelarsi un progetto inutile fino dalla sua ideazione.
La donna che visse due volte (Vertigo, USA, 1958) di Alfred Hitchcock; con James Stewart, Kim Novak, Barbara Bel Geddes, Henry Jones.
Oggi, 15.30, Rete 4
Per far capirere la grandezza di Hitchcock a qualcuno che voglia avvicinarsi al cinema o alla filmografia del maestro, ci vogliono innanzitutto due o tre primi titoli da prendere obbligatoriamente ad esempio. Pochi dubbi sul fatto che La donna che visse due volte (titolo italiano di Vertigo) sia uno di quelli.
Storia di un poliziotto, figura classica razionale per eccellenza, che si ritrova a fare a meno della sua razionalità per una storia d’amore impossibile ed intricata, dove si ritrovano assieme e si scontrano passione, amore, morte e fantasmi, il film di Hitchcock è un mèlo che rivoluziona genere e tecnica.
Non solo l’uso incredibile dell’”effetto vertigine”, risultato di un carrello all’indietro e di uno zoom in avanti, ma anche l’uso del colore, la capacità di mimetizzare un discorso freudiano nella tesissima e appassionante trama (provate ad interpretare chi dei personaggi è Ego, Super-Ego e Id), e anche la capacità di fondere incertezze inquietanti lungo tutto il percorso nello spettatore. Che ritroverà all’interno del film uno dei baci cinematografici più belli di sempre, e anche una delle esperienze più esaltanti della storia del cinema, sia dal punto di vista formale, sia dal punto di vista purante emozionale.

Puntini di sospensione alla fine del titolo, per soffermarci a ragionare su una notizia che si sa da un po’ ma che pochi hanno commentato. Che succede se Michael Bay, re dei giocattoli made in Hollywood e nuovo re dei remake di famosi horror e simili, decide di mettere mano su Uccelli di Alfred Hitchcock? E le polemiche e le discussioni ci sono già state.
E che succede invece se Michael Bay decide di far girare questo remake in 3D? Si dice spesso che nessun testo (film) è intoccabile e che le interpretazioni e le letture che possono scaturire sono diverse. Infatti la notizia conferma solo una cosa, in modo ancora più palese rispetto al brutto rifacimento di Venerdì 13 (lì si giocava con un oggetto per aficionados, comunque, per dirla tutta).
Conferma la nullità dell’idea di cinema del regista e produttore, che sotto la patina del sano divertimento che non fa male a nessuno continua a percorrere la strada non tanto del “non rispetto” (tanto, ormai…), quanto quella della propria certezza di fare e produrre buon cinema: contento lui… Chissà cosa ne pensano i nuovi protagonisti Naomi Watts e George Clooney, e chissà perché Martin Campbell (è ancora lui il regista) alterna qualche film divertente a progetti decisamente discutibili…
Le previsioni del tempo per il prossimo weekend sono pessime, cosa c’è di meglio che recuperare un vecchio film e goderselo al caldo di casa? Questa volta il suggerimento cade su un capolavoro, forse il film che lo stesso Alfred Hitchcock ha amato di più nella sua vastissima produzione, Il Club dei 39 (The 39 steps, 1935).
L’omicidio di una donna sconvolge la città Londra. L’uomo che le aveva dato ospitalità viene sospettato dalla polizia che si mette sulle sue tracce. In fuga soprattutto dal vero assassino, prenderà un treno per la Scozia, ma sulla sua strada troverà parecchi ostacoli. L’opera più famosa del periodo inglese di Sir Alfred, non serve altro da dire.
Potete vedere il film dopo il continua o scaricarlo legalmente in alta qualità.
Continua a leggere: Film da vedere e scaricare gratis - I club dei 39 di Alfred Hitchcock